Raccolta delle Messe

dei Santi e Beati

dell’Ordine Francescano

 


 

 

3 gennaio

SANTISSIMO NOME DI GESÙ

MEMORIA – (bianco)

 

Il SS. Nome di Gesù fu sempre onorato e venerato nella Chiesa fin dai primi tempi, ma solo nel secolo XIV cominciò ad avere culto liturgico. San Bernardino, aiutato da altri confratelli, soprattutto dai beati Alberto da Sarteáno e Bernardino da Feltre, diffuse con tanto slancio e fervore tale devozione che finalmente venne istituita la festa liturgica. Nel 1530 Papa Clemente VII autorizzò l'Ordine francescano a recitare l'Ufficio del SS. Nome di Gesù.

 

 

Antifona d’ingresso Fil 2,10-11

Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

 

 

Si dice il Gloria.

 

 

 

Colletta

Guarda, o Padre, questa tua famiglia, che onora il santo Nome di Gesù tuo Figlio; donaci di gustare la sua dolcezza in questa vita, per godere la felicità eterna nella patria del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

 

PRIMA LETTURA Fil 2,6-11

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

 

Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 112

 

R. Sia sempre benedetto il nome del Signore.

 

Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre.  
R.

 

Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.  
R.

 

Chi è pari al Signore nostro Dio
che siede nell’alto
e si china a guardare
nei cieli e sulla terra?  
R.

 

CANTO AL VANGELO Sal 95,2

 

Alleluia, alleluia.

Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.

Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Matteo 1, 18-25

 

La madre di Gesù, Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa «Dio con noi».
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Accetta, o Padre, le nostre offerte e preghiere in nome del Cristo tuo Figlio: te le offriamo fiduciosi nella sua promessa che ogni domanda fatta nel suo Nome sarà esaudita. Per Cristo nostro Signore.

 

Prefazio di Natale

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.


É veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

In lui oggi risplende in piena luce il misterioso scambio che ci ha redenti: la nostra debolezza è assunta dal Verbo, l’uomo mortale è innalzato a dignità perenne e noi, uniti a te in comunione mirabile, condividiamo la tua vita immortale.

Per questo mistero di salvezza, uniti a tutti gli angeli, proclamiamo esultanti la tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione

Non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo, nel quale è stabilito che abbiamo salvezza.

 

Dopo la comunione

Padre misericordioso, che ci hai accolti alla tua mensa, donaci la grazia di adorare con fede viva in questi santi misteri il Signore Gesù, nel cui Nome hai voluto che ogni ginocchio si pieghi e ogni uomo trovi la salvezza. Per Cristo ...

 

 


 

4 gennaio

SANTA ANGELA DA FOLIGNO

penitente III Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

Angela nacque a Foligno nel 1248 da nobile famiglia. Nella giovinezza si lasciò andare alla mondanità; ma, rimasta vedova, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si iscrisse al Terz'Ordine della Penitenza.

Assidua nella meditazione della Passione del Signore, lasciò notevoli scritti di vita spirituale, che le meritarono reputazione di grande mistica.

Morì il 4 gennaio 1309 e venne sepolta a Foligno nella chiesa di San Francesco. Il suo culto fu confermato da Clemente XI. Il 9 ottobre 2013 Papa Francesco ha firmato la Lettera Decretale di Canonizzazione equipollente della Beata Angela da Foligno.

 

 

Antifona d’ingresso Pr 14,1-2

La donna saggia, costruisce la sua casa; cammina nella propria giustizia chi teme il Signore.

 

 

Colletta

O Dio, che hai dato a santa Angela una profonda conoscenza dei misteri del tuo Figlio, per i suoi meriti e la sua intercessione donaci di vivere in questo mondo nella verità del Cristo, per meritare la gioia della tua manifestazione nella gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

PRIMA LETTURA

Corro verso la mèta, al premio che Dio d chiama a ricevere in Cristo Gesù.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi, 3, 8-14

 

Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla

fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.

Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch'io sono stato conquistato da Cristo Gesù.

Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

Parola di Dio. 

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 15 (16)

 

R. Sei tu, o Signore, l'unico mio bene.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,

solo in te è il mio bene».

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita. R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte il mio animo mi istruisce.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,

sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

 

Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena alla tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra. R.

 

CANTO AL VANGELO

Cf. Mt 11, 25

 

R. Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,

Signore del cielo e della terra,

perché ai piccoli hai rivelato

i misteri del regno dei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

 

Dal Vangelo secondo Matteo, 11, 25-30

 

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella

tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.

Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Ti siano gradite, o Signore, le offerte che ti presentiamo: concedici, per i meriti della santa Angela, di attingere dalla sua celeste sorgente la ricchezza della divina grazia. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione Mt 12,50

«Chiunque fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre», dice il Signore.

 

Dopo la comunione

O Dio, presente e operante nei tuoi sacramenti, illumina e infiamma il nostro spirito, perché ardenti di santi propositi portiamo frutti abbondanti di opere buone. Per Cristo nostro Signore.

 

5 gennaio

BEATO DIEGO DA CADICE,

presbitero, ofmcap

 

Dal comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

Nacque a Cadice (Spagna) il 30 marzo 1743 dalla nobile famiglia López Caamaño. Il 31 marzo 1758 iniziò l'anno di noviziato tra i Frati Minori Cappuccini a Siviglia. Arricchito da Dio di sapienza meravigliosa, divenne l'apostolo della Spagna che percorse a piedi, coperto da una rozza tunica e munito del suo crocifisso. Ardente di amore per la Chiesa, diede largo spazio allo studio della sacra Scrittura per combattere gli avàri del suo tempo, predicando al popolo, ma anche alla gente colta e istruita. Preghiera, penitenza e austerità fecondarono la sua mirabile operosa vita, arricchita di miracoli. Morì il 24 marzo 1801 a Ronda. Fu beatificato da Leone XIII il 10 aprile 1894.

 

 

ANT. D'INGRESSO                                    

La bocca del giusto medita la sapienza e la sua lingua esprime il diritto; la legge del suo Dio è nel suo cuore: i suoi passi non vacilleranno. Sal 36, 30-31

 

COLLETTA

O Dio, che hai concesso al beato Diego Giuseppe la sapienza dei santi e gli hai affidato la salvezza del suo popolo, concedi a noi, per sua intercessione, di discernere ciò che è buono e giusto, e annunciare a tutti gli uomini la ricchezza insondabile che è Cristo.

Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

SULLE OFFERTE

Dio onnipotente, imploriamo umilmente la tua divina maestà perché questi doni, che offriamo in onore dei tuoi santi, testimoni della tua potenza e della tua gloria, ottengano al tuo popolo i frutti della salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Questo è l'amministratore fidato e prudente che il Signore metterà a capo della sua servitù, per dare la razione di cibo a tempo debito. Cf. L.c 12, 42

 

DOPO LA COMUNIONE

Fortificati con il pane della vita, ti preghiamo, Signore, di poterti servire, sull'esempio del beato Diego Giuseppe, con totale dedizione e amare instancabilmente i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

 

7 gennaio

SAN CARLO DA SEZZE,

religioso, ofm

Dal comune dei santi (religiosi)

 

Giancarlo Melchiori nacque a Sezze (Latina) il 19 ottobre 1613 da famiglia di modesta condizione e ancora giovane entrò nell'Ordine dei Frati Minori come semplice fratello non chierico. Dimorò in vari conventi del Lazio, esercitando ovunque, con la massima diligenza, i servizi più umili che gli venivano affidati dai superiori. Arricchito da Dio di doni straordinari, fu spesso ricercato e consultato come consigliere da un gran numero di persone sia del mondo laico che di quello ecclesiastico. Pur non avendo una grande preparazione culturale e teologica, scrisse varie opere spirituali e ascetiche, nelle quali trasfuse i frutti della sua eccezionale esperienza mistica. Mori a Roma nel convento di San Francesco a Ripa, il 6 gennaio 1670. Fu beatificato da Leone XIII il 22 gennaio 1882 e canonizzato da Giovanni XXIII il 12 aprile 1959.

 

ANT. D'INGRESSO

Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Gal 2, 19b-20

COLLETTA

O Dio, gaudio e luce dei beati, che hai ornato di doni celesti san Carlo da Sezze, ardente di carità divina, per la sua intercessione ascoltaci nella tua bontà, e accendi i nostri cuori con il fuoco del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE

Padre misericordioso, che in san Carlo hai impresso l'immagine dell'uomo nuovo, creato nella giustizia e nella santità, concedi anche a noi di rinnovarci nello spirito per essere degni di offrirti il sacrificio di lode. Per Cristo nostro Signore.

ANT. ALLA COMUNIONE

Gioiosamente partecipò alle sofferenze di Cristo; e ora esulta nella rivelazione della sua gloria.

DOPO LA COMUNIONE

Ci fortifichi, o Padre, il divino sacramento del quale ci siamo nutriti nella festa di san Carlo, perché nella continua fedeltà a te, meritiamo di ricevere più copiosi i frutti della passione del tuo Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

11 gennaio

SAN TOMMASO DA CORI

presbitero, ofm

 

Dal comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

Nacque a Cori (Latina) il 4 giugno 1655 dalla famiglia Placidi, poveri agricoltori. A ventidue anni entrò nell'Ordine dei Frati Minori nel convento di Orvieto. Ordinato presbitero, si dedicò con tale impegno alla predicazione della parola di Dio da essere chiamato l'Apostolo del Sublacense, zona in cui prevalentemente esercitò il suo ministero. II suo nome è legato soprattutto alla fondazione dei conventi di ritiro di Bellegra e di Palombara Sabina, dei quali fu ripetutamente superiore e per i quali dettò sagge norme di vita che, nel 1756, furono estese a tutti i luoghi di ritiro dell'Ordine. Fu per molte anime maestro di santità ed esperto direttore di spirito. Benché adornato da Dio di tanti doni soprannaturali, andò spesso soggetto a tentazioni, aridità di spirito, incomprensioni e sofferenze di ogni genere, che sopportò sempre con invitta pazienza. Mori nel ritiro di Bellegra l'I 1° gennaio 1729. Fu beatificato da Pio VI il 3 settembre 1786 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 29 novembre 1999.

 

ANT. D'INGRESSO    

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,      a tutti i popoli dite le sue meraviglie. Sal 95, 3

COLLETTA

O Dio, che hai ispirato a san Tommaso da Cori di cercarti nella solitudine e di nutrire una squisita carità verso il prossimo, concedi a noi, sul suo esempio, di essere protesi nella contemplazione dei beni del cielo, così da restare attenti alle necessità dei fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE

Accetta, Signore, l'offerta del nostro servizio sacerdotale nel ricordo di san Tommaso e fa' che, liberi dagli affanni e dagli egoismi del mondo, diventiamo ricchi di te, unico bene. Per Cristo nostro Signore.

ANT. ALLA COMUNIONE

«Rimanete in me e io in voi. Chi rimane in me e io in lui,      porta molto frutto», dice il Signore. Cf. Gv 15, 4-5

 

 

12 gennaio

SAN BERNARDO DA CORLEONE,

religioso, ofmcap

 

Filippo Latini nacque il 6 febbraio 1605 a Corleone, in Sicilia. Spadaccino famoso e francescano secolare si dedicò alle opere di misericordia a favore dei poveri, degli ammalati e degli oppressi. In seguito chiese di essere ammesso tra i Frati Minori Cappuccini, distinguendosi subito per l'impegno nella vita evangelica e per il fervore religioso. Fedele al battesimo e alla consacrazione religiosa, si preoccupò unicamente di conformarsi a Cristo crocifisso con uno stile di vita austero e solidale. Mori a Palermo il 12 gennaio 1667.

Fu beatificato da Clemente XIII il I 5 maggio 1768 e canonizzato da Giovanni Paolo II il I O giugno 2001.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore. Perché grande è la potenza del Signore e dagli umili è glorificato. Sir 3, 18.20

 

COLLETTA

O Dio, che in san Bernardo da Corleone ci hai dato un modello di eroica penitenza e di vita evangelica, concedi a noi, per sua intercessione, lo spirito di conversione per amarti sopra ogni cosa

e aderire in tutto alla tua volontà.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

 

 

PRIMA LETTURA

II malvagio non cade per la sua malvagità se si converte dalla sua malvagità.

 

Dal libro del profeta Ezechiele, 33, 12-16

 

La giustizia del giusto non lo salva se pecca, e il malvagio non cade per la sua malvagità se si converte dalla sua malvagità, come il giusto non potrà vivere per la sua giustizia se pecca.

Se io dico al giusto: "Vivrai", ed egli, confidando sulla sua giustizia commette il male, nessuna delle sue azioni buone sarà più ricordata e morirà nel male che egli ha commesso.

Se dico al malvagio: "Morirai", ed egli si converte dal suo peccato e compie ciò che è retto e giusto, rende il pegno, restituisce ciò che ha rubato, osserva le leggi della vita, senza commettere il male, egli vivrà e non morirà; nessuno dei peccati commessi sarà più ricordato: egli ha praticato ciò che è retto e giusto e certamente vivrà.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE, Dal Salmo 50 (51)

 

R. Crea in me, o Dio, un cuore puro.

 

Tu gradisci la sincerità nel mio intimo,

nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.

Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro;

lavami e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia:

esulteranno le ossa che hai spezzato. R.

 

Distogli lo sguardo dai miei peccati,

cancella tutte le mie colpe.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,

rinnova in me uno spirito saldo. R.

 

Signore, apri le mie labbra

e la mia bocca proclami la tua lode.

Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;

un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. R.

 

CANTO AL VANGELO

Cf. Sir 17, 24

 

R. Alleluia, alleluia.

A chi si pente il Signore offre il ritorno alla giustizia

e destina loro come porzione la verità.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

C'è gioia in cielo per un peccatore che si converte.

 

Dal Vangelo secondo Luca, 15, 3-7

 

In quel tempo, Gesù disse questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?

Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta".

Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE

O Padre misericordioso, che in san Bernardo hai impresso l'immagine dell'uomo nuovo, creato nella giustizia e nella santità, concedi anche a noi di rinnovarci nello spirito, per essere degni di offrirti il sacrifico di lode. Per Cristo nostro Signore.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità, ma la più grande di tutte è la carità! 1Cor 13, 13

 

DOPO LA COMUNIONE

Signore Dio nostro, l'Eucaristia da noi ricevuta nella memoria del glorioso san Bernardo, ci rinnovi nella mente e nel cuore mediante la penitenza e una carità generosa

 

14 gennaio

BEATO ODORICO DA PORDENONE,

presbitero, I Ordine

 

Nacque a Vilalnova di Pordenone nel 1265 dalla famiglia Matteucci (Mattiuzzi), Divenne presbitero nell'Ordine dei Minori e congiunse un'esemplare austerità di vita con un instancabile zelo per la salvezza delle anime. Fu uno dei primi missionari dell'Ordine: si recò prima in Asia Minore e successivamente tra i tartari, i cinesi e gli indiani, convertendo moltissimi alla fede di Cristo; meritò il nome di "Apostolo dei cinesi". Tornato in Europa per recarsi a riferire al pontefice la situazione delle missioni tra j non cristiani, morì a Udine il 14 gennaio 1331. Benedetto XIV ne confermò il culto il 2 luglio 1755.

 

PRIMA LETTURA

Avremmo desiderato trasmettervi non solo il Vangelo, ma la nostra stessa vita.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo

ai Tessalonicesi, 2, 2-8

 

Fratelli, abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. E il nostro invito alla fede non nasce da menzogna, né da disoneste intenzioni e neppure da inganno; ma, come Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo così noi lo annunciamo, non cercando di piacere

agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori.

Mai infatti abbiamo usato parole di adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo.

Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così, affezionati a voi, avremmo desiderato

trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra

stessa vita, perché ci siete diventati cari.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE, Dal Salmo 9 5 (96)

 

R. Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

 

Cantate al Signore un canto nuovo,

cantate al Signore, uomini di tutta la terra.

Cantate al Signore, benedite il suo nome,

annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R.

 

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,

a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,

terribile sopra tutti gli dèi. R.

 

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,

il Signore invece ha fatto i cieli.

Maestà e onore sono davanti a lui,

forza e splendore nel suo santuario. R.

 

Date al Signore, o famiglie dei popoli,

date al Signore gloria e potenza,

date al Signore la gloria del suo nome. R.

 

CANTO AL VANGELO

Cf lvft 28, 19.20

 

R. Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli,

dice il Signore:

ecco, io sono con voi tutti i giorni,

fino alla fine del mondo.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

 

Dal Vangelo secondo Marco, 16, 15-20

 

In quel tempo, apparendo agli Undici, Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi

guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore.

 

 

16 gennaio

 

SS. BERARDO E COMPAGNI

protomartiri francescani, I Ordine

FESTA – (rosso)

 

San Francesco, ardente d'amore per le anime, mandò in Marocco sei dei suoi primi discepoli. Vitale, ammalatosi, dovette rinunciare alla missione. Gli altri cinque (Berardo, Pietro, Adiuto, Accorsìo e Ottone) partirono e. arrivati in Spagna, sprezzanti del pericolo, cominciarono a predicare la fede di Cristo nelle moschee. Vennero per questo condotti dinanzi al sultano, il quale li condannò alla decapitazione. Poco dopo però furono graziati e inviati nel Marocco con l'ordine di non predicare più il nome di Cristo. Essi tuttavia, con estremo coraggio, continuarono ad annunciare il Vangelo. Per questo furono imprigionati, flagellati e, infine, decapitati il 16 gennaio 1220. Furono canonizzati da Sisto IV il 7 agosto 1481.

 

 

Antifona d’ingresso

Esultano in cielo i santi martiri,
che hanno seguito le orme di Cristo;
per suo amore hanno versato il sangue
e si allietano per sempre con Cristo Signore.

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio, che hai consacrato gli inizi dell'Ordine serafico con l'eroico martirio di san Berardo e dei suoi compagni, concedi anche a noi di darti la testimonianza della vita, come essi ti hanno dato quella del sangue. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

PRIMA LETTURA 1Cor 4, 9-14

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

 

Fratelli, Dio ha messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.
Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati.
Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Sal 125

 

R. Chi semina nel pianto, raccoglie nella gioia.

 

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.  
R.

 

Allora si diceva tra i popoli:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ci ha colmati di gioia.  
R.

 

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, come i torrenti del Nègheb.
Chi semina nelle lacrime, mieterà con giubilo.  
R.

 

Nell'andare, se ne va e piange, portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni.  
R.

 

CANTO AL VANGELO

 

Alleluia, alleluia.

Questa è una vera fratellanza:
vincendo le malvagità del mondo, seguì Cristo e con lui esulta nei cieli.

Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

 

+ Dal vangelo secondo Matteo 10,16-22

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e alle genti.
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

 

Accogli, Padre santo, i doni che ti offriamo in memoria dei santi Berardo e compagni, che hanno versato il sangue per la fede, e concedi anche a noi di perseverare, con la fortezza dei martiri, nella confessione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

 

 


 

Prefazio dei Martiri

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.

V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.


È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

A imitazione del Cristo tuo Figlio i santi martiri Berardo e compagni hanno reso gloria al tuo nome e hanno testimoniato con il sangue i tuoi prodigi, o Padre, che riveli nei deboli la tua potenza e doni agli inermi la forza del martirio, per Cristo nostro Signore.

E noi con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria: Santo, Santo, Santo, …

 

 

 

Antifona alla comunione Mt 16,24

«Voi avete perseverato con me nelle mie prove, e io preparo per voi un regno», dice il Signore,
«perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno».

 

Dopo la comunione

Infondi in noi, Signore, la sapienza della croce, che ha illuminato i tuoi Martiri, perché, fortificàti da questo sacrificio, aderiamo pienamente al Cristo e collaboriamo nella Chiesa alla redenzione del mondo. Per Cristo nostro Signore.

 

20 gennaio

SANTA EUSTOCHIA CALAFATO DA MESSINA

vergine, II Ordine

 

Smeralda Calafato nacque a Messina il 25 marzo 1434. Nel 1449 entrò tra le Clarisse di Santa Maria di Basicò, ma l'amore per l'Osservanza la indusse alla fondazione di un nuovo monastero: quello di Montevergine, Il mistero della passione del Signore e l'amore all'Eucaristia caratterizzano la sua spiritualità. I contemporanei la descrissero «austera et benigna, humile, mansueta, caritativa, pietosissima e sempre lieta». Mori a Messina il 20 gennaio 1485. È stata canonizzata l'11 giugno 1988 da Giovanni Paolo Il. Il suo corpo incorrotto è esposto alla venerazione dei fedeli.

 

ANT. D'TNGRESSO

Rallegriamoci ed esultiamo, perché il Signore ha amato questa vergine santa e gloriosa.

 

COLLETTA

O Dio, che hai dato a santa Eustochia Smeralda la grazia di seguire sino in fondo il Cristo umile e povero, concedi a noi, che confidiamo nella sua intercessione, di vivere nell'amore la beatitudine dei poveri e di comprendere e testimoniare la forza rinnovatrice del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli

 

 

PRIMA LETTURA

Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a sevizio degli altri.

 

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo, 4, 7-11

 

Carissimi, siate moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare.

Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a sevizio degli altri. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, siate moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare.

Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glori ficato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE, Dal Salmo 102 (103)

 

R. Il nostro Dio è grande nell'amore

 

Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome.

Benedici il Signore, anima mia,

non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

 

Egli perdona tutte le tue colpe,

guarisce tutte le tue infermità,

salva dalla fossa la tua vita,

ti circonda di bontà e misericordia. R.

 

Misericordioso e pietoso è il Signore,

lento all'ira e grande nell'amore.

Non è in lite per sempre,

non rimane adirato in eterno. R.

 

Come è tenero un padre verso i figli,

così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,

perché egli sa bene di che siamo plasmati,

ricorda che noi siamo polvere. R.

 

Ma l'amore del Signore è da sempre,

per sempre su quelli che lo temono,

e la sua giustizia per i figli dei figli,

per quelli che custodiscono la sua alleanza. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt 16,

R. Alleluia, alleluia.

Chi vorrà salvare la sua vita la perderà, dice il Signore; chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

 

Dal Vangelo secondo Matteo, 16, 24-27

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE

Accogli, Padre santo, il pane e il vino che la tua famiglia ti presenta con gioia nel ricordo di santa Eustochia Smeralda, vergine, e come ti fu gradita la sua testimonianza verginale ti sia bene accetta l'offerta del nostro sacrificio. Per Cristo nostro Signore.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto», dice il Signore. Gv 15, 5

 

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, che in questo convito ci comunichi la forza del tuo Spirito, fa' che sull'esempio di santa Eustochia Smeralda impariamo a cercare te sopra ogni cosa, per portare in noi l'impronta del Cristo crocifisso e risorto. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

20 gennaio

BEATO GIOVANNI BATTISTA TRIQUERIE,

presbitero e martire, ofmconv

Dal Comune dei martiri

 

Giovanni Battista Triquerie nacque a Laval (Maine, Francia) nel 1737. Religioso presbitero dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, distintosi per la sua devozione e per la sua assistenza alle Clarisse e ad altre religiose, durante la rivoluzione francese rifiutò decisamente di emettere il giuramento imposto dalla legge civile, contrario alla Chiesa, alla quale volle rimanere fedele anche a costo della vita. Per questo dapprima fu messo in prigione e poi condannato a morte. Fu ucciso a Laval il 21 gennaio 1794, e fu beatificato da Pio XII il 19 giugno 1955 insieme ad altri presbiteri e ad alcune suore, martirizzati nelle stesse circostanze.

 

ANT. D'INGRESSO    

Questo è un martire della fede,  che sparse per Cristo il suo sangue; non temette le minacce dei giudici e raggiunse il regno dei cieli.

 

COLLETTA

Dio onnipotente, che hai concesso al beato Giovanni Battista, presbitero, di servire fedelmente la tua Chiesa fino al dono supremo della vita, conseguendo la palma del martirio, concedi a noi, animati della stessa carità, di servirti con sincera dedizione e perseveranza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

SULLE OFFERTE

Scenda come rugiada la tua benedizione, Signore, sull'offerta che ti presentiamo, e ci confermi nella fede che il beato martire Giovanni Battista testimoniò a prezzo della vita.

Per Cristo nostro Signore

ANT. ALLA COMUNIONE

«Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto», dice il Signore.

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che in questi santi misteri rinnovi la tua Chiesa, donaci di imitare la meravigliosa fortezza del beato Giovanni Battista, per ottenere il premio promesso a chi soffre a causa del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

 

29 gennaio

BEATO FRANCESCO ZIRANO,

presbitero e martire, ofmconv

Dal Comune dei martiri

 

Nacque a Sassari nel 1564 da modesta famiglia. Religioso tra i Frati Minori Conventuali della città, divenne presbitero nel 1586. Il suo zelo di carità verso il prossimo si orientò in vocazione missionaria nel 1599, quando sì impegnò a liberare un cugino e confratello schiavo ad Algeri per salvaguardarlo dal rinnegare la fede. Arrivato in Africa e impossibilitato a operare redenzioni, durante la guerra allora scoppiata tra il regno cabile di Cuco alleato di Spagna e la reggenza turca di Algeri, fu catturato come spia e condannato a morte. Sollecitato ad abiurare la propria fede per aver salva la vita, rifiutò ripetutamente, preferendo morire scorticato vivo. Morì il 26 gennaio 1603. È stato beatificato a Sassari il 12 ottobre 2014 dal cardinale Angelo Amato.

 

 

COLLETTA

O Dio, che hai suscitato nel beato Francesco, presbitero, il coraggio di rischiare la vita per liberare il prossimo restando fedele a Cristo fino al martirio, per sua intercessione concedi a noi di testimoniare il Vangelo con fede viva, carità operosa, speranza certa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

30 gennaio

SANTA GIACINTA MARISCOTTI

vergine, III Ordine

 

Dal Comune delle vergini

 

Clarice nacque a Vignanello (Viterbo), diocesi di Civita Castellana, nel 1585, da Marco Antonio e Ottavia Orsini, principi romani. All'età di vent'anni entrò nel monastero di San Bernardino, a Viterbo, dove prese il nome di Giacinta, pur senza farsi Clarissa, scegliendo invece lo stato di Terziaria francescana, che non contempla la clausura stretta. Dopo circa quindici anni di vita, che ella chiamò «di molte vanità e sciocchezze nelle quali ero vissuta nella sacra religione» (dal Piccolo diario autografo conservato nell'archivio del convento dei Ss. XII Apostoli, a Roma), durante una malattia la colse la grazia di Dio: la sua conversione fu sincera e totale. Con ventiquattro anni trascorsi in povertà e penitenze eroiche. riparò le debolezze passate e ascese alle più alte vette della perfezione cristiana. Pur legata alla clausura svolse un'attività eminentemente sociale; ai poveri, ai sofferenti, non esclusi i carcerati, dedicò l'effusione della sua carità, giungendo, attraverso l'aiuto materiale, alle anime. Morì il 30 gennaio 1640. Fu beatificata da Benedetto XIII il 14 luglio 1726 e canonizzata da Pio VII il 24 maggio 1807. Il suo corpo è custodito nella chiesa del convento di San Bernardino, a Viterbo.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, Gal 6, 14 come io per il mondo.

 

COLLETTA

O Dio, nel tuo amore misericordioso hai voluto che la vergine santa Giacinta fosse vittima di penitenza e strumento di carità operosa; concedi a noi di imitare il suo esempio e di sentire il dolore delle nostre colpe, per seguire Cristo sulla via della croce e dell'amore verso il prossimo. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

SULLE OFFERTE

O Signore, mentre ti offriamo questa Vittima di salvezza, ti preghiamo, per l'intercessione di santa Giacinta, di liberarci dai nostri peccati e di dirigere solo verso di te i nostri cuori. Per Cristo nostro Signore.

 

ANI'. ALLA COMUNIONE

La vergine prudente si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta. Cf. Lc 10, 42

 

DOPO LA COMUNIONE

La comunione alla mensa del Corpo e Sangue del tuo Figlio ci distolga, Signore, dalla seduzione delle cose che passano e, sull'esempio di santa Giacinta vergine, ci aiuti a crescere nel tuo amore per godere in cielo la visione del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.

 


 

4 febbraio

SAN GIUSEPPE da LEONESSA

sacerdote I Ordine

memoria – (bianco)

 

Eufranio Desideri nacque a Leonessa (Rieti) 1'8 gennaio 1556. Entrò nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, divenne presbitero e condusse una vita di grande austerità. Inviato a Costantinopoli per costituirvi una missione, si adoperò per confortare e liberare gli schiavi inermi; venne perciò incarcerato e torturato. La tradizione vuole che egli sia stato salvato miracolosamente da un angelo. Ritornato in Italia, si prodigò per la conversione dei peccatori e per togliere gli scandali e gli abusi che erano numerosi tra il popolo cristiano. Morì ad Amatrice (Rieti) il 4 febbraio 1612. Fu beatificato da Clemente XII nel 1737 e canonizzato da Benedetto XIV nel 1746.

 

Antifona d’ingresso

 

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
che reca la buona novella,
che proclama la salvezza.
Is 52,7

 

Colletta

O Dio, che ci hai dato in san Giuseppe da Leonessa un infaticabile predicatore del vangelo, concedi a noi, per sua intercessione, di essere animati dallo stesso zelo nella conquista delle anime e nel tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

PRIMA LETTURA

Come sono belli i piedi del messaggero della pace.

 

Dal libro del profeta Isaia, 52, 7-10

 

Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».

Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,

insieme esultano, poiché vedono con gli occhi

il ritorno del Signore a Sion.

Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme.

Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno

la salvezza del nostro Dio.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Salmo 125 (126)

 

R. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

 

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,

ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,

la nostra lingua di gioia. R.

 

Allora si diceva tra le genti:

«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi:

eravamo pieni di gioia. R.

 

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,

come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime

mieterà nella gioia. R.

 

Nell'andare, se ne va piangendo,

portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con gioia,

portando i suoi covoni. R.

 

 

CANTO AL VANGELO

Cf. Mt 22, 14; 10, 37

 

R. Alleluia, alleluia.

Molti sono chiamati, ma pochi eletti;

chi ama padre o madre più di me,

non è degno di me, dice il Signore.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Ti seguirò dovunque tu vada.

 

Dal Vangelo secondo Luca, 9, 57-62

 

In quel tempo, mentre Gesù e i suoi discepoli camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i

loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio».

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Accogli, o Padre, questo sacrificio che ti offriamo, e fa' che il mistero della passione del tuo Figlio, i cui segni san Giuseppe da Leonessa portò impressi nel suo corpo, infiammi sempre di più i nostri cuori. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione Mc 16,15; Mt 28,20

«Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo:
io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo», dice il Signore.

 

Dopo la comunione

O Dio, nostro Padre, confermaci nella fede per la potenza misteriosa di questi sacramenti, perché possiamo sempre testimoniare la verità evangelica, per la quale san Giuseppe da Leonessa lavorò instancabilmente fino alla morte. Per Cristo nostro Signore…

6 febbraio

Ss. PIETRO BATTISTA, PAOLO MIKI
e COMPAGNI

 

protomartiri del Giappone I Ordine

MEMORIA – (rosso)

 

Pietro Battista nacque in Spagna nel 1542. Entrato nell'Ordine francescano ed ordinato sacerdote, venne inviato a predicare il Vangelo nell'Estremo Oriente e per molti anni lavorò nelle isole Filippine.

Nel 1593 fu mandato con altri cinque confratelli in Giappone: ivi fecero opera di evangelizzazione e costruirono chiese e ospedali.

Paolo Miki nato a Kioto, in Giappone, nel 1556 entrò giovinetto nella Compagnia di Gesù (diffusasi dopo la predicazione di San Francesco Saverio). Giapponese di lingua e di cultura fu avvantaggiato nella conoscenza della religione buddista e poté quindi sostenere fruttuose discussioni con gli infedeli ed ottenere numerose conversioni.

Improvvisamente, nel 1596, lo Shogun Taicosama decretò l’arresto di tutti i missionari. Paolo venne catturato con altri compagni e condotto in carcere. Subirono tutti raffinate ed umilianti torture, come il taglio dell’orecchio sinistro e l’esposizione allo scherno della popolazione. Infine il 5 febbraio 1597 vennero prima crocifissi e poi trafitti, da due lance incrociate e trapassanti il cuore, su una collina presso Nagasaki.

Questi eroi della fede sono i protomartiri del Giappone e furono canonizzati da Pio IX nel 1862.

 

 

Antifona d’ingresso

Esultano in cielo i santi martiri,
che hanno seguito le orme di Cristo;
per suo amore hanno versato il sangue,
e si allietano per sempre con Cristo Signore.

 

Colletta

O Dio, forza dei martiri, che hai chiamato alla gloria eterna i santi Pietro Battista, Paolo Miki e i loro compagni attraverso il martirio della croce, concedi anche a noi, per loro intercessione, di testimoniare in vita e in morte la fede del nostro Battesimo. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

PRIMA LETTURA

Non vivo più io, ma Cristo vive in me.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati, 2, 19-20

 

Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 125 (126)

 

R. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

 

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion, ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia. R.

 

Allora si diceva tra le genti:

«Il Signore ha fatto grandi cose per loro». Grandi cose ha fatto il Signore per noi: eravamo pieni di gioia. R.

 

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte, come i torrenti del Negheb. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. R.

 

Nell'andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni. R.

 

CANTO AL VANGELO Mt 28, 19.20

R. Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore: ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Andate e fate discepoli tutti i popoli.

 

Dal Vangelo secondo Matteo, 28, 16-20

 

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Signore, il sacrificio di riconciliazione che ti offriamo nel ricordo dei tuoi Martiri, ci ottenga la vittoria sul peccato e renda preziosa ai tuoi occhi la nostra preghiera. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione Lc 22,28-30

«Voi avete perseverato con me nelle mie prove,
e io preparo per voi un regno», dice il Signore,
«perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno».

 

Dopo la comunione

O Padre, che ci nutri di un unico pane e ci unisci in un solo corpo, fa' che non siamo mai separati dall'amore del Cristo, perché, sull'esempio dei martiri Pietro Battista, Paolo Miki e compagni, possiamo vincere ogni prova nella fede del tuo Figlio che ci ha amati e ha dato la vita per noi. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

 


 

7 febbraio

SANTA COLETA

vergine II Ordine

 

MEMORIA FACOLTATIVA – (bianco)

 

 

Nacque a Corbie in Francia nel 1381. Rimasta orfana, distribuì ai poveri i suoi beni, vestì l’abito del Terzo Ordine Francescano e visse per tre anni come reclusa.

Accolta fra le clarisse, riportò alcuni conventi del II° e del I° Ordine alla primitiva forma di vita francescana, inculcando soprattutto l’austerità della vita, l’amore alla preghiera ed alla povertà. Morì a Gand il 6 marzo 1447. Beatificata nel 1604, fu canonizzata da Pio VII il 24 maggio 1807.

 

 

 

Antifona d’ingresso

Rallegriamoci ed esultiamo,
perché il Signore ha amato questa vergine santa e gloriosa.

 

 

Colletta

Signore, che hai dato a molte vergini santa Coleta come modello e guida alla perfezione, fa' che conserviamo nella sua genuina purezza lo spirito seràfico, da lei sapientemente insegnato e avvalorato dall'esempio della sua santità. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

PRIMA LETTURA

La vergine si preoccupa delle cose del Signore.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi, 7, 25-35

 

Fratelli, riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. Penso dunque che sia bene per l'uomo, a causa delle presenti difficoltà, rimanere così com'è. Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla. Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella loro vita, e io vorrei risparmiarvele. Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

Io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni. Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 44 (45)

 

R. In te, Signore, ho posto la mia gioia.

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; il re è invaghito della tua bellezza. È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

 

Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d'oro è il suo vestito.

È condotta al re in broccati preziosi. R.

 

Dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate; condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Lc 11, 28

R. Alleluia, alleluia.

Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono con amore.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Marta lo accolse nella sua casa. Maria ha scelto la parte migliore.

 

Dal Vangelo secondo Luca, 10, 38-42

 

In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».

Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Benedici, o Signore, i doni che ti offriamo nel ricordo di santa Coleta, e rinnova profondamente il nostro spirito perché, liberi dai fermenti del male, viviamo una vita nuova, alla luce del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

 

 

Antifona alla comunione Mt 25,4-6

Le cinque vergini sagge presero l'olio insieme con le lampade. A mezzanotte si levò un grido: «Ecco lo sposo che viene, andate incontro a Cristo Signore».

 

 

Dopo la comunione

La comunione alla mensa del corpo e sangue del tuo Figlio ci distolga, o Signore, dalla seduzione delle cose che passano, e sull'esempio di santa Coleta ci aiuti a crescere nel tuo amore, per godere in cielo la visione del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.

 

 

8 febbraio

SANT'EGIDIO MARIA PONTILLO Dl SAN GIUSEPPE

religioso, ofm

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Francesco Antonio Pontillo nacque a Taranto il 16 novembre 1729. Dopo aver duramente lavorato per aiutare la propria famiglia di modesta condizione, presto privata delle cure paterne, entrò nell'Ordine dei Frati Minori a Galatone (Lecce) il 27 febbraio 1754 e assunse il nome di Egidio Maria. Trasferito nel convento di San Pasquale a Chiaia in Napoli, esercitò per cinquant'anni un proficuo apostolato che incise profondamente sulla vita religiosa della città. Illustre per virtù, semplicità e miracoli, morì il 7 febbraio 1812 e fu sepolto nella chiesa di San Pasquale a Chiaia. Fu beatificato il 5 febbraio 1888 da Leone XIII e canonizzato il 2 giugno 1996 da Giovanni Paolo II.

 

ANT. D'INGRESSO    

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi: la mia eredità è stupenda. Sal 15, 5-6

 

COLLETTA

O Dio, che in sant'Egidio Maria ci hai dato un mirabile esempio di semplicità e umiltà, concedi anche a noi di vivere fedelmente la nostra vocazione, per giungere alla perfetta carità che ci hai proposto nel tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

SULLE OFFERTE

O Padre misericordioso, che in sant'Egidio Maria hai impresso l'immagine dell'uomo nuovo, creato nella giustizia e nella santità, concedi anche a noi di rinnovarci nello spirito, per essere degni di offrirti il sacrificio di lode. Per Cristo nostro Signore.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

In verità io vi dico: voi, che mi avete seguito e avete lasciato tutto, riceverete cento volte tanto e avrete in eredità la vita eterna. Cf. Mt 19, 28-29

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio onnipotente, che in questi sacramenti ci comunichi la forza del tuo Spirito, fa' che sull'esempio di sant'Egidio Maria impariamo a cercare te sopra ogni cosa, per portare in noi l'impronta del Cristo crocifisso e risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.

 

8 febbraio

SAN GIOVANNI DA TRIORA

presbitero e martire, ofm

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

Francesco Maria Lantrua nacque a Molini di Triora (Imperia) il 15 marzo 1760. A diciassette anni entrò nell'Ordine dei Frati Minori nella Provincia Romana. Compiuti gli studi e ordinato presbitero, si dedicò interamente al lavoro apostolico. Sentendosi chiamato a un maggior impegno nel campo missionario, ottenne di recarsi in Cina, ove per sedici anni lavorò nell'Hu-nan per la propagazione della fede cristiana, raccogliendo copiosi frutti. Scoppiata la persecuzione, fu arrestato e condotto a Chanxa, ove dopo sette mesi di duro carcere, consumò l'olocausto della sua vita con il martirio il 7 febbraio 1816. II suo corpo, raccolto dai cristiani e trasportato segretamente a Macao, fu poi trasferito a Roma nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli. Fu beatificato da Leone XIII il 27 maggio 1900 insieme a 76 martiri della Cocincina e del Tonchino e fu canonizzato da Giovanni Paolo II il 10 ottobre 2000.

 

ANT. D'INGRESSO

Questo è un martire della fede, che sparse per Cristo il suo sangue; non temette le minacce dei giudici e raggiunse il regno dei cieli.

 

COLLETTA

O Dio, che hai coronato di gloria eterna la lotta sostenuta per la fede dal santo martire Giovanni da Triora, per i suoi meriti concedi che i popoli che non conoscono Cristo siano illuminati dallo Spirito Santo e possano entrare anch'essi nella via della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,  per tutti i secoli dei secoli.

 

SULLE OFFERTE

Scenda come rugiada la tua benedizione, Signore, sull'offerta che ti presentiamo e ci confermi nella fede che il santo martire Giovanni testimoniò al prezzo della vita. Per Cristo nostro Signore.

 

ANI'. ALLA COMUNIONE

Beati voi quando gli uomini vi odieranno a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Lc 6, 22-23

 

DOPO LA COMUNIONE

Sostenuti dal cibo celeste ricevuto nella memoria del santo martire Giovanni, ti preghiamo, Padre: fa' che portiamo con pazienza ogni giorno, dietro a Cristo, la nostra croce e collaboriamo nella Chiesa alla redenzione del mondo. Per Cristo nostro Signore

 

 

9 febbraio

BEATO LEOPOLDO DE ALPANDEIRE
religioso, ofmcap

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Francisco Tomás de San Juan Bautista Márquez Sánchez nacque ad Alpandeire (Málaga) il 24 giugno 1864. In età già adulta vestì l'abito dei Frati Minori Cappuccini. Per oltre mezzo secolo visse a Granada, questuando per il convento e per le missioni, distribuendo allo stesso tempo l'elemosina spirituale del conforto, del consiglio e dell'esempio di una vita austera e pura. Recitava con straordinaria fede e devozione la preghiera delle Tre Ave-Maria per tutti coloro che la chiedevano e accorrevano a lui. Dopo lunga malattia, in cui rifulsero ancor di più le sue virtù, mori santamente a Granada il 9 febbraio 1956. Viene beatificato ad Armilla il 12 settembre 2010 dal cardinale Angelo Amato, in nome di Benedetto XVI.

 

COLLETTA

Dio Padre misericordioso, che hai chiamato il beato Leopoldo a seguire le orme del tuo Figlio Gesù Cristo sulla via dell'umiltà, della povertà e dell'amore alla croce, concedi a noi di imitare le sue virtù per essere ammessi con lui al banchetto del regno dei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

19 febbraio

SAN CORRADO CONFALONIERI

DA PIACENZA

 

eremita, III Ordine

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Corrado nacque a Piacenza nel 1290. Coinvolto involontariamente in un incendio durante una partita di caccia, riparò i danni vendendo i suoi beni e liberando da un'ingiusta accusa un povero innocente. Toccato dalla grazia decise di consacrarsi tutto a Dio. Entrò nel Terz'Ordine francescano e si recò, in cerca di solitudine, prima a Roma e poi in Val di Noto in Sicilia, dove trascorse il resto della vita in una grotta solitaria. Morì il 19 febbraio 1351. Urbano VIII ne confermò il culto immemorabile il 12 settembre 1625. È patrono della città di Noto.

 

ANT. D'INGRESSO

Ti ho fatto conoscere il mio peccato, non ho coperto la mia colpa. Sal 31, 5

 

COLLETTA

O Dio, che hai condotto san Corrado da Piacenza alla vita eremitica e lo hai reso modello di vita evangelica, per sua intercessione concedi a noi di riscoprire attraverso le vicende della vita il tuo disegno di salvezza e di lasciare ogni cosa per seguire te, fonte di ogni bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE

Padre misericordioso, accogli questi doni che presentiamo al tuo altare nella memoria di san Corrado e manda su di noi il tuo Spirito che purifichi i nostri cuori e ci trasformi in sacrificio a te gradito. Per Cristo nostro Signore.

ANT. ALLA COMUNIONE

«Quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele», dice il Signore.      Mt 19, 28

DOPO LA COMUNIONE

Dio grande e misericordioso, che ci hai radunato alla tua mensa per rinnovare con noi la tua alleanza, e nella partecipazione al Corpo e Sangue del tuo Figlio ci hai dato la grazia del perdono, fa' che, riconoscenti per il tuo dono, testimoniamo la tua carità e diventiamo nel mondo operatori di pace. Per Cristo nostro Signore.

 

 

24 febbraio

BEATA ISABELLA Dl FRANCIA

religiosa, II Ordine

 

Dal Comune dei santi

 

Figlia del re Luigi VIII e di santa Bianca di Castiglia, sorella di san Luigi IX, nacque nel 1225. Educata dalla madre con una profonda e severa religiosità, fin dall'infanzia si distinse per la pietà. Una lunga malattia fece maturare la decisione di dedicarsi alle pratiche di pietà, alle pie letture e alla cura dei poveri. Dopo aver rifiutato molte proposte di matrimonio, in seguito alla morte della madre, con l'aiuto del fratello, fondò un monastero a Longchamp presso Parigi, poi distrutto durante la rivoluzione francese. Non adottò la regola di santa Chiara ma, per andar incontro alla comunità di religiose di nobile origine, scrisse una regola che mitigava il voto di povertà, regola approvata nel 1263 da Urbano IV e fu adottata da altri monasteri di Clarisse, specialmente in Francia. Visse santamente a Longchamp sino alla morte avvenuta dopo due anni di malattia il 23 febbraio 1270. Le sue reliquie sono a Parigi presso la tomba di san Luigi IX e in parte nella cattedrale di Meaux. Leone X, con bolla pontificia del 3 gennaio 1521, dichiarò beata la principessa Isabella di Francia, una delle prime sante Clarisse. Il culto fu confermato da Innocenzo XII nel 1696.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Questa è la vergine saggia, una delle vergini prudenti: è andata incontro a Cristo con la lampada accesa.

 

COLLETTA

Tu hai chiamato, Signore, la beata Isabella a vivere nella solitudine, nell'ascolto del Cristo. Aiutaci a scoprirti sempre più nella preghiera per donarci agli altri con un cuore pieno di te.  Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

SULLE OFFERTE

Ti siano graditi, o Signore, i doni che il tuo popolo ti offre in ricordo della beata Isabella. Come ti fu gradita la sua vita, fa' che possiamo godere della sua intercessione. Per Cristo nostro Signore.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Ecco lo sposo!», andate incontro a Cristo Signore.

 

DOPO LA COMUNIONE

Hai nutrito, Signore, la tua famiglia con i santi misteri, nel ricordo della beata Isabella. Fa' che fortificati da questo santo sacrificio aderiamo pienamente al Cristo, per cercare sempre te sopra ogni cosa. Per Cristo nostro Signore. Cf Mt 25, 6

 

 

MARZO

 

 

2 marzo

SANT'AGNESE Dl BOEMIA

vergine, II Ordine

 

Nacque a Praga nel 1211 dal re Ottokar e da Costanza d'Ungheria. Destinata al matrimonio, dopo la morte del padre, rifiuta le nozze imperiali. Guidata dai Frati Minori fondò un convento per loro, un ospedale e, con cinque sorelle giunte da Trento, un monastero in cui entrò nel 1232 circa. A documento di una collaborazione stretta, in vista di ottenere l'approvazione del carisma da parte della Sede Apostolica, ci restano quattro lettere che santa Chiaro le ha indirizzato: la chiama «metà dell'anima sua» per una singolare comunione nello spirito e nell'unico Amore, il Crocifisso povero. Guidò le sorelle con dolcezza e con l'esempio d1 una mistica incarnata nel quotidiano servizio. Consigliera del fratello e di altri membri della sua famiglia ha amato intensamente il suo popolo che la venera come madre dei poveri. Morì a Praga il 2 marzo 1282 e Pio IX il 3 dicembre 1874 ne approvò l'antichissimo culto. La sua canonizzazione avvenne il 12 novembre 1989, da parte di Giovanni Paolo II.

 

Antifona d’ingresso

Rallegriamoci ed esultiamo, perché il Signore ha amato questa vergine santa e gloriosa.

 

COLLETTA

O Dio, che hai ispirato a santa Agnese di Boemia

di anteporre al fascino della dignità regale l'umiltà della croce, concedici, per sua intercessione,

di volgere sempre il nostro animo alle cose di lassù,

nel distacco dalle cose della terra. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vi. ve e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PRIMA LETTURA

Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a sevizio degli altri.

 

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo, 4, 7-11

 

Carissimi, siate moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare.

Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 33 (34)

 

R. Con la mia vita benedirò il Signore.

 

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore:

i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

 

Magnificate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. Ho cercato il Signore: mi ha risposto e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

 

Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt 16, 25

R. Alleluia, alleluia.

Chi vorrà salvare la sua vita la perderà, dice il Signore; chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 16, 24-27

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE

Benedici, Signore, i doni che ti offriamo nel ricordo di santa Agnese e rinnova profondamente il nostro spirito

perché, liberi dai fermenti del male ' viviamo una vita nuova nella luce del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione

Le cinque sagge insieme alle loro lampade presero anche l'olio in piccoli vasi. A mezzanotte si alzò un grido: «Ecco lo sposo!», andate incontro a Cristo Signore. Cfr Mt 25, 4,6

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Signore, con la luce e la forza di questo sacramento,

guidaci nelle vie del tuo amore, conferma l’opera che hai iniziato in noi e portala a compimento fino al giorno di Cristo Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

5 marzo

SAN GIOVANNI GIUSEPPE DELLA CROCE, presbitero, ofm

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

 

Carlo Gaetano Calosinto nacque ad Ischia (Napoli) il 15 agosto del 1654. A quindici anni scelse la vita religiosa aderendo ai Frati Minori della Riforma di san Pietro d'Alcántara. Nel gennaio 1671 fu inviato insieme ad altri undici frati, di cui egli era il più giovane, presso il santuario di Santa Maria Occorrevole. Guidò contemporaneamente il noviziato a Napoli come maestro e il convento a Piedimonte come padre guardiano, adoperandosi tra l'altro in forma molto attiva per la costruzione del convento del Granatello in Portici (Napoli). Ebbe l'incarico di dirigere settanta fra monasteri e ritiri di Napoli e di Aversa. A lui si rivolsero celebri ecclesiastici, nobili illustri, persino sant'Alfonso Maria de' Liguori e san Francesco De Geronimo. Il Signore gli donò vari carismi, come la bilocazione, la profezia, la lettura dei cuori, la levitazione, apparizioni della Madonna e di Gesù Bambino, i miracoli. Mori il 5 marzo 1734 nel convento di Santa Lucia al Monte in Napoli. Beatificato da Pio VI il 24 maggio 1789, fu canonizzato da Gregorio XVI il 26 maggio 1839. Le sue spoglie vennero trasferite a Ischia.

 

ANT. D'INGRESSO

Il giusto fiorirà come palma, crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio. Sal 91, 13-14

 

COLLETTA

O Dio, che attraverso le ardue vie della povertà, dell'umiltà e della pazienza hai guidato san Giovan Giuseppe della Croce alla contemplazione della tua gloria, donaci di seguire il suo esempio per essere uniti a te insieme con i tuoi santi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli

 

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, la nostra offerta, e donaci un'esperienza viva del tuo amore, perché, sull'esempio di san Giovan Giuseppe della Croce, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode e ottenere i benefici della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

In verità io vi dico: voi, che mi avete seguito e avete lasciato tutto, riceverete cento volte tanto e avrete in eredità la vita eterna. Mt 19, 28-29

 

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai resi partecipi del sacramento della salvezza, concedi a noi, sull'esempio di san Giovan Giuseppe della Croce, di amare il mistero della croce, per ottenere i frutti abbondanti della passione del tuo figlio Cristo Gesù. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

 

12 marzo

BEATA ANGELA SALAWA

laica, III Ordine

 

Dal Comune dei santi

 

Di famiglia numerosa, nacque il 9 settembre 1881 a Siepraw, presso Cracovia (Polonia), dove si trasferì nel 1897 per dedicarsi al lavoro di cooperatrice familiare. Comprese che Dio la chiamava a santificarsi nello stato secolare, tra le difficoltà della vita, partecipando alla passione del Signore per la salvezza delle anime. Iscritta al Terz'Ordine secolare di san Francesco, si distinse per la sua fervida pietà verso Dio nell'esercizio della pazienza, della povertà e della castità verginale. Fu gratificata da Dio con grazie mistiche, accennate nel diario spirituale da lei scritto per obbedienza. Mori il 12 marzo 1922 a Cracovia, dove è sepolta nella chiesa di San Francesco. Fu beatificata da Giovanni Paolo II, a Cracovia, il 13 agosto 1991.

 

ANI. D'INGRESSO

Questa è la vergine saggia, una delle vergini prudenti: è andata incontro a Cristo con la lampada accesa.

 

COLLETTA

Donaci, o Padre, lo spirito di umiltà e di amore in virtù del quale la beata Angela, vergine, offrì se stessa come sacrificio vivente, santo e a te gradito. Concedi anche a noi, per sua intercessione, di progredire nella novità della vita evangelica per conformarci a Cristo, tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

SULLE OFFERTE

O Dio, mirabile nei tuoi santi, accogli questi doni che ti presentiamo nel ricordo della beata Angela e, come ti fu gradita la sua testimonianza verginale, ti sia bene accetta l'offerta del nostro sacrificio. Per Cristo nostro Signore.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Ecco lo sposo!»,  andate incontro a Cristo Signore. Cf. Mt 25. 6

 

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai nutrito con il pane della vita, fa' che sull'esempio della beata Angela, vergine, portiamo nel nostro corpo mortale la passione di Cristo Gesù, per aderire a te, unico e sommo bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

18 marzo

SAN SALVATORE DA HORTA

religioso, ofm

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Nacque nel dicembre 1520 a Santa Coloma de Farnés, in Catalogna (Spagna), Rimasto orfano molto presto, dopo un periodo di prova nell'abbazia benedettina di Montserrat, scelse definitivamente la via della povertà entrando nel convento dei Frati Minori di Barcellona, dove fece la professione religiosa nel 1542. Trasferito a Tortosa cominciò a essere conosciuto per i suoi poteri di taumaturgo. Rimase dodici anni a Horta, compiendo numerosi miracoli. Malgrado l'umiltà con cui lo viveva, questo dono gli causò incomprensione da parte dei confratelli. Per anni peregrinò da un convento all'altro e ovunque si ripeteva lo stesso copione: prodigi e nuove inimicizie. Fu persino denunciato all'inquisizione che non trovò nulla contro di lui. Conobbe un po' di pace nel convento di Santa Maria di Gesù a Cagliari dove giunse nel 1565. Morì il IS marzo 1567. Venne proclamato beato, su richiesta di Filippo III di Spagna, il 15 febbraio 1606 da Paolo V. Pio XI l'ha canonizzato il 17 aprile 1938.

 

ANT. D'INGRESSO    

Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore. Perché grande è la potenza del Signore e dagli umili è glorificato.   Sir3, 18.20

 

COLLETTA

O Dio, che riveli la tua gloria nell'umiltà dei santi:

tu hai ornato san Salvatore da Horta di ammirabile semplicità, di pazienza nelle prove e del carisma delle guarigioni; concedi alla tua Chiesa di annunciare con franchezza la tua parola, e di mettersi, con umiltà, a servizio di tutti gli uomini, in modo da essere segno e strumento della tua salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SULLE OFFERTE

Guarda propizio, o Signore, i doni che ti presentiamo su questo altare, celebrando la memoria di san Salvatore, e concedi che, liberati dal potere del maligno, seguiamo prontamente il Cristo Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro», dice il Signore.     Mt 11, 28

 

DOPO LA COMUNIONE

Risanàti da questo ineffabile sacramento, noi attendiamo, o Signore, di raggiungere la nostra completa liberazione alla venuta gloriosa del tuo Figlio; ma fin d'ora concedi che, sull'esempio di san Salvatore, tutto il nostro essere esulti in te, Dio vivente. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

22 marzo

SAN BENVENUTO SCOTIVOLI DA OSIMO, vescovo, I Ordine

 

Dal Comune dei pastori

 

Nacque ad Ancona nel 1188 dalla nobile famiglia degli Scotivoli; durante gli studi a Bologna, fu amico dell'osimano san Silvestro. Molto stimato da Urbano IV, fu da lui mandato a Osimo con lo scopo di rimettere ordine e pace nella città, che aveva trascorso un periodo di turbolenze e di ribellione e per questo aveva anche perduto la sede vescovile. Prima di essere ordinato vescovo volle vestire l'abito francescano. Nel suo ministero di vescovo fu energico e insieme magnanimo nel perdono. Dovette subire persecuzione anche da alcuni monaci non disposti ad accettare la sua lotta contro gli abusi. Distribuì ai poveri ogni suo avere. L'ospedale di Osimo è anche oggi chiamato "Ss. Benvenuto e Rocco". Si conserva, nel Museo diocesano ad Osimo, il "Protocollo di san Benvenuto", una raccolta di pergamene in cui sono scritti i suoi atti di governo, insieme ad alcuni atti dei suoi successori. Mori a Osimo il 22 marzo 1282. È sepolto nella cripta della cattedrale. Venne canonizzato da Martino IV nel 1284.

 

ANT. D'INGRESSO

Dice il Signore Dio: ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. susciterò per loro un pastore che le pascerà, io, il Signore, sarò il loro Dio. Ez 34, 11.23.24

 

COLLETTA

O Dio, luce e pastore dei credenti, che edifichi la tua Chiesa con il dono dello Spirito e il ministero dei santi pastori, concedi ai tuoi fedeli, riuniti per celebrare con gioia la memoria del vescovo san Benvenuto da Osimo, di essere testimoni della fede che egli ha insegnato con la vita e la parola e di seguire la via che ha tracciato con l'esempio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SULLE OFFERTE

Il sacrificio di salvezza che ti presentiamo, o Padre, nel ricordo del vescovo san Benvenuto, redima e santifichi il tuo popolo, perché testimoni al mondo riconciliazione e speranza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza», dice il Signore.    Gv 10, 10

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, nostro Padre, che ci hai nutriti con il pane della vita, fa' che, seguendo l'esempio di san Benvenuto, ti onoriamo con fedele servizio e ci prodighiamo con carità instancabile per il bene dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

30 marzo

SAN PIETRO REGALADO

presbitero, ofm

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

 

Nacque nel 1390 a Valladolid (Spagna) da una nobile famiglia di stirpe ebraica. Ben presto rimase orfano di padre e all'età di tredici anni la madre gli concesse di entrare nel convento dei Frati Minori della sua città natale. Fu conquistato dagli ideali di Pietro da Villacreces, impegnato a ristabilire nella penisola iberica l'osservanza originaria della regola francescana- Visse in condizioni di penitenza e di povertà estrema; divennero proverbiali la sua cura per i fratelli bisognosi e il suo amore per i malati. Il Santo fu favorito del dono delle lacrime che versava a torrenti specialmente durante la messa. Più volte i frati lo videro circondato da una nuvola splendente, sollevato da terra e coronato di fiamme. Parecchi miracoli compì sulle rive del Duero. Spirò nel convento dei Recolletti di Auguile il 30 marzo 1456. Non tardarono a verificarsi numerosi miracoli sulla sua tomba e trentasei anni dopo il suo corpo fu ritrovato incorrotto. Innocenzo XI approvò il culto il 17 agosto 1683; Benedetto XIV lo canonizzò il 29 giugno 1746.

 

 

ANT. D'INGRESSO

La bocca del giusto medita la sapienza e la sua lingua esprime il diritto; la legge del suo Dio è nel suo cuore:

i suoi passi non vacilleranno (T.P. Alleluia). Sal 36, 30-31

 

COLLETTA

Dio, Padre onnipotente, che hai concesso al tuo servo Pietro Regalado, mortificato nel corpo, il dono della contemplazione, concedi a noi, per sua intercessione, la gioia di contemplarti eternamente. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SULLE OFFERTE

Accetta, Signore, questi doni che, come tuoi servi, presentiamo sul tuo altare per celebrare la festa di san Pietro e concedi a noi che, liberi dagli affanni e dagli egoismi del mondo, diventiamo ricchi di te, unico bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà vigilante; davvero io vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi beni (T.P. Alleluia). Cfr. Mt 24, 46-47

 

DOPO LA COMUNIONE

Rinvigoriti con il pane di vita e con il calice della salvezza ti preghiamo, Signore, sull'esempio di san Pietro, di concederci di servirti con dedizione assoluta e di prodigarci con carità instancabile per il bene dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

APRILE

 

 

4 aprile

SAN BENEDETTO DA PALERMO
religioso, ofm

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Detto "il Moro", nacque nel 1526 a San Fratello (Palermo) da genitori di origine moresca. Fu prima eremita nei pressi del suo paese natale, poi a Palermo, sul monte Pellegrino. Infine, nel 1562, si aggregò ai Frati Minori nel convento di Santa Maria di Gesù, a Palermo. Semplice frate laico, veniva consultato da molti per la sua saggezza e la sua santità. Mori a Palermo il 4 aprile 1589. Il suo corpo si conserva presso la chiesa di Santa Maria di Gesù, a Palermo. Fu canonizzato da Pio VII il 24 maggio 1807.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi: la mia eredità è stupenda (T.P. Alleluia). Sal 15, 5-6

 

COLLETTA

Dio, amico degli uomini, per realizzare il tuo disegno di salvezza da ogni popolo e razza scegli figli in cui risplendano i prodigi del tuo amore, e hai chiamato san Benedetto il Moro a servirti nella santa Chiesa con la preghiera e la penitenza,     concedi alla tua famiglia di manifestare al mondo, con le opere, la tua carità senza confini. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SULLE OFFERTE

Dio, Padre di tutti, per questo sacrificio di riconciliazione che ti presentiamo nella memoria di san Benedetto il Moro concedi che tutti i popoli, resi fratelli nel tuo Cristo, offrano al tuo nome, da un capo all'altro della terra, l'oblazione pura del tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

ANT. ALLA CONTUNIONE

In verità io vi dico: voi, che mi avete seguito e avete lasciato tutto, riceverete cento volte tanto e avrete in eredità la vita eterna (T.P. Alleluia). Cf. Mt 19, 28-29

 

DOPO LA COMUNIONE

Tu, o Dio, che ci hai radunati alla tua mensa nella memoria di san Benedetto il Moro, concedi alla tua Chiesa, nutrita con il pane della vita e il calice della salvezza, di essere lievito nel mondo e strumento della tua pace tra gli uomini. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

21 aprile

SAN CORRADO DA PARZHAM
religioso, ofmcap

 

Giovanni Evangelista Birndorfer nacque il 12 dicembre 1818 a Venushof in Parzaham (Germania) e, dopo aver trascorso un'esemplare giovinezza, entrò tra i Frati Minori Cappuccini con il nome di Corrado. L'anno dopo 1842 emise i voti religiosi. Per quarantatré anni esercitò l'ufficio di portinaio nel convento di Altötting in Germania, e in quell'incarico diede grande esempio di preghiera e carità operosa, di zelo indefesso e di inalterabile pazienza. Rese l'anima a Dio il 21 aprile 1894. Fu beatificato il 15 giugno 1930 e canonizzato il 20 maggio 1934 da Pio XI.

 

ANT. D'INGRESSO

«Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto», dice il Signore (T.P. Alleluia). Lc 11, 9

COLLETTA

O Dio, bontà infinita, che per mezzo di san Corrado hai fatto conoscere agli uomini la grandezza della tua misericordia, ti supplichiamo di renderci continuatori della sua opera a servizio dei nostri fratelli, imitando il suo spirito di povertà e la sua umiltà di cuore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SULLE OFFERTE

Offrendo i sacri doni, umilmente ti preghiamo, Signore: per l'intercessione di san Corrado, trasforma il pane e il vino che ci hai dato per la nostra vita quotidiana in sacramento di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PREFAZIO

V. Il Signore sia con voi.

R. E con il tuo spirito.

V. In alto i nostri cuori.

R. Sono rivolti al Signore.

V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.

R. É cosa buona e giusta

 

È veramente cosa buona e giusta,

renderti grazie, o Dio di infinita misericordia.

Nella testimonianza di fede dei tuoi santi tu rendi sempre feconda la Chiesa con la forza creatrice del tuo Spirito e ci doni un segno mirabile del tuo amore.

Il loro grande esempio e la loro fraterna intercessione ci sprona e ci sostiene nel cammino della vita, perché si compia in noi il mistero di salvezza.

Riconoscenti e ammirati, onoriamo la memoria di san Corrado da Parzham che un giorno in terra ti servì con generosa dedizione e ora in cielo è felice nella contemplazione della tua gloria. Uniti a lui e a tutti i cori degli angeli con voce unanime eleviamo l'inno perenne della tua lode:

Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita (T.P. Alleluia). Mt 11, 29

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che alla mensa di un solo pane accogli i tuoi figli riuniti nel tuo amore, fa' che con la loro vita consacrata rendano efficace testimonianza a Cristo Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

23 aprile

BEATO EGIDIO D’ASSISI

religioso I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

Egidio fu il terzo compagno di San Francesco e si associò a lui nel 1208. Condusse una vita semplice e mite. Spinto da vera devozione peregrinò ai più noti santuari, tra cui quello del sepolcro di Cristo. Nei viaggi a piedi, si guadagnava da vivere prestando la sua opera ai contadini. In seguito si ritirò nei romitori dell'Umbria e da ultimo in quello di Monteripido fuori Perugia, dove morì il 23 aprile 1262. Fu consigliere di Papi e di prelati. Di lui ci restano "I Detti" o insegnamenti spirituali, ricchi di arguzia e di sapienza. Papa Pio VI ne approvò il culto.

 

 

Antifona d’ingresso Sal 91,13-14

Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del Dio nostro. (
T.P. Alleluia) Sal 91, 13-14

 

 

Colletta

O Dio, che ti sei degnato di innalzare il beato Egidio al vertice della più sublime contemplazione, concedici, per sua intercessione, che, dirigendo costantemente a te le nostre azioni, possiamo vivere sempre nella tua pace vera. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Voi che temete il Signore, confidate, sperate, amate.

 

Dal libro del Siracide 2, 7-11

 

Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere.

Voi che temete il Signore, confidate in lui, e la vostra ricompensa non verrà meno.

Voi che temete il Signore, sperate nei suoi benefici, nella felicità eterna e nella misericordia. Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?

O chi lo ha invocato e da lui è stato trascurato? Perché il Signore è clemente e misericordioso, perdona i peccati e salva al momento della tribolazione.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 15 (16)

 

R. Sei tu, o Signore, l'unico mio bene.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene». R.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

 

Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. R.

 

CANTO AL VANGELO

R. Alleluia, alleluia.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Voi che avete lasciato tutto e mi avete seguito, riceverete cento volte tanto.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 19, 27-29

 

In quel tempo Pietro, prendendo la parola, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Accogli, Signore, la nostra offerta, e donaci un'esperienza viva del tuo amore, perché, sull'esempio del beato Egidio, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode e ottenere i benefìci della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Antifona alla comunione

«Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò», dice il Signore. Mt 11,28

 

Dopo la comunione

Salva il tuo popolo, Signore, e, per la comunione a questi santi misteri, confermalo nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 


 

24 aprile

SAN FEDELE DA SIGMARINGEN

sacerdote e martire I Ordine

 

MEMORIA – (rosso)

 

S. Fedele (Marco Rey) nacque a Sigmaringen (Germania) nel 1577. Dopo gli studi di diritto a Friburgo in Brisgovia esercitò la professione di avvocato con tale amore alla giustizia che fu chiamato «l’avvocato dei poveri». In seguito entrò a far parte dei Minori Cappuccini e vi condusse una vita austera di veglie e di preghiere. Ordinato sacerdote nel 1612, fu assiduo predicatore della parola di Dio. Su incarico della sacra Congregazione di «Propaganda Fide», si prodigò con ardore per confermare nella retta dottrina la Rezia. Ricercato a morte dagli eretici, venne martirizzato il 24 aprile 1622 a Seewis, in Svizzera. È il protomartire della sacra Congregazione di «Propaganda Fide».

 

Antifona d’ingresso

Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza,
Cristo Gesù Signore nostro,
perché mi ha giudicato fedele,
chiamandomi al ministero.
1Tm 1,12

 

Colletta

Signore, che al tuo sacerdote san Fedele, ardente di carità, hai dato L grazia di testimoniare con il sangue l'annunzio missionario del Vangelo, per sua intercessione concedi anche a noi di essere radicati e fondati nell'amore di Cristo, per conoscere la gloria del Signore risorto. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

Tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati.

 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo 2, 8-13; 3, 10-12

 

Carissimo, ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, discendente di Davide, come io annuncio nel mio Vangelo, per il quale soffro fino a portare le catene come un malfattore. Ma la parola di Dio non è incatenata!

Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch'essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

Questa parola è degna di fede: Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà; se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

Tu invece mi hai seguito da vicino nell'insegnamento, nel modo di vivere, nei progetti, nella fede, nella magnanimità, nella carità, nella pazienza, nelle persecuzioni, nelle sofferenze. Quali cose mi accaddero ad Antiòchia, a Icònio e a Listra! Quali persecuzioni ho sofferto! Ma da tutte mi ha liberato il Signore!

E tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 118 (119)

 

R. Limpida e pura è la tua promessa, e il tuo servo la ama.

 

Tu sei giusto, Signore, e retto nei tuoi giudizi.

Con giustizia hai promulgato i tuoi insegnamenti e con grande fedeltà. R.

 

Uno zelo ardente mi consuma, perché i miei avversari dimenticano le tue parole. Limpida e pura è la tua promessa e il tuo servo la ama. R.

 

Io sono piccolo e disprezzato: non dimentico i tuoi precetti. La tua giustizia è giustizia eterna e la tua legge è verità. R.

 

Angoscia e affanno mi hanno colto: i tuoi comandi sono la mia delizia. Giustizia eterna sono i tuoi insegnamenti: fammi comprendere e avrò la vita. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Ap3, 12

R. Alleluia, alleluia.

Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più.

Inciderò su di lui il nome del mio Dio.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 10, 11-16

 

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario — che non è pastore e al quale le pecore non appartengono — vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.

E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».

Parola del Signore.

 

 

 

Sulle offerte

Accogli, o Padre, questo sacrificio che ti offriamo nel ricordo di san Fedele, e donaci di esprimere nelle opere la passione del tuo Figlio, che celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

PREFAZIO

 

V. Il Signore sia con voi.

R. E con il tuo spirito.

V. In alto i nostri cuori.

R. Sono rivolti al Signore.

V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.

R. É cosa buona e giusta.

 

È cosa veramente buona e giusta,

renderti grazie, o Dio onnipotente ed eterno,

nella memoria gloriosa di San Fedele

che nel tuo sapiente consiglio

hai chiamato a dedicare ogni cura

alla crescita della Chiesa,

corpo di Cristo e sposa senza macchia.

 

Ai tuoi figli annunziò con fedeltà il Vangelo di salvezza

e li nutrì dei divini misteri

perché nella comunione della vera fede

e nell’operosità di un amore sincero

si rivelassero al mondo come tuoi discepoli,

eletti alla vita di grazia e destinati alla gloria del cielo.

 

Uniti a questo tuo servo,

con gli angeli e i santi,

ti eleviamo, o Padre, l’inno di lode:

 

Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Osanna nell’alto dei cieli.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Osanna nell’alto dei cieli.

 

 

Antifona alla comunione

«Sii fedele fino alla morte, e ti darò la corona della vita», dice il Signore. Ap 2,10

 

Dopo la comunione

O Dio, nostro Padre, confermaci nella fede per la potenza misteriosa di questi sacramenti, perché possiamo sempre testimoniare la verità evangelica per la quale san Fedele lavorò instancabilmente fino alla morte. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

28 aprile

BEATO LUCCHESE DA POGGIBONSI

laico, III Ordine

 

Nacque a Gaggiano in prossimità di Radda in Chianti (Siena) verso il 1 180. Sappiamo che sposò Bonadonna, che conobbe una discreta floridezza economica e che ebbe una numerosa famiglia. Impegnato nella vita politica, capo di una fazione, dovette abbandonare il paese e cercare rifugio nella vicina Poggibonsi, Abile nella mercatura, giunse a una nuova agiatezza di vita. Conquistato dall'ideale di penitenza che aveva in quegli anni in san Francesco un araldo affascinante, rinunciò ai suoi beni e vesti l'abito della penitenza nel Terz'Ordine. Visse da allora in povertà e carità, prodigandosi nell'assistenza ai poveri e agli infermi nell'ospedale di Poggibonsi. Morì il 28 aprile 1260 e fu sepolto nella chiesa dei frati. Lucchese e la moglie Bonadonna sono tradizionalmente ritenuti tra i primissimi Terziari vestiti da san Francesco stesso nel 1221. Beatificato da Innocenzo XII il 27 marzo 1697, Gregorio XVI ne confermò il culto il 23 agosto 1883.

 

ANT. D'INGRESSO

Il giusto fiorirà come palma, crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio (T.P. Alleluia). Sal 91, 13-14

COLLETTA

Dio di bontà, che hai fatto splendere il beato Lucchese per la luce delle buone opere, concedi anche a noi di produrre frutti genuini di vita cristiana e di essere perseveranti nel bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PRIMA LETTURA

La fede, se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.

 

Dalla lettera di san Giacomo apostolo 2, 14-17

 

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo?

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscal datevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve?

Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 111 (112)

 

R. Il Signore ama chi dona con gioia.

 

Beato l'uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R.

 

Prosperità e ricchezza nella sua casa, la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti: misericordioso, pietoso e giusto. R.

 

Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno.

Eterno sarà il ricordo del giusto. R.

 

Cattive notizie non avrà da temere, saldo è il suo cuore, confida nel Signore. Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s'innalza nella gloria. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt 19, 27.29

R. Alleluia, alleluia.

Voi che avete lasciato tutto per il Vangelo, riceverete cento volte tanto, dice il Signore, e in eredità il regno dei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 13, 44- 46

 

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE

Accetta, Signore, l'offerta del nostro servizio sacerdotale nel ricordo del beato Lucchese e fa' che, liberi dagli affanni e dagli egoismi del mondo, diventiamo ricchi di te, unico bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

ANT. ALLA COMUNIONE

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro», dice il Signore (T.P. Alleluia). Mt 11.28

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che ci hai fatto gustare la dolcezza del pane della vita, concedi a noi tuoi fedeli, sull'esempio del beato Lucchese, di progredire nella via della carità per possedere l'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

30 aprile

BEATO BENEDETTO DA URBINO

presbitero, ofmcap

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

Nacque a Urbino il 23 settembre 1560 dalla nobile famiglia Passionei, e al battesimo fu chiamato Marco. Rimase orfano ancora bambino. Laureatosi in legge a Padova a soli ventidue anni, nauseato dalla vita mondana che vedeva attorno a sé, ottenne, non senza grandi difficoltà, di poter entrare tra i Frati Minori Cappuccini. Ordinato presbitero si diede con slancio alla predicazione, attraendo le anime per la sua modestia e ilarità di spirito, unita a continua preghiera, povertà e austerità. Per quattro anni fece parte del drappello di Cappuccini mandato in Boemia, sotto la guida di san Lorenzo da Brindisi, per la difesa e diffusione della fede cattolica, segnalandosi per una prodigiosa attività, ma a motivo della salute dovette tornare in patria, ove riprese l'apostolato scegliendo luoghi e persone più umili e bisognose. Sua meditazione preferita era la passione di Gesù. Amava la Vergine Maria con tenerezza filiale, premettendo alla sue feste una novena di preghiere e digiuni. Mori a Fossombrone il 30 aprile 1625. Fu beatificato da Pio IX il 15 gennaio 1867.

 

ANT. D'INGRESSO

Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie, che annuncia la salvezza (T.P. Alleluia). Is 52, 7

 

COLLETTA

Padre santo, che hai reso grande il beato Benedetto da Urbino per l'ardente amore alla croce e al ministero della parola, concedi a noi di seguirne gli esempi, vivendo in questo mondo con pietà, giustizia e sobrietà. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, la nostra offerta, e donaci un'esperienza viva del tuo amore, perché sull'esempio del beato Benedetto, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode e ottenere i benefici della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANT. ALLA COMUNIONE

«Rimanete in me e io in voi. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto», dice il Signore (T.P. alleluia). Cf. Gv 15, 4-5.

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, fonte di consolazione e di pace, guarda a noi tuoi fedeli riuniti nella festa del beato Benedetto a celebrare le tue lodi, e per la partecipazione a questi santi misteri donaci il pegno della redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

MAGGIO

 

 

4 maggio

BEATO TOMMASO DA OLERA

religioso, ofmcap

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Tommaso Acerbis nacque a Olera (Bergamo) sul finire del 1563. Lasciata la famiglia e il suo gregge, all'età di diciassette anni fu accolto tra i Cappuccini veneti. Fratello laico e umile questuante per una cinquantina d'anni (prima nelle terre della Serenissima e poi in quelle degli Asburgo), si distinse per lo zelo nella fede cattolica e nella vita consacrata. Fu maestro spirituale di vescovi e uomini di governo, come pure di vergini contemplative e gente del popolo. Durante gli anni della formazione gli fu insegnato anche a scrivere. I suoi numerosi scritti lo rivelano un cantore dell'Immacolata, un mistico del Cuore di Gesù e un precursore di Paray-le-Monial. Mori a Innsbruck il 3 maggio 1631. Fu beatificato a Bergamo nel settembre 2013.

 

COLLETTA

O Dio,

che infiammasti di carità il cuore del beato Tommaso,

rendendolo umile dispensatore di pace e bene a tutti,

per sua intercessione e sul suo esempio, concedi anche a noi di collaborare generosamente all'avvento del tuo regno di amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, …

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

 

 

8 maggio

BEATO GEREMIA DA VALACCHIA

religioso, ofmcap

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

John Stoika nacque nella Valacchia Minore (Romania) il 29 giugno 1556. A diciotto anni lasciò la sua patria e venne in Italia, dove visse fino alla morte. L'8 maggio 1579 emise la professione religiosa tra i Frati Minori Cappuccini di Napoli. Venne assegnato a varie mansioni in diversi conventi, finché nel 1585 ebbe l'incarico di assistere gli infermi nel convento di Sant'Eframo Nuovo. Vi rimase per quarant'anni continui

consumando la sua vita nel servizio generoso e sempre con «allegrezza e serenità di volto». Pregava con sincerità e gioia: «Signore, ti ringrazio perché ho sempre servito e mai sono stato servito, sono stato sempre suddito e mai ho comandato!». Mori a Napoli il 5 marzo 1625, vittima di carità e obbedienza per una visita a un ammalato a Torre del Greco. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 30 ottobre 1983. Amato da ortodossi e cattolici, l'umile frate cappuccino è oggi gloria e speranza della sua patria, la Romania.

 

 

ANT. D 'INGRESSO

Il Figlio dell'uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare Ja propria vita in riscatto per molti (T.P. Alleluia). Mc 10, 45

 

 

COLLETTA

Padre misericordioso, che bai concesso al beato Geremia di imitare il tuo Figlio nel servizio dei fratelli

sacrificandosi interamente per essi, concedi a noi,

sul suo esempio e per sua intercessione,

di percorrere l'evangelica via dell'umiltà e della carità

per collaborare al tuo disegno universale di salvezza.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accogli i nostri doni, o Padre,

in questo memoriale dell'infinito amore del tuo Figlio,

e per l'intercessione del beato Geremia

confermaci nella generosa dedizione a te e ai fratelli.

Per Cristo nostro Signore.

 

 

ANT. ALLA COMUNlONE

Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle,

o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome,

riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna (T.P. Alleluia). Mt 19, 29

 

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai fatti tuoi commensali

donaci di imitare l'esempio del beato Geremia

che si consacrò a te con tutto il suo cuore e si prodigò instancabilmente per il bene del tuo popolo.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

9 maggio

SANTA CATERINA VIGRI DA BOLOGNA

vergine, II Ordine

 

Caterina Vigri nacque a Bologna l'8 settembre 1413, ma crebbe a Ferrara alla corte estense. Nobile e letterata, per vivere nel nascondimento si ritirò tra le Clarisse di Ferrara, dove poi fu prescelta come maestra delle novizie, essendo molto illuminata nello spirito. Nel 1456 tornò a Bologna per fondare un altro monastero di Clarisse, di cui fu abbadessa fino alla morte, guidando nelle vie della santità non solo le sue consorelle, ma anche quanti ricorrevano a lei per consiglio. Lasciò alcuni scritti, da tutti ammirati per l'eccellente dottrina mistica. Morì 1'8 settembre 1463. Clemente XJ, il 22 maggio 1712, ne approvò l'antichissimo

culto e la iscrisse nell'albo dei santi.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Questa è la vergine saggia, una delle vergini prudenti: è andata incontro a Cristo con la lampada accesa (T.P. Alleluia).

 
COLLETTA

Donaci, Signore Dio nostro, la fiamma di carità che ispirò santa Caterina da Bologna, sposa fedele del tuo Figlio, a radunare una famiglia di vergini a te consacrate, a gloria perenne del Cristo e della Chiesa.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Forte come la morte è l'amore.

 

Dal Cantico dei Cantici 8, 6-7

 

Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina!

Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo.

Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che disprezzo.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 44 (45)

 

R. In te, Signore, ho posto la mia gioia.

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; il re è invaghito della tua bellezza.

È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

 

Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d'oro è il suo vestito. È condotta al re in broccati preziosi; dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate. R.

 

Condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai prìncipi di tutta la terra. R.

 

 

CANTO AL VANGELO Lc 11, 28

 

R. Alleluia, alleluia.

Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono con amore.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Marta lo ospitò, Maria ha scelto la parte migliore.

 

Dal Vangelo secondo Luca 10, 38-42

 

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un vil laggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.

Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».

Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE

O Dio, mirabile nei tuoi santi, accogli questi doni che ti presentiamo nel ricordo di santa Caterina, e, come ti fu gradita la sua testimonianza verginale, ti sia ben accetta l'offerta del nostro sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Ecco lo sposo!», andate incontro a Cristo Signore (T.P. Alleluia).    Cf. Mt 25.6

 

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che ci hai saziato con il pane della vita, fa' che sull'esempio di santa Caterina vergine portiamo nel nostro corpo mortale la passione di Cristo Gesù per aderire a te, unico e sommo bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

11 maggio

SANT'IGNAZIO DA LÁCOM

 

religioso, ofmcap

 

Vincenzo Cadello Peis nacque il IO dicembre 1701 a Láconi in Sardegna; nel 1721 vestì l'abito francescano tra i Frati Minori Cappuccini. Si dedicò all'ufficio di questuante per quarant'anni, durante i quali diede a tutti uno splendido esempio di umiltà e di carità. Dio inoltre Io arricchi di particolari doni soprannaturali che Io fecero venerare da ogni classe di persone. Rese l'anima a Dio l'I I maggio 1781, a Cagliari. Fu beatificato da Pio XII il 16 giugno 1940. Lo stesso pontefice lo proclamò santo il 21 ottobre 1951.

ANT. D'INGRESSO

Ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra (T.P. Alleluia). Gen 12, 2-3

 
COLLETTA

O Dio, che hai guidato sant'Ignazio da Láconi sulla via dell'umiltà e dell'innocenza, e gli hai dato di raggiungere le vette della perfezione praticando l'amore verso i fratelli, concedi anche a noi di imitarlo osservando fedelmente il precetto della carità.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Chi si vanta, si vanti nel Signore.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1, 26-2, 2

 

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.

Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Anch'io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 111 (112)

 

R. Felice l'uomo pietoso che aiuta il prossimo.

 

Beato l'uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti: misericordioso, pietoso e giusto. R.

 

Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno. R.

 

Eterno sarà il ricordo del giusto. Cattive notizie non avrà da temere, saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R.

 

Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s'innalza nella gloria. R.

 

CANTO AL VANGELO Mt 18,4

R. Alleluia, alleluia.

Chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 18, 1-5

 

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».

Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me».

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE

O Signore, i doni della nostra povertà, che presentiamo al tuo altare nel ricordo di sant'Ignazio da Láconi, ci facciano partecipare pienamente al mistero della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l'accoglie un bambino, non entrerà in esso (T.P. Alleluia). Lc 18, 17

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Signore, con la luce e la forza di questo sacramento guidaci nelle vie del tuo amore, conferma l'opera che hai iniziato in noi e portala a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

12 maggio

SAN LEOPOLDO DA CASTELNUOVO

presbitero, ofmcap

 

Bogdan Ivan Mandié nacque a Castelnuovo di Càttaro (Herceg-Novi nel Montenegro) il 12 maggio 1866, Entrato tra i Frati Minori Cappuccini a diciotto anni, fu ordinato presbitero nel 1890. Dopo brevi permanenze a Venezia, Zara, Bassano del Grappa, Capodistria e Thiene, nel 1909 approdò a Padova, città che, salvo qual che Intervallo, non lasciò più fino alla morte. Passò quasi tutta la vita in confessionale, con il più eroico sacrificio. Si offri a Dio vittima per il ritorno dei fratelli orientali all'unità della Chiesa. Fu beatificato da Paolo VI il 2 maggio 1976 e proclamato santo, a quarantun'anni dalla morte, da Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1983.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a curare le piaghe dei cuori affranti (T.P. Alleluia). Cf. Lc 4, 18

 

 

COLLETTA

O Dio, che sei la perfetta unità e il sommo bene, tu hai reso san Leopoldo da Castelnuovo, presbitero, pieno di bontà e di misericordia verso i peccatori e ardente nel promuovere l'unità fra i cristiani; concedi a noi, per sua intercessione, di rinnovarci nello spirito e nel cuore per estendere a ogni fratello il tuo amore e cooperare fiduciosi all'unione di tutti i credenti nel vincolo della pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Se Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.

 

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 4, 7-16

 

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mon do il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.

In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.

In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.

Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 30 (31)

 

R. In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso.

 

Difendimi per la tua giustizia. Tendi a me il tuo orecchio, vieni presto a liberarmi. Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva. R.

 

Perché mia rupe e mia fortezza tu sei, per il tuo nome guidami e conducimi. Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, perché sei tu la mia difesa. R.

 

Esulterò e gioirò per la tua grazia, perché hai guardato alla mia miseria, hai conosciuto le angosce della mia vita; non mi hai consegnato nelle mani del nemico, hai posto i miei piedi in un luogo spazioso. R.

 

Quanto è grande la tua bontà, Signore! La riservi per coloro che ti temono, la dispensi, davanti ai figli dell'uomo, a chi in te si rifugia. R.

 

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv 10, 27

 

R. Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore; io le conosco ed esse mi seguono.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Io do la mia vita per le pecore.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 10, 11-16

 

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario — che non è pastore e al quale le pecore non appartengono — vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, la nostra offerta e donaci un'esperienza viva del tuo amore, perché, sull'esempio di san Leopoldo, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode e ottenere i benefici della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane. (T.P. Alleluia).       1Cor 10, 17

 

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, nostro Padre, che ci hai nutrito con il pane della vita, fa' che, seguendo l'esempio di san Leopoldo, ti onoriamo con fedele servizio e ci prodighiamo con carità instancabile per il bene dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

16 maggio

SANTA MARGHERITA DA CORTONA

penitente III Ordine

MEMORIA – (bianco)

 

Margherita nacque a Laviano in Umbria nel 1247. Rimasta presto orfana di madre, incompresa dalla matrigna, fu incautamente indotta a seguire un giovane a Montepulciano.

Rimasto tragicamente ucciso l'uomo con cui viveva, Margherita, scossa dalla grazia divina, si convertì a Dio con tutta l'anima e iniziò una vita di grande austerità e penitenza. Stabilitasi a Cortona, entrò nel Terz'Ordine Francescano, e si dedicò al servizio degli ammalati, per i quali fondò un ospedale.

Visse in assoluta povertà e in continua preghiera; amò ardentemente Cristo Crocifisso e fu favorita da Dio di doni e grazie straordinarie. Morì a Cortona il 22 febbraio 1297 e fu canonizzata da Benedetto XIII nel 1728.

 

 

Antifona d’ingresso

Quanto è grande la misericordia del Signore
e il perdono per quelli che tornano a lui!
Loderai Dio e ti glorierai nelle sue misericordie.
Sir 17, 28.27

 

 

Colletta

O Dio, che non vuoi la morte del peccatore ma la sua conversione, come hai richiamato santa Margherita dalla via della perdizione a quella della salvezza, concedi anche a noi di liberarci dalle catene del peccato per dedicarci totalmente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso.

 

Dal libro del profeta Ezechiele 18, 21-23.27-28

 

Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato.

Forse che io ho piacere della morte del malvagio — oracolo del Signore — o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?

E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 102 (103)

 

R. La grazia del Signore dura in eterno.

 

Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia. R.

 

Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore. Non è in lite per sempre, non rimane adirato in eterno. R.

 

Perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono; quanto dista l'oriente dall'occidente, così egli allontana da noi le nostre colpe. R.

 

CANTO AL VANGELO Lc 15, 7

R. Alleluia, alleluia.

Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

C'è gioia in cielo per un peccatore che si converte.

 

Dal Vangelo secondo Luca 15, 1-10

 

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».


Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?

Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta". Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.

Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova?

E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto"

Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Parola del Signore

 

 

Sulle offerte

Il sacrificio di propiziazione che ti offriamo, o Signore, ci ottenga, per intercessione di santa Margherita, la pienezza del tuo perdono. Per Cristo nostro Signore.

 

 

Antifona alla comunione

C'è gioia davanti agli angeli di Dio, per un peccatore che si converte. Lc 15,10

 

Dopo la comunione

O Dio, presente e operante nei tuoi sacramenti, illumina e infiamma il nostro spirito, perché ardenti di santi propositi portiamo frutti abbondanti di opere buone. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 


 

17 maggio

SAN PASQUALE BAYLON

religioso I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

 

Pasquale nacque nel 1540 nell'Aragona in Spagna. Da ragazzo fu addetto alla custodia del gregge, dimostrando fin d'allora una particolare devozione verso l'Eucaristia. Nel 1564, già conosciuto per la sua vita esemplare, entrò tra i Frati Minori.

I Superiori pensavano di avviarlo al sacerdozio, ma egli preferì rimanere semplice fratello religioso, esercitando per tutta la vita gli umili incarichi del convento specialmente quello di portinaio.

Si distinse per una intensa pietà eucaristica, e Dio lo ricolmò di carismi celesti. Quasi illetterato, compose vari libri di pietà, nei quali presenta la sua esperienza mistica. Morì il 17 maggio 1592 e fu canonizzato da Alessandro VIII nel 1690. E Leone XIII nel 1897 lo dichiarò Patrono dei Congressi Eucaristici.

 

 

 

Antifona d’ingresso

In tutte le sue azioni egli diede gloria al Santo,
e all'Altissimo con parole di lode;
cantò inni al Signore con tutto il cuore
e amò Dio che l'aveva creato.
Sir 47,9-10

 

 

Colletta

O Dio, che hai ispirato a san Pasquale un profondo amore verso il mistero eucaristico, concedi anche a noi di saper attingere dal divino banchetto la stessa ricchezza spirituale. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo figlio, che è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

Chi si vanta, si vanti nel Signore.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1, 26-31

 

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.

Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 33 (34)

 

R. Beato l'uomo che spera nel Signore.

 

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore:

i poveri ascoltino e si rallegrino. Magnificate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. R.

 

Ho cercato il Signore: mi ha risposto e da ogni mia paura mi ha liberato. Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. R.

 

Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce.

Gustate e vedete com'è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. R.

 

Temete il Signore, suoi santi:

nulla manca a coloro che lo temono. I leoni sono miseri e affamati, ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt6, 19.20.21

R. Alleluia, alleluia.

Non accumulate tesori sulla terra, ma in cielo, perché, dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

È piaciuto al Padre dare a voi il Regno.

 

Dal Vangelo secondo Luca 12, 32-34

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Accogli, Signore, la nostra offerta, e donaci un'esperienza viva del tuo amore, perché, sull'esempio di san Pasquale, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode e ottenere i benefici della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

Antifona alla comunione

Gustate e vedete quant'è buono il Signore: beato l'uomo che in lui si rifugia. Sal 33,9

 

Dopo la comunione

Signore, Dio nostro, il sacramento che abbiamo ricevuto nel ricordo di san Pasquale, ci rinnovi nella mente e nel cuore, perché possiamo comunicare alla tua vita immortale. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 


 

18 maggio

SAN FELICE da CANTALICE

religioso I Ordine

 

FESTA – (bianco)

 

Felice nacque a Cantalice (Rieti) nel 1515. Lavorò da contadino fino a 30 anni, poi entrò nell’ordine dei Cappuccini. Gli venne quasi subito affidato l’incarico di questuante, che eseguì con esemplare semplicità per 40 anni. In continua preghiera, in umile letizia, percorreva le vie di Roma, assistendo malati e poveri, per i quali questuava, e invitando i fanciulli a cantare lodi divine. Era chiamato "frate Deo gratias" per il suo abituale saluto. San Filippo Neri gli fu intimo amico e S. Carlo Borromeo ne ricercava la conversazione. Morì a Roma il 18 maggio 1587 e fu canonizzato da Clemente XI.

 

 

Antifona d’ingresso

Ringraziate con gioia il Padre,
che ci ha concesso di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
Cfr Col 1,12

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio, che in san Felice hai dato alla Chiesa e alla Famiglia seràfica un luminoso esempio di semplicità evangelica e di vita consacrata alla tua lode, donaci di seguire il suo esempio cercando con gioia e amando solamente Cristo. Egli è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA Col 3,12-17

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

 

Fratelli, come amati di Dio, santi e diletti, rivestitevi di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 15

 

R. Il giusto cammina alla presenza del Signore.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto a Dio : «Sei tu il mio Signore,
senza di te non ho alcun bene».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.  
R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.  
R.

 

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.  
R.

 

 

CANTO AL VANGELO Mt 5,3

R. Alleluia, alleluia.

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli».

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Luca 12, 22-31

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete. La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito.
Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete!
Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto?
Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede?
Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Offriamo al tuo altare, Signore,
i doni che ci hai elargito:
fa' che, a imitazione di san Felice,
ti serviamo sempre con serena gioia e purezza di cuore. Per Cristo nostro Signore.

 

Prefazio dei santi religiosi

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.

Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli hanno consacrato la vita a Cristo tuo Figlio, noi celebriamo, o Padre, l’iniziativa mirabile del tuo amore, poiché tu riporti l’uomo alla santità della sua prima origine e gli fai pregustare i doni che a lui prepari nel mondo rinnovato.

Per questo segno della tua bontà, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo, …

 

 

Antifona alla comunione Sal 21,27

I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano: «Viva il loro cuore per sempre».

 

 

Dopo la comunione

Per la virtù di questo sacramento, donaci, Signore, la grazia di condurre, a imitazione di san Felice, una vita nascosta con Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

 

19 maggio

SAN CRISPINO DA VITERBO

religioso, ofmcap

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Pietro Fioretti nacque a Viterbo il 13 novembre 1668; entrò nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 22 luglio 1693. Per quarant'anni esercitò l'ufficio di questuante a Orvieto e dintorni per procurare i mezzi di sussistenza alla famiglia religiosa e a tutti i bisognosi della sua "grande famiglia orvietana". Ha dell 'incredibile l'opera da lui svolta in campo assistenziale e religioso specialmente verso i malati, carcerati, peccatori, madri nubili, famiglie in miseria, anime sul punto della disperazione. Paciere tra fratelli, coniugi, privati cittadini, consorterie e autorità civili e religiose e tutto con santa letizia. Devotissimo del Santissimo Sacramento e della Vergine Immacolata, fu colmo di sapienza celeste, per cui era consultato da uomini dotti. Mori a Roma nel convento di via Veneto il 19 maggio 1750 «per non turbare — aveva detto — la festa di san Felice». Fu beatificato da Pio VII il 7 settembre 1 806 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 20 giugno  1982.

 

 

ANT. D'INGRESSO    

Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza: si glorieranno tutti i retti di cuore (T.P. Alleluia). Sal 63, 11

 

 

COLLETTA

O Dio, che hai chiamato alla sequela di Cristo il tuo servo fedele san Crispino e, sul cammino della gioia, lo hai condotto alla più alta perfezione evangelica; per la sua intercessione e dietro il suo esempio fa' che pratichiamo costantemente la vera virtù, alla quale è promessa la pace beata nel cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accogli, o Signore, le nostre offerte e preghiere, che sull'esempio di san Crispino poniamo dinanzi a te in semplicità di cuore; trasformale in sacrificio a te gradito e rendile per noi sorgente di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Vedano i poveri e si rallegrino; voi che cercate Dio, fatevi coraggio. (T.P. Alleluia) Sal 68, 33

 

 

 

19 maggio

SAN TEOFILO DA CORTE

presbitero, ofm

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

Biagio de' Signori nacque a Corte in Corsica il 30 ottobre 1676. Entrato nell'Ordine dei Frati Minori, fin dall'inizio mostrò grande impegno nell'acquisto delle virtù cristiane e religiose. Ordinato presbitero e compiuti gli studi superiori di teologia a Roma, fu persuaso dal beato Tommaso da Cori ad abbracciare la vita dei ritiri. Rimase per diversi anni a Bellegra; quindi con l'obbedienza dei superiori maggiori fu inviato prima in Corsica, ove fondò il ritiro di Zuani, e poi in Toscana, ove tra molte difficoltà riuscì a instaurare il medesimo regime di vita nel convento di Fucecchio. Fu molto austero con se stesso, ma generoso e liberale con gli altri. Sull'esempio del suo maestro (il beato Tommaso), si dedicò intensamente alla vita apostolica con la predicazione della parola di Dio, l'ascolto delle confessioni e l'assistenza ai poveri, ai malati e ai moribondi. Morì a Fucecchio il 19 maggio del 1740. La fama della sua santità e i numerosi pellegrinaggi alla sua tomba, accelerarono il processo di beatificazione che iniziò già nel 1750. Venne dichiarato venerabile da Benedetto XIV il 21 novembre 1755: beatificato da Leone XIII il 19 gennaio 1896, fu canonizzato, dopo quasi due secoli, da Pio XI il 29 giugno 1930.

 

ANT. D'INGRESSO    

La bocca del giusto medita la sapienza e la sua lingua esprime il diritto; la legge del suo Dio è nel suo cuore: i suoi passi non vacilleranno (T.P. Alleluia). Sal 36, 30-31

COLLETTA

O Padre, che hai concesso a san Teofilo da Corte di imitare la forma di vita del serafico Padre, fa' che per sua intercessione possiamo sempre servirti  saldamente fondati sul tuo amore.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SULLE OFFERTE

Il sacrificio di riconciliazione, o Signore, possa esserti da noi offerto con la stessa fervida devozione con cui san Teofilo meritò di offrirsi vittima a te gradita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita», dice il Signore (T.P. Alleluia).    Gv 8, 12

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Il cibo spirituale da noi ricevuto, o Signore Dio nostro, ci ottenga, per la preghiera di san Teofilo, di alimentare in noi il desiderio del cielo e di portare a compimento l'opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 


 

20 maggio

SAN BERNARDINO DA SIENA

sacerdote I Ordine

 

FESTA – (bianco)

 

Bernardino degli Albizzeschi, nato a Massa Marittima (Grosseto) 1'8 settembre 1380, compì gli studi umanistici a Siena, dandosi poi con passione allo studio della sacra Scrittura. A ventidue anni lasciò le agiatezze della sua famiglia per entrare nell'Ordine dei Frati Minori. Divenuto presbitero, gli venne affidato, per la sua cultura ed eloquenza, il ministero della predicazione. Percorse in un primo tempo la Toscana e poi tutta l'Italia, annunciando con grande successo la parola di Dio. La sua eloquenza semplice e incisiva attirava le folle, risvegliava la pratica religiosa, conciliava le fazioni, suggeriva riforme. Propagò con slancio la devozione al Santissimo Nome di Gesù e ne inculcò la venerazione alle moltitudini. Per rendere più efficace la sua parola, faceva scolpire o dipingere su tavolette e formelle di svariata materia il monogramma del nome di Gesù «JHS», circondato da raggi a guisa di sole. Impresse anche un nuovo spirito di riforma nell'Ordine francescano. Di lui ci restano molte opere, tra cui i "Sermones" in latino e le "Prediche" in volgare. Mori a L'Aquila il 20 maggio 1444 ed è ivi sepolto nella basilica omonima. Fu canonizzato il 24 maggio 1450 da Nicolò V.

 

 

 

Antifona d’ingresso

Nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi sei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. (T.P. Alleluia). Fil 2, 10-11

 

 

Si dice il Gloria.

 

 

 

Colletta

O Dio, che hai donato al tuo sacerdote san Bernardino da Siena un singolare amore per il Nome di Gesù, imprimi anche nei nostri cuori, con il fuoco dello Spirito, questo sigillo della tua carità. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

 

PRIMA LETTURA At 4,8-12

 

Dagli Atti degli Apostoli

 

In quei giorni, Pietro, pieno di Spirito Santo, disse: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo in­terrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia no­ta a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel Nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è "la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo". In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 144

 

R. Le mie labbra lodino il nome del Signore.

 

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.  
R.

 

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.  
R.

 

Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.  
R.

 

 

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

In te, o Signore, si allieteranno quanti amano il tuo nome. Tu benedici il giusto.

Alleluia.

 

VANGELO Gv 14,12-17

 

Dal vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome io la farò. Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi Io conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.»

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

L'offerta che ti presentiamo, Signore, purifichi i nostri cuori, e ci ottenga, per intercessione di san Bernardino, la venerazione e l'amore verso il tuo santo Nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Prefazio dei pastori

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, lodarti e ringraziarti sempre, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

Tu doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare la festa di san Bernardino da Siena. Con i suoi esempi la rafforzi, con i suoi insegnamenti l'ammaestri, con la sua intercessione la proteggi.

Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime, cantiamo l'inno della tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Oppure dei Santi Religiosi

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

É veramente cosa buona e giusta, renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.

Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli hanno consacrato la vita a Cristo tuo Figlio, noi celebriamo, o Padre, l'iniziativa mirabile del tuo amore, poiché tu riporti l'uomo alla santità della sua prima origine e gli fai pregustare i doni che a lui prepari nel mondo rinnovato.

Per questo segno della tua bontà, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione

Padre, ho fatto conoscere il tuo Nome agli uomini: consacrali nella verità. (T.P. Alleluia). Gv 17, 6.17

 

Dopo la comunione

Il pegno della gloria che abbiamo ricevuto, Signore, ci fortifichi e ci protegga, perché, riuniti qui in terra nella lode del Nome di Gesù, possiamo trionfare in cielo in­sieme con lui. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.


 

21 maggio

BEATO MARCO DA BOLOGNA

sacerdote I Ordine Bologna

 

FESTA per Piacenza – (bianco)

 

Frate francescano (Bologna 1405 - Piacenza 1479). Della famiglia senatoria dei Fantuzzi, entrò fra i minori osservanti e fu discepolo di G. Primadizi e di Bernardino da Siena. Vicario generale degli osservanti, ebbe contatti con i più illustri francescani dell'epoca, in particolare con Giovanni da Capistrano e con Giacomo della Marca. Eresse, nelle principali città d'Italia, Monti di pietà per i poveri. Il culto fu approvato da Pio IX nel 1868.

 

 

 

Antifona d’ingresso

Un insegnamento fedele era sulla sua bocca. Non c’era falsità sulle sue labbra; con pace e rettitudine ha camminato davanti a me e ha salvato molti dal male. (Mt. 2, 6)

 

 

Si dice il Gloria.

 

 

 

Colletta

O Dio, che illumini la Chiesa con l’esempio dei tuoi servi, fa che la testimonianza evangelica del Beato Marco da Bologna ci richiami ad una vita più degna e generosa. Il ricordo delle sue gesta ci stimoli sempre all’imitazione del tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA Gn 12, 1-4

 

Dal libro delle Genesi

 

Il Signore disse ad Abram:
"Vattene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra".

 

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 144

 

R. Canterò senza fine, Signore, le tue meraviglie.

 

 Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!  
R.

 

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno:
a te la mia lode senza fine.  
R.

 

Dirò le meraviglie del Signore,

ricorderò che tu solo sei giusto

Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.  
R.

 

 

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. (Mt. 5,3)

Alleluia.

 

 

VANGELO Mt. 19, 23-29

 

Dal vangelo secondo Matteo

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: "Allora, chi può essere salvato?". Gesù li guardò e disse: "Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile".
Allora Pietro gli rispose: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?". E Gesù disse loro: "In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.

 

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Il sacrificio che ti offriamo, o Padre, nel ricordo del Beato Marco da Bologna sia gradito al tuo nome, e diventi per noi sorgente di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Prefazio dei pastori

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

É veramente cosa buona e giusta, renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.

Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli hanno consacrato la vita a Cristo tuo Figlio, noi celebriamo, o Padre, l'iniziativa mirabile del tuo amore, poiché tu riporti l'uomo alla santità della sua prima origine e gli fai pregustare i doni che a lui prepari nel mondo rinnovato.

Per questo segno della tua bontà, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione

venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi: io vi darò ristoro, dice il Signore. (Mt. 11, 28)

 

Dopo la comunione

Signore Dio nostro,

il sacramento che abbiamo ricevuto, nel ricordo del beato Marco da Bologna,

ci rinnovi nella mente e nel cuore,

perché possiamo comunicare

alla tua vita immortale.

Per Cristo nostro Signore. Amen.


 

24 maggio

 

DEDICAZIONE
della BASILICA PAPALE
di S. FRANCESCO in ASSISI

 

FESTA – (bianco)

 

Dopo aver proclamato "santo" Francesco, il papa Gregorio IX volle che si innalzasse un tempio in suo onore in Assisi e che ivi si conservassero i suoi resti mortali. Lo stesso pontefice benedisse la prima pietra nel 1228, e il 25 maggio del 1230 comandò che il corpo del Santo fosse trasportato dalla tomba provvisoria della chiesa di San Giorgio al nuovo tempio, che da lui ebbe il titolo dl Basilica, «capo e madre» di tutte le chiese dell'Ordine francescano. Innocenzo IV la consacrò solennemente nel 1253. Il tempio fu elevato a Basilica patriarcale e Cappella papale da Benedetto XIV il 25 marzo 1754.

 

 

 

Antifona d’ingresso

Vidi la città santa, la nuova Gerusalemme,
scendere dal cielo, da Dio,
preparata come una sposa adorna per il suo sposo. (
T.P. Alleluia). Ap 21,2

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio, che con pietre vive e scelte prepari il tempio della tua gloria, effondi sulla Chiesa il tuo Santo Spirito, perché, per intercessione del nostro Padre san Francesco, edifichi il popolo dei credenti che formerà la Gerusalemme del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

PRIMA LETTURA

 

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo 21, 2-5

 

In quei giorni, io Giovanni, vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il «Dio-con-loro».
E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 94

 

R. Rendiamo grazie a Dio nella sua dimora.

 

Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.  
R.

 

Grande Dio è il Signore.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto,
le sue mani hanno plasmato la terra.  
R.

 

Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.  
R.

 

 

CANTO AL VANGELO Ap 21,3

Alleluia, alleluia.

Questa è la dimora di Dio con gli uomini: e abiterà con essi.

Alleluia.

 

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Giovanni, 10, 22-30

 

Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d'inverno. Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.
Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; ma voi non credete, perché non siete mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Accetta, Signore, il sacrificio che ti offriamo nel ricordo del giorno santo, in cui hai riempito della tua presenza il luogo a te consacrato in onore del nostro Padre san Francesco, e fa' di noi un'offerta spirituale a te gradita. Per Cristo nostro Signore.

 

Prefazio proprio

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.


È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Nel tuo amore per l'umanità hai voluto abitare là dove è raccolto il tuo popolo in preghiera per far di noi, con l'aiuto incessante della tua grazia, il tempio dello Spirito Santo, in cui risplenda la santità dei figli di Dio. Questa Chiesa, misticamente adombrata nel segno del tempio, tu la santifichi sempre come sposa del Cristo, madre lieta di una moltitudine di figli, per collocarla accanto a te rivestita di gloria.

E noi, uniti ai cori degli Angeli, innalziamo a te l'inno di benedizione e di lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione

Voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale,
per un sacerdozio santo.
(T.P. Alleluia). 1Pt 2, 5

 

Dopo la comunione

O Dio, che hai fatto della tua Chiesa il segno visibile della Gerusalemme celeste, per la forza misteriosa dei tuoi sacramenti trasformaci in tempio vivo della tua grazia, perché possiamo entrare nella dimora della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

27 maggio

BEATO JOSÉ TOUS Y SOLER

presbitero, ofmcap

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

José Tous y Soler (Giuseppe da Igualada) nacque a Igualada (Barcellona) il 31 marzo 1811. A sedici anni vesti l'abito cappuccino nel noviziato di Sarriá. Sin dagli anni della sua formazione si rivelò un religioso di grande virtù, di solida pietà, di pronta obbedienza e di piena fedeltà al carisma francescano-cappuccino. Al termine della formazione fu inviato al convento S. Madrona a Barcellona dove si distinse per fedeltà al ministero sacerdotale e per una profonda vita interiore. Soppressi gli ordini religiosi nel 1835, dovette prendere la via dell'esilio, fino al 1843. Nel marzo del 1850 fondò l'Istituto delle Suore Cappuccine della Madre di Dio del Divin Pastore, Incontrò sorella morte il 27 febbraio 1871. Fu beatificato a Barcellona il 25 aprile 2010.

 

 

COLLETTA

O Dio che al beato José Tous, presbitero, hai dato la grazia di seguire fedelmente tuo Figlio nella povertà e umiltà di spirito, e risvegliare nella Chiesa l'educazione cristiana dei bambini, concedi a noi, per i suoi meriti e la sua intercessione, che, profondamente rinnovati, possiamo assaporare la dolcezza del tuo amore.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

28 maggio

SANTA MARIA ANNA Dl GESÙ DE PAREDES

laica, III Ordine

 

Nacque a Quito nell'Ecuador il 21 ottobre 1618. Rimasta orfana dei genitori ancora fanciulla, si consacrò a Dio; ma non potendo essere accolta in un monastero, iniziò nella sua casa un particolare tipo di vita ascetica, dedicandosi all'orazione, al digiuno e ad altre pie pratiche. Tentò anche di recarsi tra gli indios pagani per portare loro la fede. Accolta poi nel Terz'Ordine francescano, si dedicò con grande generosità all'assistenza dei poveri e all'aiuto spirituale ai suoi concittadini. Mori a Quito il 26 maggio 1645. Fu beatificata da Pio IX il 20 novembre 1853 e canonizzata da Pio XII il 9 luglio 1950 che la proclamò patrona dell'Ecuador. È il primo fiore francescano sbocciato alla santità in America Latina.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Vieni, sposa di Cristo, ricevi la corona che il Signore da sempre ha preparato per te (T.P. Alleluia).

 

 

COLLETTA

O Dio, che in un mondo così corrotto hai fatto fiorire santa Maria Anna di Gesù come giglio tra le spine, modello di vita illibata e di costante mortificazione, fa' che anche noi, liberi dai fermenti del male, siamo infiammati da un vivo desiderio di santità. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PRIMA LETTURA

Chi si vanta, si vanti nel Signore.

 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 10, 17-11,2

 

Fratelli, chi si vanta, si vanti nel Signore; infatti non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda.

Se soltanto poteste sopportare un po' di follia da parte mia! Ma, certo, voi mi sopportate. Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo, per presentarvi a Cristo come vergine casta.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 148

 

R. Con la mia vita, Signore, canto la tua lode.

 

Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell'alto dei cieli. Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, lodatelo, voi tutte, sue schiere. R.

 

I re della terra e i popoli tutti, i governanti e i giudici della terra, i giovani e le ragazze, i vecchi insieme ai bambini lodino il nome del Signore. R.

 

La sua maestà sovrasta la terra e i cieli.

Ha accresciuto la potenza del suo popolo. Egli è la lode per tutti i suoi fedeli, per i figli d'Israele, popolo a lui vicino. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt 25, 10

 

R. Alleluia, alleluia.

Questa è la vergine saggia che il Signore ha trovato vigilante; all'arrivo dello Sposo è entrata con lui alle nozze.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Marta lo accolse nella sua casa. Maria ha scelto la parte migliore.

 

Dal Vangelo secondo Luca 10, 38-42

 

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».

Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE Accetta, o Signore, l'umile servizio che ti offriamo riuniti nel ricordo di santa Maria Anna, vergine, e per il santo sacrificio del Cristo tuo Figlio trasformaci in ardenti apostoli del tuo amore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE La vergine prudente si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta (T.P. Alleluia). Cf. Lc 10, 42

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Nutriti alla mensa eucaristica, ti supplichiamo, o Signore, di poterti sempre piacere nell'anima e nel corpo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

GIUGNO

 

 

2 giugno

SANTA CAMILLA BATTISTA DA VARANO,

vergine, II Ordine

 

Nata a Camerino (Macerata) il 9 aprile 1458 dal principe Giulio Cesare Da Varano, trascorsa la prima giovinezza tra le mondanità, nel 1481 si consacrò al Signore fra le Clarisse di Urbino, guidata dai francescani dell'Osservanza, specialmente i beati Domenico da Leonessa e Pietro da Mogliano. Rientrata nella sua città nel monastero preparato da suo padre, divenne maestra di spirito soprattutto attraverso gli scritti pregevoli per dottrina mistica e valore letterario. Oltre al monastero di Camerino, avviò all'osservanza della regola di santa Chiara quelli di Fermo e di San Severino. Dopo aver conosciuto nella vita tribolazioni fisiche e morali, sperimentò anche un lungo periodo di "notte dello spirito", quasi a rendere più luminose le esperienze mistiche di cui Dio l'aveva favorita e delle quali si trova cenno negli scritti. Mori a Camerino il 31 maggio 1524. Il suo culto ininterrotto fu riconosciuto da Gregorio XVI il 7 aprile 1843. È stata canonizzata da Benedetto XVI il 17 ottobre 2010.

 

ANT. D'INGRESSO

Questa è la vergine saggia e prudente, che in terra vegliò con lo Sposo sofferente: ora risplende di santità e sapienza accanto all'immacolato Verbo di Dio nella gloria (T.P. Alleluia).

 

 

COLLETTA

O Dio, con l'assidua contemplazione della passione del tuo Figlio hai infiammato d'amore santa Camilla Battista, chiamandola dalle attrattive del mondo alla sequela di Cristo povero e crocifisso; concedi a noi, per sua intercessione, di attingere sempre abbondanti frutti dalla celebrazione del mistero della redenzione.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

3, 14-19

 

Fratelli, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito.

Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 44 (45)

 

R. In te, Signore, ho posto la mia gioia.

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio:

dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; il re è invaghito della tua bellezza. E lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

 

Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d'oro è il suo vestito.

È condotta al re in broccati preziosi; dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate. R.

 

Condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai prìncipi di tutta la terra. R.

 

CANTO AL VANGELO Lc 11, 28

R. Alleluia, alleluia.

Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono con amore.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Marta lo ospitò, Maria ha scelto la parte migliore.

 

Dal Vangelo secondo Luca 10, 38-42

 

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore.

 

 

SULLE OFFERTE

Accetta, Signore, l'umile servizio che ti offriamo riuniti nel ricordo di santa Camilla Battista e per il santo sacrificio del Cristo tuo Figlio trasformaci in ardenti apostoli del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua», dice il Signore (T.P. Alleluia). Mt 16, 24

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, che in questi sacramenti ci comunichi la forza del tuo Spirito, fa' che sull'esempio di santa Camilla Battista impariamo a cercare te sopra ogni cosa per portare in noi l'impronta del Cristo crocifisso e risorto. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

2 giugno

SAN FELICE DA NICOSIA

religioso, ofmcap

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Giacomo Amoroso nacque a Nicosia, in Sicilia, il 5 novembre 1715. Entrò giovanissimo nella Confraternita del Terz'Ordine francescano, detta dei "Cappuccinelli". Dopo ripetuti dinieghi, a ventotto anni fu ricevuto, con il nome di fra Felice, tra i Frati Minori Cappuccini, dando sin da principio esempi di ammirabile santità. Ubbidienza e mansuetudine, grande spirito di penitenza, devozione fervente all'Eucaristia, alla Vergine Immacolata e al serafico Padre, furono le virtù che in lui risplendettero di vivissima luce. Passò tutta la vita nella sua città natale, dove esercitò l'ufficio di questuante per circa quarant'anni, spargendo il profumo della carità verso tutti: consigliere spirituale, guida e sostegno di anime semplici, ma anche di dotti ed ecclesiastici. Ebbe il dono della profezia e compi numerosi miracoli. Mori il 31 maggio 1787. Leone XIII l'annoverò tra i beati il 12 febbraio 1888 e Benedetto XVI lo proclamò santo il 23 ottobre 2005.

 

ANT. D'INGRESSO

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi: la mia eredità è stupenda (T.P. Alleluia). Sal 15, 5-6

 

 

COLLETTA

O Padre, che hai guardato l'umiltà del tuo servo san Felice da Nicosia e gli hai rivelato i misteri del Regno, aprici all'ascolto del tuo Figlio diletto, mite e umile di cuore, per essere annoverati tra i piccoli del Vangelo e irradiare sul mondo la luce della vera sapienza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Concedi a noi, o Signore, di celebrare i santi misteri inebriati dallo stesso amore che incendiava il cuore di san Felice. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Vedano i poveri e si rallegrino; voi che cercate Dio, fatevi coraggio (T.P. Alleluia). Sal 68, 33

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Concedi, o Padre, ai tuoi fedeli, che hai nutrito con il sacramento del Corpo e Sangue del tuo Figlio nel ricordo di san Felice, di crescere sempre nelle opere buone e di prepararsi, con il dono della tua grazia, a ricevere il premio celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

8 giugno

BEATO NICOLA DA GÉSTURI

religioso, ofmcap

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Giovanni Medda nacque a Gésturi il 5 agosto 1882, in provincia di Cagliari, arcidiocesi di Oristano, in seno a una numerosa famiglia di onesti lavoratori e ottimi cristiani. Rimasto orfano dei genitori, fu accolto in casa della sorella maggiore, già sposata, a servizio del cognato. Impegnato nei lavori più umili della campagna, si distinse per onestà, pietà, illibatezza di costumi e austerità di vita. Nel 1911, all'età di ventinove anni, munito di una lusinghiera lettera del suo parroco, fu accolto fra i Cappuccini di Cagliari, assumendo il nome di fra Nicola. Fatto il noviziato e la professione, gli fu affidato l'ufficio di questuante- Per trentaquattro anni svolse tale mansione in gran silenzio, ma con una forte incidenza spirituale tra la gente, che accorreva a lui come a un vero uomo di Dio. Mori a Cagliari l'8 giugno 1958. Fu beatificato da Giovanni Paolo 11 il 3 ottobre 1999.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano! (T.P. Alleluia). Lc 28

 

 

COLLETTA

O Dio, che nel beato Nicola ci hai dato un esempio da imitare nella preghiera, nell'umiltà e nel silenzio, concedi che, per sua intercessione, possiamo portare Cristo ai fratelli con la santità della nostra vita.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accogli, o Dio, la nostra offerta, e donaci un'esperienza viva del tuo amore, perché, sull'esempio del beato Nicola, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Gesù disse loro: Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna (T.P. Alleluia). Mt 19, 29

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, che in questi sacramenti ci comunichi la forza del tuo Spirito, fa' che sull'esempio del beato Nicola impariamo a cercare te sopra ogni cosa, per portare in noi l'impronta del Cristo crocifisso e risorto. Egli vive e regna nei secoli dei secoli

 

 

 

12 giugno

BEATI NARCISO GIOVANNI TURCHAN, presbitero, e COMPAGNI

martiri ofm

 

Dal Comune dei martiri

 

Nella schiera dei 108 martiri della Chiesa polacca, uccisi dal 1939 al 1945, durante la Seconda guerra mondiale — testimoni eroici di fedeltà a Dio in epoca di persecuzione della fede da parte del nazismo ateo — composta da tre vescovi, cinquantadue presbiteri diocesani, ventisei presbiteri religiosi, tre alunni di seminari ecclesiastici, otto suore, nove fedeli laici e sette fratelli professi, ci sono anche quattro presbiteri e un religioso dei Frati Minori. Ecco i loro nomi: Narciso Giovanni Turchan, Anastasio Giacomo Pankiewicz, Martino Giovanni Oprzqdek, Cristino Adalberto Gondek, Bruno Giovanni Zembol. Giovanni Paolo II, nel giorno della beatificazione, il 13 giugno 1999, a Varsavia nella piazza Jozef Pilsudski, ha concluso la sua omilia con queste parole: «Se oggi ci rallegriamo per la beatificazione di centootto martiri chierici e laici, lo facciamo anzitutto perché sono la testimonianza della vittoria di Cristo, il dono che restituisce la speranza. Mentre compiamo quest'atto solenne, si ravviva in noi la certezza che, indipendentemente dalle circostanze, possiamo riportare la piena vittoria in ogni cosa, grazie a colui che ci ha amati (cf. Rm 8, 37). I beati martiri gridano ai nostri cuori: Credete che Dio è amore! Credetelo nel bene e nel male! Destate in voi la speranza! Che essa produca in voi il frutto della fedeltà a Dio in ogni prova'».

 

 

ANT. D'INGRESSO  Esultano in cielo i santi martiri, che hanno seguito le orme di Cristo; per suo amore hanno versato il sangue e si allietano per sempre nel Signore (T.P. Alleluia).

 

 

COLLETTA

Onnipotente, eterno Dio, che hai concesso ai beati martiri Anastasio, Bruno, Cristino, Martino, Narciso e compagni la grazia di partecipare alla passione di Cristo, sostieni con la tua grazia la nostra fragilità e fa' che, seguendo i santi martiri che non hanno esitato a morire per te, testimoniamo coraggiosamente te con tutta la nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Onnipotente, eterno Dio, nel ricordo dei beati martiri

Anastasio, Bruno, Cristino, Martino, Narciso e compagni, che hanno ricevuto la luce della fede, presentiamo la nostra offerta e ti chiediamo umilmente di ricevere il perdono dei nostri peccati e la tua pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti Il nella nostra carne mortale (T.P. Alleluia). 2Cor 4, 11.

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Dio, nostro Padre, per il santissimo sacramento che abbiamo ricevuto nel giorno del ricordo dei beati martiri Anastasio, Bruno, Cristino, Martino, Narciso e compagni, concedici la ricchezza della tua grazia e rendici capaci, con il loro esempio, di perseverare nel momento della prova per raggiungere la gloria eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

12 giugno

BEATI ANTONINO BAJEWSKI,

presbitero, e COMPAGNI, martiri

ofmconv

 

Dal Comune dei martiri

 

Nella schiera dei 108 martiri della Chiesa polacca, uccisi dal 1939 al 1945, durante la Seconda guerra mon diale — testimoni eroici di fedeltà a Dio in epoca di persecuzione della fede da parte del nazismo ateo — composta da tre vescovi, cinquantadue presbiteri diocesani, ventisei presbiteri religiosi, tre alunni di seminari ecclesiastici, otto suore, nove fedeli laici e sette fratelli professi, ci sono anche cinque presbiteri e due religiosi fratelli Minori Conventuali della provincia di Varsavia, tutti discepoli di san Massimiliano Kolbe, il martire di Auschwitz. Ecco i loro nomi: padri Antonino Bajewsky, Pio Bartosik, Innocenzo Guz, Achille Puchala, Ermanno Stepien; fratelli Timoteo Trojanowski, Bonifacio Zukowski. Giovanni Paolo II, nel giorno della beatificazione, il 13 giugno 1999, a Varsavia nella piazza JozefPiIsudski, ha concluso la sua omi lia con queste parole: «Se oggi ci rallegriamo per la beatificazione di centootto martiri chierici e laici, Io facciamo anzitutto perché sono la testimonianza della vittoria di Cristo, il dono che restituisce la speranza. Mentre compiamo questo atto solenne, si ravviva in noi la certezza che, indipendentemente dalle circostanze, possiamo riportare la piena vittoria in ogni cosa, grazie a colui che ci ha amati (cf. Rm 8, 37). I beati martiri gridano ai nostri cuori: Credete che Dio è amore! Credetelo nel bene e nel male! Destate in voi la speranza! Che essa produca in voi il frutto della fedeltà a Dio in ogni prova!».

 

COLLETTA

O Dio, che al beato Antonino Bajewsky e ai suoi compagni hai dato la grazia e la gloria del martirio, fa' che onoriamo il loro sacrificio imitandone la totale dedizione alla tua Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

12 giugno

BEATA FLORIDA CÉVOLI

vergine, II Ordine

 

Dal Comune delle vergini

Lucrezia Elena nacque a Pisa l'Il novembre 1685, dal conte Curzio Cévoli e dalla contessa Laura della Seta. Sui tredici anni venne affidata alle monache di San Martino di Pisa per l'istruzione e l'educazione. Senti nel suo cuore la vocazione alla vita religiosa con sempre maggiore desiderio e così, tra la meraviglia del mondo, entrò nel monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello nella primavera del 1703, assumendo il nome di suor Florida. Si formò alla scuola e sull'esempio di santa Veronica Giuliani. Nel 1716 la Giuliani fu eletta abbadessa e suor Florida vicaria. Alla morte di Veronica (1727) le succedette nello stesso ufficio per venticinque anni. Governò con grande saggezza e profitto il monastero. Visse nell'intensità della preghiera, ardente di zelo per la salvezza delle anime, piena di carità verso i poveri. Quasi per tutta la vita si alternò nell'ufficio di abbadessa e di vicaria. Morì il 12 giugno 1767. Fu beatificata da Giovanni Paolo Il il 16 maggio 1993.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Questa è la vergine saggia, una delle vergini prudenti: è andata incontro a Cristo con la lampada accesa (T.P. Alleluia).

 
COLLETTA

O Dio, fonte di salvezza, che hai infiammato del tuo amore la beata Florida, guidandola alle vette della perfezione evangelica per la via della rinuncia e della croce, concedi a noi di sperimentare lo stesso amore, per progredire nella sapiente conoscenza del mistero della croce. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 
 
SULLE OFFERTE

O Dio, mirabile nei tuoi santi, accogli questi doni che ti presentiamo nel ricordo della beata Florida, e, come ti fu gradita la sua testimonianza verginale, ti sia ben accetta l'offerta del nostro sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Ecco lo sposo!», andate incontro a Cristo Signore (T.P. Alleluia). Cf. Mt 25, 6

 
 
DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai nutrito con il pane della vita, fa' che sull'esempio della beata Florida vergine, portiamo nel nostro corpo mortale la passione di Cristo Gesù per aderire a te, unico e sommo bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

13 giugno

SANT’ANTONIO DA PADOVA

sacerdote I Ordine e dottore – FESTA – (bianco)

 

Fernando Martins nacque a Lisbona (Portogallo) nel 1195 da una nobile famiglia e venne battezzato con il nome di Fernando. Desideroso di consacrarsi a Dio, entrò ancor giovane tra i Canonici regolari di Sant'Agostino e venne mandato nel monastero di Coimbra. Qui dimorò nove anni, dedicandosi allo studio della sacra Scrittura e delle scienze. Ivi fu ordinato presbitero. Alla vista delle salme dei cinque Protomartiri francescani, decise di entrare nell'Ordine dei Minori e assunse il nome di Antonio. Volle subito recarsi missionario tra i saraceni per trovarvi il martirio, ma una furiosa tempesta sospinse la nave su cui era Imbarcato dalla costa africana fino in Sicilia. Di là il Santo risalì l'Italia e si recò ad Assisi, dove in quel momento si celebrava il Capitolo di Pentecoste (1221): poté cosi vedere il serafico padre Francesco. Dopo un periodo di solitudine a Monte Paolo in Romagna, dove condusse una vita di umile servizio, di preghiera e di penitenza, vennero conosciute le sue eccezionali doti di sapienza e di parola. Gli fu affidato l'ufficio della predicazione e divenne il primo "maestro di teologia" nell'Ordine Minoritico. Da allora egli percorse l'Italia settentrionale e la Francia meridionale, annunciando la parola di Dio con apostolico fervore. Dio stesso confermava la sua predicazione con i miracoli. La sua scienza. la sua dottrina e 1a sua santità attiravano le folle. Con coraggio apostolico affrontava gli eretici e i tiranni in difesa dei deboli. Gregorio IX lo chiamò «Arca del Testamento e martello degli eretici». Passò gli ultimi anni della sua vita a Padova e ivi mori, all'età di trentasei anni, il venerdì 13 giugno 1231. Gregorio IX lo proclamò santo il 30 maggio 1232 a nemmeno un anno di distanza dalla sua morte. In suo onore venne elevata una grande basilica, da sempre meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. Per la sua sapienza e la sua dottrina, di cui ci rimane traccia nei Sermoni, sant'Antonio fu dichiarato da Pio XII Dottore della Chiesa, con il titolo di "evangelico".

 

Antifona d’ingresso

Lo spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato a recare il lieto annunzio ai poveri, a curare le piaghe dei cuori affranti, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista. (T.P. Alleluia). Lc 4, 18-19

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, che in sant’Antonio di Padova, hai dato al tuo popolo un insigne predicatore e un patrono dei poveri e dei sofferenti, fa’ che per sua intercessione seguiamo gli insegnamenti del Vangelo e sperimentiamo nella prova il soccorso della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

Prima lettura 

 

Dal Libro della Sapienza 7, 7-14

 

Io pregai e mi fu elargita la prudenza;
implorai e venne in me lo spirito della sapienza.
La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto; non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è un po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte ad essa l’argento.
L’amai più della salute e della bellezza,
preferii il suo possesso alla stessa luce,
perché non tramonta lo splendore che ne promana.
Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
Godetti di tutti questi beni, perché la sapienza li guida, ma ignoravo che di tutti essa è madre.
Senza frode imparai e senza invidia io dono,
non nascondo le sue ricchezze.
Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini;
quanti se lo procurano si attirano l’amicizia di Dio,
sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento.

Parola di Dio.

 

Salmo responsoriale dal Salmo 39

 

R. Ho annunziato la tua verità, o Signore.

 

Il Signore ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
lode al nostro Dio.  
R.

 

Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore,
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.  
R.

 

Non ho nascosto la tua grazia
e la tua fedeltà alla grande assemblea.
Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano,
dicano sempre: «Il Signore è grande»
quelli che bramano la tua salvezza.  
R.

 

Seconda lettura

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini, 4, 7.11-15

 

Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.
Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo.

Parola di Dio.

 

Canto al Vangelo

 

Alleluia, alleluia.

Argento pregiato è la lingua del giusto, e le sue labbra ammaestrano molti.

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

 

Dal vangelo secondo Marco 16,15-20

 

In quel tempo, apparendo agli Undici, Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

La partecipazione ai tuoi misteri, o Padre, ci riempia della luce del tuo Spirito, che illuminò sant’Antonio e lo fece messaggero e testimone della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

Prefazio dei pastori

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

É veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, lodarti e ringraziarti sempre, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Tu doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare la festa di sant’Antonio, con i suoi esempi la rafforzi, con i suoi insegnamenti l’ammaestri, con la sua intercessione la proteggi.
Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode. Santo, Santo, Santo, …

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Noi annunciamo Cristo crocifisso: Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio (T.P. Alleluia). 1Cor 1, 23

 

 

Dopo la comunione

La partecipazione ai tuoi sacramenti, Signore Dio nostro, alimenti in noi la fede che gli apostoli ci hanno trasmesso, e che sant’Antonio ha servito con amorosa dedizione. Per Cristo ...

 

 

16 giugno

BEATI ANICETO KOPLINSKI, presbitero, e COMPAGNI, martiri,

ofmcap

 

Dal Comune dei martiri

 

Nacque nel 1875 da una famiglia polacco-tedesca. A diciotto anni entrò nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e fu ordinato presbitero nel 1900. Stimato come confessore e "grande elemosinario della Varsavia", si distinse per 10 spirito di fraternità e di misericordia. Subì la morte il 16 ottobre 1941 nella camera a gas nel campo di concentramento ad Auschwitz. Nel medesimo luogo fu martirizzato Simforian Ducki, fratello laico (1888-1942). Nel campo di concentramento di Dachau furono martirizzati i presbiteri Cappuccini Henryk Krzysztofik (1908-1942), Florian Stçpniak (1912-1942) e lo studente di teologia Fidelis Chojnacki (1906-1942). Furono beatificati da Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 assieme ad altri centosette martiri della Seconda guerra mondiale.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Il sangue dei martiri fu sparso per Cristo sulla terra; in cielo essi raccolgono il premio eterno.

 

 

COLLETTA

Dio onnipotente, tu hai arricchito i beati Aniceto e compagni, presbiteri e martiri,

con lo spirito del sacrificio e la grazia della perseveranza nella vocazione al martirio; concedi a noi, per loro intercessione, di amare i nemici e di essere forti nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, i doni del tuo popolo, nel ricordo dei beati martiri Aniceto e compagni; l'Eucaristia che li rese forti nel martirio ottenga a noi dignità e pazienza nelle prove della vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Né morte né vita, né alcuna creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore. Rm 8. 38-39

 

 

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai nutriti con il Corpo e Sangue del tuo Figlio nel ricordo dei beati martiri Aniceto e compagni, fa' che rimaniamo nel tuo amore, viviamo della tua vita e camminiamo verso la tua pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

17 giugno

SANT'ALBERTO CHMIELOWSKI

religioso, III Ordine

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

 

26 giugno

BEATO ANDREA GIACINTO LONGHIN

vescovo, ofmcap

Dal Comune dei pastori

 

26 giugno

BEATO GIACOMO DA GHAZIR

presbitero, ofmcap

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

 


 

30 giugno

BEATO RAIMONDO LULLO

martire III Ordine

MEMORIA FACOLTATIVA – (rosso)

 

Nel 1247 Raimondo è nominato paggio del re e in seguito siniscalco e maggiordomo dell'Infante. Nel 1257 sposa Bianca Picany dalla quale ha due figli ma nel 1262 avviene la svolta nella sua vita. Nella sua Vita coetanea Lullo narra la propria conversione: ha cinque visioni di Gesù e alla quinta si convince, benché peccatore, di aver ricevuto la chiamata da Dio. Decide di farsi missionario e di convertire i musulmani e gli ebrei, i quali, già credendo nell'esistenza di un essere del quale non si può pensare altro di maggiore, come insegna Anselmo d'Aosta, devono necessariamente essere cristiani.

Ma, nonostante le visioni, continua a condurre la solita vita licenziosa finché, dopo aver ascoltato una predicazione su Francesco d'Assisi, si consiglia col domenicano Raimondo di Peñafort, che lo convince: nel 1263 vende tutti i suoi beni, lasciandone una parte alla moglie e ai figli, e consacra la propria esistenza alla penitenza. Acquista dunque un servo saraceno che gli insegni l'arabo, lingua utile alla conversione dei falsi credenti.

Dopo un pellegrinaggio a Santiago de Compostela, studia filosofia, teologia, medicina, il latino, il provenzale e l'arabo; assimila parte della cultura dell'epoca: Aristotele, Platone, Agostino d'Ippona, Anselmo d’Aosta, Riccardo di San Vittore, i filosofi arabi. Compone una prima versione dell'Ars magna e il Libro della contemplazione in Dio.

Chiamato a Montpellier dal re Giacomo I, vi compone l'Arte dimostrativa; fonda a Maiorca, nel 1276, il collegio di Miramar (Deià) per preparare i futuri missionari mediante lo studio delle lingue e dalla sua Ars magna.

Comincia ora la sua carriera di missionario laico, percorrendo mezza Europa e specialmente le coste del Mediterraneo, sollecitando aiuti dai regnanti e dai papi ed esponendo la sua Ars magna nelle piazze e nelle università, in particolare a Parigi, dove riceve il titolo di maestro delle Arti, ma non di maestro di teologia perché sposato e privo degli ordini sacri. Vi scrisse vari libri e disputò contro gli averroisti.

Nel 1295 si fa terziario francescano ad Assisi. Brevemente a Maiorca nel 1300, dove continua a scrivere e a disputare contro arabi ed ebrei, riprende i suoi viaggi che lo portano a Cipro, in Armenia, a Rodi, Malta, Napoli, Genova, Montpellier, Parigi, nel nord Africa. Qui viene incarcerato; rilasciato, riprende i viaggi: dopo un naufragio, va a Pisa e si ritira nel convento di san Domenico dal 1307 al 1308, continuando a scrivere. Una sua nuova permanenza a Parigi provoca una persecuzione contro gli averroisti, da lui considerati eretici perché mantengono separata la filosofia dalle verità di fede. Dedica al re di Francia Filippo il Bello l'Albero della filosofia d'amore.

Partecipa nel 1311 al Concilio di Vienne, dove chiede invano la ripresa delle crociate e di vietare l'insegnamento dell'Averroismo, e riprende a viaggiare: aggredito a Tunisi, viene sottratto a stento al linciaggio e imbarcato in gravissime condizioni in una nave genovese fino a Maiorca dove muore nel 1315.

In virtù della sua tragica morte fu beatificato come martire da papa Pio IX; la sua festa liturgica è il 30 giugno.

 

 

 

Antifona d’ingresso

Questo martire lottò fino alla morte per la legge del Signore, non temette le minacce degli empi; sulla roccia era fondata la sua casa.

 

 

Colletta

O Dio, che hai infiammato il beato Raimondo martire di ardore apostolico per la diffusione della fede, fa che anche noi, per sua intercessione, conserviamo incrollabile fino alla morte la fede che abbiamo ricevuto dalla tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

Sulle offerte

Accetta, o Signore, le nostre offerte per il divin sacrificio, e, per l'intercessione del beato Raimondo, concedi che il mistero Eucaristico ci confermi nella professione della fede, come diede forza a lui nel suo doloroso martirio. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione Gv 15, 5

«Io sono h vite e voi i tralci», dice il Signore: «chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto».

 

Dopo la comunione

Ristoràti alla mensa celeste, ti supplichiamo, o Signore, che i tuoi fedeli, in virtù di questo sacramento, siano sempre più fortificati nella fede e nella carità. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

 

 

 

LUGLIO

 

 

1 luglio

BEATO RAIMONDO LULLO

martire, III Ordine

 

PRIMA LETTURA

Moribondi, e invece viviamo.

 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 6, 4-10

 

Fratelli, in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 30 (31)

 

R. Nelle tue mani, Signore, affido la mia vita.

 

Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva. Perché mia rupe e mia fortezza tu sei, per il tuo nome guidami e conducimi. R.

 

Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. Esulterò e gioirò per la tua grazia, perché hai guardato alla mia miseria. R.

 

Liberami dalla mano dei miei nemici e dai miei persecutori:

sul tuo servo fa' splendere il tuo volto, salvami per la tua misericordia. R.

 

CANTO AL VANGELO Gv 12, 24

 

R. Alleluia, alleluia.

Se il chicco di grano caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 12, 24-26

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.

Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Parola del Signore.

 

4 luglio

SANTA ELISABETTA Dl PORTOGALLO

laica, III Ordine

Dal comune delle sante

 

 

8 luglio

Ss. ANTONINO FANTOSATI E COMPAGNI

martiri I e III Ordine

FESTA – (rosso)

 

Vestendo l'abito dei frati Minori e cambiando il nome in quello di Antonino, compì l'anno di noviziato presso il convento di Santa Maria della Spineta, frazione di Fratta Todina. Venne ordinato sacerdote a Carpineto Romano il 13 giugno 1865, avendo come padrino il conte Giovanni Battista Pecci, fratello del cardinale Gioacchino, ancora per alcuni anni arcivescovo in Perugia, prima di essere eletto papa col nome di Leone XIII. Il legame di padre Antonino Fantosati e la famiglia Pecci, compreso papa Leone XIII, rimase anche dopo la sua partenza come missionario in Cina. Dopo un colloquio con padre Bernardino da Portogruaro, ministro generale dei frati Minori, partì missionario per la Cina, una terra di una lunga tradizione di presenza francescana, come dimostra la consacrazione nel 1310 circa di Giovanni da Montecorvino come primo arcivescovo dell'attuale Pechino.

 

Giunto a Wuhan, capitale dell'Hupeh, vestì abiti cinesi come segno di cordialità verso le persone che avrebbe incontrato; anche il nome venne cambiato, secondo la lingua locale, in Fan-hoae-te. Nel 1878 fu nominato amministratore apostolico dell'Hupeh nord-occidentale. Chiamato dalla fiducia di Leone XIII a reggere il vicariato apostolico dell'Hunan meridionale, l'11 novembre 1892 fu consacrato vescovo e gli fu assegnata la sede titolare di Adraa. Dopo un viaggio di ritorno in Europa, durante il quale visitò diversi luoghi francescani, e tornato in Cina, la persecuzione caratterizzò i suoi ultimi anni.

Il 7 luglio 1900 venne ucciso durante una sommossa, il suo corpo fu bruciato e le ceneri disperse. Assieme ad Antonino vi erano altri frati, tra i quali padre Elia Facchini, che moriranno martiri e verranno beatificati il 29 novembre 1946 da papa Pio XII e canonizzati da papa Giovanni Paolo II il 2 ottobre 2000. Alcune reliquie - tra cui un frammento di osso donato dal beato padre Gabriele Allegra - sono conservate presso il Santuario della Porziuncola.  

 

 

 

 

Antifona d’ingresso

Esultano in cielo i santi martiri, che hanno seguito le orme di Cristo; per suo amore hanno versato il sangue, e si allietano per sempre con Cristo Signore.

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio, che vuoi la salvezza di tutti gli uomini e li chiami alla conoscenza della verità, per intercessione dei santi martiri Antonino vescovo e compagni, concedi che tutte le genti conoscano te solo vero Dio e Colui che hai mandato, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore. Egli è Dio...

 

PRIMA LETTURA

 

Dalla lettera agli Ebrei 10, 32-36 

 

Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni

nei quali, dopo essere stati illuminati, avete dovuto sopportare una grande e penosa lotta, ora esposti pubblicamente a insulti e tribolazioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di esser spogliati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e più duraturi. 
Non abbandonate dunque la vostra fiducia, alla quale è riservata una grande ricompensa. 
Avete solo bisogno di costanza, perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate raggiungere la promessa.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 30

 

R. Il Signore è vicino a chi in lui si rifugia.

 

Io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
nelle tue mani sono i miei giorni».
Liberami dalla mano dei miei nemici,
dalla stretta dei miei persecutori. 
R.

 

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia
davanti agli occhi di tutti. 
R.

 

Benedetto il Signore,
che ha fatto per me meraviglie di grazia
in una fortezza inaccessibile.
Io dicevo nel mio sgomento:
«Sono escluso dalla tua presenza».
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto. 
R.

 

Amate il Signore, voi tutti suoi santi;
il Signore protegge i suoi fedeli
e ripaga oltre misura l’orgoglioso.
Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore. 
R.

 

 

CANTO AL VANGELO 

R. Alleluia, alleluia.

Noi ti lodiamo, o Dio, e ti benediciamo;
ti dà testimonianza la schiera dei tuoi martiri.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Luca 12, 1-9 

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. 
Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.
Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.
A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. 
Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete Costui. 
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi?
Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. 
Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.
Non temete, voi valete più di molti passeri.
Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Accetta, o Signore, i doni del tuo popolo nel ricordo dei santi martiri Antonino e compagni e concedi che il tuo nome sia glorificato fra tutte le genti e in ogni luogo sia offerta la vittima pura. Per Cristo nostro Signore.

 

 

Prefazio dei Martiri

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

A imitazione del Cristo tuo Figlio i santi martiri Antonino e compagni hanno reso gloria al tuo nome e hanno testimoniato con il sangue i tuoi prodigi, o Padre, che riveli nei deboli la tua potenza e doni agli inermi la forza del martirio, per Cristo nostro Signore.

E noi con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria. Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione Mc 8,35

«Chi perderà la propria vita per me e per il Vangelo, la salverà», dice il Signore.

 

Dopo la comunione

Rinvigoriti dal sacramento dell'altare, ti supplichiamo, o Signore, che per virtù di questo mezzo di eterna salvezza si espanda sempre di più fra tutti i popoli la vera fede. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

9 luglio

Ss. NICOLA PICK,
WILLALDO e COMPAGNI

 

martiri I Ordine

 

MEMORIA – (rosso)

 

 

Nel giugno 1572 la città di Gorcum (in Olanda) fu conquistata da gruppi di estremisti calvinisti, i Gheusi, che riuscirono a vincere la resistenza opposta da una piccola guarnigione che difese i fedeli, il parroco e un gruppo di Frati Minori.

Durante le trattative per giungere alla resa i Gheusi si impegnarono a salvare la vita dei religiosi, ma dopo la resa la promessa non fu mantenuta e vennero catturati undici Frati Minori (oltre ai citati: Antonio da Hoornaert, Antonio da Weert, Cornelio da Wijk Bij Dunrstede, Francesco da Roye, Girolamo da Weert, Goffredo da Melveren, Nicasio da Heeze, Pietro da Assche, Teodorico van der Eel), tre sacerdoti secolari, un canonico regolare di Sant’Agostino e un padre domenicano accorso per amministrare i sacramenti ai prigionieri.

Rimasero incarcerati a Gorcum dal 26 giugno al 6 luglio, quando vennero trasportati seminudi a Dordrecht. Furono poi condotti a Brielle, dove subirono ancora lo scherno del popolo assieme ad altri tre sacerdoti.

 

Il capo dei Gheusi tentò invano la fede dei prigionieri con lunghe dispute e interrogatori, specialmente sul primato del papa e sulla presenza reale di Cristo nell’eucaristia. La loro abilità nel confutare le tesi dei Gheusi fu causa di nuovi tormenti e della impiccagione, avvenuta il 9 luglio 1572 contro le disposizioni emanate da Guglielmo d’Orange, che vietavano l’uccisione dei religiosi.

Il luogo del martirio, in Brielle, è da lungo tempo meta di pellegrinaggi e processioni. I diciannove martiri di Gorcum furono beatificati da Clemente X il 24 novembre 1675 e canonizzati da Pio IX il 29 giugno 1867.

 

 

 

Antifona d’ingresso Sal 33,20-21

Molte sono le prove dei giusti,
ma da tutte li salva il Signore;
egli custodisce tutte le loro ossa,
neppure uno sarà spezzato.

 

 

Colletta

O Dio, che hai premiato con la gloria eterna il martirio dei santi Nicola, Willaldo e loro compagni, donaci di imitarne l'invitta costanza nella fede per essere partecipi della loro sorte beata. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

PRIMA LETTURA

Prendete l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 6, 10-18

 

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace.

Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.

In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi.

Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE Salmo 125 (126)

 

R. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia

 

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion, ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia. R.

 

Allora si diceva tra le genti:

«Il Signore ha fatto grandi cose per loro». Grandi cose ha fatto il Signore per noi: eravamo pieni di gioia. R.

 

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,

come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. R.

 

Nell'andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni. R.

 

CANTO AL VANGELO

R. Alleluia, alleluia.

Questa è una vera fratellanza: vincendo le malvagità del mondo, ha seguìto Cristo e con lui esulta nei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Amate i vostri nemici.

 

Dal Vangelo secondo Luca 6, 22-23.27-28

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male».

Parola del Signore.

 

 

 

Sulle offerte

Signore, il sacrificio di riconciliazione che ti offriamo nel ricordo dei tuoi Martiri, ci ottenga la vittoria sul peccato, e renda preziosa ai tuoi occhi la nostra preghiera. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione 2Cor 4, 11

Siamo esposti alla morte a causa di Cristo Signore,
perché la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale.

 

Dopo la comunione

Nutrìti alla mensa del Corpo e Sangue del tuo Figlio, ti preghiamo, o Signore, di infiammarci dello stesso ardore di fede, con il quale i santi Nicola, Willaldo e compagni offrirono in olocausto la loro vita. Per Cristo nostro Signore …

 

 

 

10 luglio

SANTA VERONICA GIULIANI

vergine II Ordine

MEMORIA – (bianco)

 

Veronica, nata a Mercatello nelle Marche nel 1660, a diciassette anni entrò nel monastero delle Cappuccine di Città di Castello (Perugia).

Passò la sua vita nella preghiera e nella contemplazione, proponendosi di uniformarsi sempre più a Cristo Crocifisso.

Per il suo amore al mistero della Croce, ebbe il dono delle stimmate.

Raccontò le sue esperienze mistiche in un voluminoso "Diario", che scrisse per obbedienza al suo confessore.

Morì nel 1727, e fu canonizzata da Gregorio XVI.

 

 

Antifona d’ingresso Gal 6,14

Quanto a me, non ci sia altro vanto
che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo,
per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

 

 

Colletta

O Dio, che hai reso mirabile la vergine santa Veronica per i segni della Passione di tuo Figlio impressi nel suo corpo, concedi a noi di renderci sempre più conformi a Cristo crocifisso per godere un giorno della rivelazione della sua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

 

PRIMA LETTURA

Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 6, 14-16

 

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l'Israele di Dio.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 148

 

R. Con la mia vita, Signore, canto la tua lode.

 

Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell'alto dei cieli. Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, lodatelo, voi tutte, sue schiere. R.

 

I re della terra e i popoli tutti, i governanti e i giudici della terra, i giovani e le ragazze, i vecchi insieme ai bambini lodino il nome del Signore. R.

 

La sua maestà sovrasta la terra e i cieli.

Ha accresciuto la potenza del suo popolo. Egli è la lode per tutti i suoi fedeli, per i figli d'Israele, popolo a lui vicino. R.

 

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv 15, 4-5

 

R. Alleluia, alleluia.

Rimanete in me e io in voi, dice il Signore; chi rimane in me porta molto frutto.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 1-8

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Accetta, o Padre, i doni che ti presentiamo in onore di santa Veronica, e fa' che noi, meditando assiduamente i misteri della Passione di Cristo, ci conformiamo a lui Crocifisso. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

Antifona alla comunione Mt 16,24

«Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua», dice il Signore.

 

Dopo la comunione

Abbiamo partecipato, Signore, al sacramento eucaristico, memoriale della Passione del tuo Figlio: fa' che aderiamo pienamente a lui, e collaboriamo nella Chiesa alla redenzione del mondo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

 

12 luglio

SANTI GIOVANNI JONES e GIOVANNI WALL presbiteri e martiri, ofm

 

 

PRIMA LEITURA

Né morte né vita potrà mai separarci dall'amore di Dio

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8, 31-39

 

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio,

ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

hi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello.

Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 123 (124)

 

R. Il nostro aiuto è nel nome del Signore

 

Se il Signore non fosse stato per noi quando eravamo assaliti, allora ci avrebbero inghiottiti vivi, quando divampò contro di noi la loro collera. R.

 

Allora le acque ci avrebbero travolti, un torrente ci avrebbe sommersi; allora ci avrebbero sommersi acque impetuose. R.

 

Sia benedetto il Signore, che non ci ha consegnati in preda ai loro denti. R.

 

Il laccio si è spezzato e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore: egli ha fatto cielo e terra. R.

 

CANTO AL VANGELO Gv 17, 19

 

R. Alleluia, alleluia.

Per loro io consacro me stesso, dice il Signore, perché siano anch'essi consacrati nella verità.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 17, 11b-19

 

In quel tempo, alzati gli occhi al cielo, Gesù pregò: «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.

Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura.

Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità.

Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».

Parola del Signore.

 

 

14 luglio

SAN FRANCESCO SOLANO

presbitero, ofm

 

 

PRIMA LETTURA

Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 10, 10-18

 

Fratelli, con il cuore si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci?

E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!

Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?

Dunque, la fede viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo. Ora io dico: forse non hanno udito? Tutt'altro: Per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino agli estremi confini del mondo le loro parole.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 111 (112)

 

R. Beato l'uomo che teme il Signore.

 

Beato l'uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R.

 

Prosperità e ricchezza nella sua casa, la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti: misericordioso, pietoso e giusto. R.

 

Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno. R.

 

Eterno sarà il ricordo del giusto.

Cattive notizie non avrà da temere, saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R.

 

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt 10, 32

 

R. Alleluia, alleluia.

Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, dice il Signore, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

 

Dal Vangelo secondo Luca 10, 1-9

 

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!" Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».

Parola del Signore.

 


 

15 luglio

SAN BONAVENTURA

vescovo e dottore I Ordine

FESTA – (bianco)

 

Giovanni Fidanza era nato a Bagnoregio (Viterbo) nel 1218. Bambino fu guarito da san Francesco, che avrebbe esclamato: «Oh bona Ventura»: gli rimase per nome, ed egli fu davvero una «buona Ventura» per la Chiesa. Volle farsi francescano, studiò filosofia e teologia a Parigi e vi fu a lungo professore. Eletto superiore generale del suo ordine, l’organizzò e diresse saggiamente, tanto da esserne chiamato: «secondo fondatore e padre»; infatti, Francesco non aveva lasciato alcuna precisa costituzione. Per averlo vicino a Roma, il Papa lo nominò vescovo di Albano e cardinale, incaricandolo di preparare il Concilio Ecumenico di Lione II per l’unione dei cristiani Latini e Greci. La sua teologia, agostiniana di mente e di spirito, e fortemente cristocentrica, lo rendeva capace di capire profondamente la teologia orientale. Aperto il Concilio il 7 maggio 1274, si giunse il 28 giugno a un accordo per l’unione (purtroppo rotto in seguito); ma il 15 luglio Bonaventura moriva, assistito dal papa Gregorio X. Pochi mesi prima era morto san Tommaso d’Aquino, di cui era amicissimo.

Bonaventura era uomo di azione e di governo, pratico e speculativo, ricco di equilibrato sentimento e simpaticamente «umano». Vedeva un fondamentale accordo fra le arti, le scienze, la filosofia, la teologia, la storia. Raramente scienza e fede s’erano viste tanto armonizzate in un uomo, e soprattutto così animate dall’amore; era un grande contemplativo, un mistico. Per questo è stato onorato del titolo di «Dottore serafico».

 

Antifona d’ingresso

II Signore gli ha aperto la bocca
in mezzo alla sua chiesa: lo ha ricolmato
dello spirito di sapienza e d'intelletto;
lo ha rivestito di un manto di gloria.

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio onnipotente, guarda a noi tuoi fedeli riuniti nel ricordo della nascita al cielo del vescovo san Bonaventura, e fa' che siamo illuminati dalla sua sapienza e stimolati dal suo serafico ardore. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

PRIMA LETTURA

 

Dal libro della Sapienza 8, 2-7.16-18

 

Ho amato e corteggiato la sapienza

fin dalla mia giovinezza;

ho bramato di farla mia sposa,

mi sono innamorato della sua bellezza.

Ella manifesta la sua nobile origine

vivendo in comunione con Dio,

poiché il Signore dell'universo l'ha amata;

infatti è iniziata alla scienza di Dio

e discerne le sue opere.

Se la ricchezza è un bene desiderabile in vita,

che cosa c'è di più ricco della sapienza, che opera tutto?

Se è la prudenza ad agire,

chi più di lei è artefice di quanto esiste?

Se uno ama la giustizia,

le virtù sono il frutto delle sue fatiche.

Ella infatti insegna la temperanza e la prudenza,

la giustizia e la fortezza,

delle quali nulla è più utile agli uomini durante la vita.

Ritornato a casa, riposerò vicino a lei,

perché la sua compagnia non dà amarezza,

né dolore il vivere con lei,

ma contentezza e gioia.

Riflettendo su queste cose dentro di me

e pensando in cuor mio

che nella parentela con la sapienza c'è l'immortalità

e grande godimento vi è nella sua amicizia

e nel lavoro delle sue mani sta una ricchezza inesauribile

e nell'assidua compagnia di lei c'è la prudenza

e fama nel conversare con lei,

andavo cercando il modo di prenderla con me.

 

Parola di Dio.

 

oppure

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1Cor 2, 6-13

 

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma

di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori

di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece

della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e

che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno

dei dominatori di questo mondo l'ha conosciuta; se l'avessero

conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma,

come sta scritto: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio

udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per

coloro che lo amano.

Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti

conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti

conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che

è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti

se non lo Spirito di Dio.

Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito

di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose

noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana,

bensì insegnate dallo Spirito,

esprimendo cose spirituali in termini spirituali.

 

Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 15

 

R. Il mio cuore gioisce nel Signore.

 

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi:

la mia eredità è stupenda.  R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte il mio animo mi istruisce.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,

sta alla mia destra, non potrò vacillare.  R.

 

Per questo gioisce il mio cuore,

ed esulta la mia anima.

Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena nella tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra.  R.

 

 

 

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.

Alleluia.

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Matteo 5, 13-19

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta

una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia

avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

 

Parola del Signore.

 

 Sulle offerte

Accogli, o Padre, questo sacrificio che ti offriamo nel ricordo di san Bonaventura e donaci di esprimere nelle opere la passione del tuo Figlio, che celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

 

Prefazio dei pastori

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori.

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, lodarti e ringraziarti sempre, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

Tu doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare la festa di san Bonaventura. Con i suoi esempi la rafforzi, con i suoi insegnamenti l'ammaestri, con la sua intercessione la proteggi.

Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime, cantiamo l'inno della tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione

Ho scelto la via della giustizia, corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore.

 

Dopo la comunione

I celesti misteri, ai quali abbiamo partecipato, infondano in noi, Signore, lo spirito del tuo amore, perché, sull'esempio di san Bonaventura, amandoti in tutte le cose e sopra ogni cosa, meritiamo di giungere alla celeste beatitudine. Per Cristo nostro Signore.


21 luglio

SAN LORENZO DA BRINDISI

sacerdote I Ordine e dottore

MEMORIA – (bianco)

 

Lorenzo Russo, nato a Brindisi da illustri genitori, si fece Cappuccino nella Provincia Veneta.

Di intelligenza pronta e brillante e di una memoria prodigiosa, apprese in breve tutte le lingue di allora, nonché il greco e l'ebraico. Dotato di temperamento energico ed impulsivo, di abilità oratoria e forza persuasiva, portò alla fede anche i protestanti e conquistò gli ebrei. Durante la battaglia di Alba Reale in Ungheria (1601), entrò animosamente nella mischia, trascinando i soldati cristiani alla vittoria.

Nonostante i delicati incarichi affidatigli dai Pontefici e gli uffici esercitati nell'Ordine, di cui fu anche Ministro Generale, fu uno dei più fecondi scrittori della Chiesa.

Morì a Lisbona, in missione di pace, il 22 luglio 1619, giorno in cui compiva i sessant'anni.

Nel 1881 fu proclamato santo e nel 1959 fu dichiarato Dottore della Chiesa.

 

 

 

Antifona d’ingresso

Celebriamo la divina liturgia
nel ricordo di san Lorenzo da Brindisi,
che è stato vicino al popolo di Dio,
mediatore di pace e predicatore insigne.

 

 

Colletta

O Dio, che a gloria del tuo nome e a servizio dei fratelli hai dato al sacerdote san Lorenzo da Brindisi il tuo Spirito di consiglio e di fortezza, dona anche a noi la luce per conoscere la nostra missione e la forza per attuarla. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

PRIMA LETTURA

Il Signore ha affidato a noi il ministero della riconciliazione.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 5, 14-21

 

L'amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro.

Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.

Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.

In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal salmo 66 (67)

 

R. Ti lodino, Signore, tutti i popoli.

 

Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto; perché si conosca sulla terra la tua via, la tua salvezza fra tutte le genti. R.

 

Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra. R.

 

Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. Ci benedica Dio e lo temano tutti i confini della terra. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt 28, 19-20

R. Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Li mandò ad annunciare il regno di Dio.

 

Dal Vangelo secondo Luca 9, 1-6

 

In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni. Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Ti siano gradite, Signor, le offerte che presentiamo nella memoria di san Lorenzo: concedi al tuo popolo, per sua intercessione, i doni dell'unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.

 

 

Antifona alla comunione Mc 1,5

Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo.

 

Dopo la comunione

Ti preghiamo, o Signore, di ammetterci al godimento eterno della tua divinità, che san Lorenzo pregustava nel mistero eucaristico. Per Cristo nostro Signore.

 

 

23 luglio

SANTA KINGA

religiosa, Il Ordine

 

PRIMA LETTURA

Prendete l'armatura di Dio.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 6, 10-13.18

 

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il san gue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 1

 

R. Beato chi cammina nelle vie del Signore.

 

Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte. R.

 

È come albero piantato lungo corsi d'acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene. R.

 

Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde; poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina. R.

 

CANTO AL VANGELO

R. Alleluia, alleluia.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 1-12

 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

 

 

 

24 luglio

BEATA LUDOVICA Dl SAVOIA

religiosa, II Ordine

 

PRIMA LETTURA

La donna che teme Dio è da lodare.

 

Dal libro dei Proverbi 31, 10-13.19-20.30-31

 

Una donna forte chi potrà trovarla?

Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Stende la sua mano alla conocchia e le sue dita tengono il fuso. Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero.

Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 130 (131)

 

R. Beati i miti e umili di cuore.

 

Signore, non si esalta il mio cuore né i miei occhi guardano in alto; non vado cercando cose grandi né meraviglie più alte di me. R.

 

Io invece resto quieto e sereno:

come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è in me l'anima mia. Israele attenda il Signore, da ora e per sempre. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt 19, 29

 

 

R. Alleluia, alleluia.

Voi che avete lasciato tutto per il vangelo, riceverete cento volte tanto, dice il Signore, e avrete in eredità la vita eterna.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Dal Vangelo secondo Matteo 13, 44-46

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra». Parola del Signore.

 

 

24 luglio

BEATO ANTONIO LUCCI

vescovo, ofmconv

Dal Comune dei pastori

 

 

27 luglio

BEATA MARIA MADDALENA MARTINENGO

vergine, II Ordine

 

PRIMA LETTURA

Ti farò mia sposa per sempre.

 

Dal libro del profeta Osea 2, 1611171221-22

 

Così dice il Signore:

«Ecco, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore». Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 44 (45)

 

R. Ecco lo sposo, andate incontro a Cristo Signore.

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio:

dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; il re è invaghito della tua bellezza.

È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

 

Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d'oro è il suo vestito.

È condotta al re in broccati preziosi; dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate. R.

 

Condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai prìncipi di tutta la terra. R.

 

CANTO AL VANGELO

R. Alleluia, alleluia.


Questa è la vergine saggia che il Signore ha trovato vigilante; all'arrivo dello Sposo è entrata con lui alle nozze.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

 

Dal Vangelo secondo Matteo 25, 1-13

 

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".

Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

Parola del Signore.

 

 

28 luglio

BEATA MARIA TERESA KOWALSKA

vergine e martire, II Ordine

Dal Comune dei martiri o delle vergini

 

 

28 luglio

BEATA MATTIA DE' NAZZAREI

vergine, II Ordine

 

PRIMA LETTURA

La vergine si preoccupa delle cose del Signore.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 7, 25-35

 

Fratelli, riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. Penso dunque che sia bene per l'uomo, a causa delle presenti difficoltà, rimanere così com'è.

Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla. Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella loro vita, e io vorrei risparmiarvele.

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

Io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!

Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.

Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 44 (45)

 

R. In te, Signore, ho posto la mia gioia.

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio:

dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; il re è invaghito della tua bellezza.

È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

 

Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d'oro è il suo vestito.

È condotta al re in broccati preziosi; dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate. R.

 

Condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai prìncipi di tutta la terra. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. 11, 28

 

R. Alleluia, alleluia.

Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono con amore.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Marta lo ospitò, Maria ha scelto la parte migliore.

 

Dal Vangelo secondo Luca 10, 38-42

 

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.

Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».

Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore.

 

 

30 luglio

BEATO FRANCESCO SOLANO CASEY

presbitero, ofmcap

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

 

AGOSTO

 

 

2 agosto


SANTA MARIA DEGLI ANGELI

ALLA PORZIUNCOLA

 

FESTA PER LA FAMIGLIA FRANCESCANA (bianco)

 

Il serafico Padre Francesco, per il suo singolare amore verso la beatissima Vergine, ebbe sempre particolare cura della chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli, detta anche Porziuncola, che restaurò con le sue mani, Qui egli prese stabile dimora con i suoi frati dopo il ritorno da Roma; qui radunava a capitolo i suoi frati inviandoli poi per il mondo come missionari di pace; qui, nel 1211, diede origine con santa Chiara al Secondo Ordine francescano; qui concluse il corso della sua vita terrena. Alla stessa cappella, secondo la tradizione, il Santo fondatore ottenne la storica indulgenza plenaria detta "Perdono di Assisi", che i sommi pontefici confermarono successivamente ed estesero a numerose altre chiese. La Porziuncola è stato il luogo più amato da san Francesco, che ripeteva morente: «Questo luogo è veramente santo e abitazione di Dio. Chi pregherà con fede qui, otterrà quanto avrà chiesto».

 

 

 

Antifona d’ingresso

Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra: egli ha tanto esaltato il tuo nome, che sulla bocca di tutti sarà sempre la tua lode. Cf. Gdt 13, I8

 

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

Guarda, Signore, il tuo popolo riunito nel ricordo della beata Vergine Maria, Regina degli Angeli, e fa’ che, per sua intercessione, possa partecipare alla pienezza della tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

PRIMA LETTURA

 

Dal Libro del Siràcide 24,1-2.16-21

 

La sapienza fa il proprio elogio,

in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.

Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca,

dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria:

«Come un terebinto io ho esteso i miei rami

e i miei rami sono piacevoli e belli.

Io come vite ho prodotto splendidi germogli

e i miei fiori danno frutti di gloria e ricchezza.

Io sono la madre del bell'amore e del timore,

della conoscenza e della santa speranza;

eterna, sono donata a tutti i miei figli,

a coloro che sono scelti da lui.

Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate,

e saziatevi dei miei frutti,

perché il ricordo di me è più dolce del miele,

il possedermi vale più del favo di miele.

Quanti si nutrono di me avranno ancora fame

e quanti bevono di me avranno ancora sete».

 

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE da Lc 1,46-55

 

R. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente.

 

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.  
R.

 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.  
R.

 

Ha spiegato la potenza dei suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri dei loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.  
R.

 

Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre ».  
R.

 

SECONDA LETTURA (dove si celebra col grado di solennità)

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 4, 3-7

 

Fratelli, noi, quando eravamo fanciulli, eravamo schiavi degli elementi del mondo. Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: «Abbà! Padre!». Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

 

Parola di Dio.

 

 

CANTO AL VANGELO Cf. Lc 1, 28.42

Alleluia, alleluia.

Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne.

Alleluia.

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Luca 1, 26-33

 

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città

della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa

di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine

si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di

grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso

avesse un saluto come questo.

L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia

presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo

chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo;

il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà

per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

 

Parola del Signore. 

 

 

Si dice il Credo in caso si celebri come solennità.

 

Sulle offerte

Ti offriamo con gioia, o Signore, il pane e il vino per il sacrificio di lode nella festa della Madre del tuo Figlio; in cambio della nostra umile offerta, donaci una conoscenza sempre più viva del mistero della redenzione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Prefazio della Beata Vergine Maria II

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.


È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo, nella solennità della beata sempre Vergine Maria. Per opera dello Spirito Santo, ha concepito il tuo unico Figlio; e sempre intatta nella sua gloria verginale, ha irradiato sul mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore.

Per mezzo di lui si allietano gli angeli e nell'eternità adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell'inno della lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione Cfr Lc 1, 48

Tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché Dio ha guardato all'umiltà della sua serva.

 

Dopo la comunione

Ci giovi, o Signore, il convito a cui abbiamo preso parte, in questa celebrazione della Vergine Maria; ci faccia sperimentare più abbondante la misericordia del tuo Figlio, e ci ottenga di amare per sempre Lui, che è Dio, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

7 agosto

BEATI AGATANGELO e CASSIANO

presbiteri e martiri, ofmcap

 

 

Agatangelo Noury nacque a Vendôme, in Francia, il 31 luglio 1598; entrò nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e si dedicò all'attività missionaria dal 1629 alla sua morte. Nel 1633 gli venne affidata la missione in Egitto, al Cairo, dove si prodigò per l'unione dei Copti, poi fu superiore della nuova missione di Etiopia, dove Io raggiunse come collaboratore Cassiano Lopez-Nieto. Questi, nato a Nantes il 14 gennaio 1607, aveva emesso i voti nell'Ordine dei Cappuccini nel 1623. Ambedue, dopo pochi mesi. furono fatti prigionieri dagli abissini e coronarono il loro apostolato con il martirio, che avvenne il 7 agosto 1638 a Gondar. Furono proclamati beati da Pio X il 1 0 gennaio 1905.

 

 

ANT. D'INGRESSO    

Molti sono i mali del giusto, ma da tutti Io libera il Signore. Custodisce tutte le sue ossa: neppure uno sarà spezzato. Sal 33, 20-21

 

 

COLLETTA

O Dio, che ai beati Agatangelo e Cassiano hai dato la forza di affermare con il martirio la fede nella tua parola, per la loro intercessione fa' che tutte le genti ti servano nell'unità di una sola fede.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PRIMA LETTURA

Non abbandonate la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa.

 

Dalla lettera agli Ebrei 10, 32-38

Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni: dopo aver ricevuto la luce di Cristo, avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa, ora esposti pubblicamente a insulti e persecuzioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di essere derubati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e duraturi. Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete solo bisogno di perseveranza, perché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso. Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Salmo 132 (133)

 

R. Chi ama il fratello dimora nella luce.

 

Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme! R.

 

È come olio prezioso versato sul capo, che scende sulla barba, la barba di Aronne, che scende sull'orlo della sua veste. R.

 

È come la rugiada dell'Ermon, che scende sui monti di Sion.

Perché là il Signore manda la benedizione, la vita per sempre. R.

 

 

CANTO AL VANGELO

 

R. Alleluia, alleluia.

Questa è una vera fratellanza: vincendo le malvagità del mondo, ha seguito Cristo e con lui esulta nei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

La vita eterna è conoscere Dio e Gesù Cristo.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 17, 1-6.20.22

 

In quel tempo, alzàti gli occhi al cielo, Gesù disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola.

Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa».

Parola del Signore.

 

 

SULLE OFFERTE

Accogli, o Signore, i doni del tuo popolo nel ricordo dei beati martiri Agatangelo e Cassiano e concedi che il tuo nome sia glorificato fra tutte le genti e in ogni luogo sia offerta la vittima pura. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALIA COMUNIONE

La gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Gv 17, 22

 

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che nella memoria dei beati martiri Agatangelo e Cassiano ci hai nutrito con l'unico pane della vita eterna, confermaci nel tuo amore, perché possiamo camminare verso di te in una vita nuova.

Per Cristo nostro Signore. Amen.


8 agosto

SANTO PADRE DOMENICO

sacerdote e fondatore dell’Ordine dei Predicatori

 

FESTA – (bianco)

 

 

Nacque nel 1170 a Caleruega, vicino a Burgos (Spagna). A Pallenza si dedicò allo studio della teologia e venne fatto canonico della chiesa di Osma. Sentendosi chiamato all’evangelizzazione, si recò nella Francia meridionale, dove si adoperò con grande frutto a combattere l’eresia degli albigesi per mezzo della predicazione e con l’esempio di una vita santa. Per rendere più efficace la sua opera, raccolse intorno a sé alcuni compagni e fondò l’Ordine dei Predicatori. Insigne per purezza di vita e devozione alla Vergine Maria, fu iniziatore della preghiera del rosario. Venuto in Italia, si incontrò con san Francesco, al quale fu unito da profonda amicizia. Morì a Bologna il 6 agosto 1221 e fu iscritto nell’albo dei santi da Gregorio IX il 3 luglio 1234.

 

 

Antifona d’ingresso

Il Signore lo innalzerà sopra i suoi compagni
e gli farà aprire bocca in mezzo all’assemblea.
Troverà gioia e una corona di esultanza
e un nome eterno egli erediterà.
Sir 15,5

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

Guida e proteggi, Signore, la tua Chiesa per i meriti e gli insegnamenti di san Domenico: egli, che fu insigne predicatore della tua verità, interceda come nostro patrono davanti a te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PRIMA LETTURA

 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo 4, 1-5

 

Carissimo, ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. 

Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. 

Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.

 

Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 36

 

R. Risplende nei giusti la sapienza del Signore.

 

Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore.  
R.

 

Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno.  
R.

 

La bocca del giusto medita la sapienza
e la sua lingua esprime il diritto;
la legge del suo Dio è nel suo cuore:
i suoi passi non vacilleranno.  
R.

 

 

 

CANTO AL VANGELO cf. Os 14,6

R. Alleluia, alleluia.

Il giusto fiorirà per sempre come un giglio al cospetto del Signore.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

 

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 13-16

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

 

Parola del Signore.

 

 

 

 

Sulle offerte

Accogli con bontà, o Signore, per l’intercessione di san Domenico, le preghiere e le offerte che ti presentiamo e con la forza di questo sacrificio conferma e sostieni i predicatori del Vangelo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

Prefazio

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. 

 

Nella tua provvidenza inviasti all’umanità assetata san Domenico, araldo della tua verità attinta alle sorgenti del Salvatore. Sempre sorretto dalla Madre del tuo

 

Figlio e arso di zelo per la salvezza delle anime, assunse per sé e per i suoi discepoli raccolti nello Spirito Santo, l’ufficio del Verbo, portando a Cristo con la dottrina e con l’esempio innumerevoli fratelli.

 

Intento sempre a parlare con te e di te, crebbe nella sapienza e facendo scaturire l’azione dalla pienezza della contemplazione, si dedicò totalmente all’edificazione della Chiesa.

 

Per questo, uniti agli angeli e agli arcangeli e a tutti i santi del cielo, cantiamo senza fine l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

oppure

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro.

 

Tu, a ornamento e difesa della tua santa Chiesa, hai voluto rinnovare la vita del servizio apostolico per mezzo di san Domenico. Imitando Cristo povero, attraverso la sua predicazione, ha ricondotto la mente degli erranti alla verità del Vangelo e ha guadagnato a Cristo innumerevoli anime. Guidato dalla tua saggezza ha radunato attorno a sé i predicatori della fede perché rafforzati con la luce della tua sapienza possano servire costantemente all’opera dell’evangelizzazione.

 

Per questo, uniti agli angeli e agli arcangeli e a tutti i santi del cielo, cantiamo senza fine l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione 

Questo è l’amministratore fidato e prudente che il Signore metterà a capo della sua servitù, per dare la razione di cibo a tempo debito. Cf Lc 12,42

 

Dopo la comunione

O Dio, che ci hai nutriti del pane di vita eterna, nel ricordo glorioso di san Domenico, fa’ che la tua Chiesa, illuminata dalla sua predicazione e sostenuta dalle sue preghiere, raggiunga la piena comunione con te. Per Cristo nostro Signore. Amen.


 

11 agosto

SANTA CHIARA

 

vergine, confondatrice II Ordine

 

SOLENNITÀ PER LE CLARISSE – (bianco)

 

FESTA NELLA FAMIGLIA FRANCESCANA

 

Si propongono tre letture per i luoghi dove la ricorrenza viene celebrata come solennità; altrove si sceglie come prima lettura una delle due che precedono il vangelo; il salmo responsoriale rimane invariato.

 

Letture alternative dal Lezionario CEI per le celebrazioni dei Santi: Fil 3, 8-14; sai 15 (16); Mt 19, 27-29 (pp. 407-409).

 

 

Chiara di Favarone di Offreduccio, appartenente alla nobiltà di provincia, nasce in Assisi nel 1193 (0 1194). Educata dalla madre Ortolana in un'intensa vita cristiana, dalla famiglia viene destinata al matrimonio, che rifiuta decisamente volendo consacrarsi a Dio. I primi passi del convertito Francesco le fanno intuire una chiamata simile alla sua e nel dialogo con lui matura la scelta evangelica. Fuggita nella notte dopo la domenica delle Palme del 1211 (0 1212), alla Porziuncola, compiuto il taglio dei capelli, è rivestita da Francesco dell'abito della penitenza. Dopo un breve periodo presso le Benedettine, dove supera l'opposizione dei parenti, inizia in San Damiano una sororità di donne. Con lei ci sono la sorella Agnese e l'amica Pacifica di Guelfuecio. In una vita povera, totalmente affidata alla provvidenza del Padre celeste, ritmata dalla liturgia delle Ore, da lunghe ore di preghiera solitaria e dal lavoro assiduo, Chiara guida le sorelle, presto cresciute di numero, con l'esempio e la materna sollecitudine. La grande compassione per le inferme e per i maIati che bussano alla porta, unita a profonda fede, la spinge a ottenere la guarigione da Colui che tutto può, mediante il segno della croce tracciato sulla parte malata. Mentre attinge alla Sapienza crocifissa le linee del cammino, che la lunga malattia non impedisce, lotta per ottenere l'approvazione dCl suo carisma. Scrive la sua Forma di vita, che è la prima regola per donne scritta da una donna, e ottiene la bolla papale due giorni prima della morte, avvenuta l'Il agosto 1253. Di lei restano anche quattro lettere ad Agnese di Praga, una Benedizione e il Testamento, che consentono di scoprire le linee specifiche del suo carisma dentro la spiritualità di san Francesco. Venne canonizzata da Alessandro IV il 15 agosto 1255 nella cattedrale di Anagni. II suo corpo riposa nella basilica a lei dedicata in Assisi.

 

 

Antifona d’ingresso

Oggi è sorta una stella:
oggi santa Chiara, poverella di Cristo,
è volata alla gloria dei cielo.

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

Dio misericordioso, che hai ispirato a santa Chiara un ardente amore per la povertà evangelica, per sua intercessione concedi anche a noi di seguire Cristo povero e umile, per godere della tua visione nella perfetta letizia del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

PRIMA LETTURA

 

Dal libro del profeta Osea 2,15-17b.21-22

 

Così dice il Signore: «Ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benevolenza ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 44

 

R. Ecco lo sposo: andate incontro a Cristo Signore!

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:

dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;

il re è invaghito della tua bellezza.

È lui il tuo signore: rendigli omaggio.  R.

 

La figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
È condotta al re in broccati preziosi.  
R.

 

Dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate;
condotte in gioia ed esultanza
sono presentate nel palazzo del re.  
R.

 

 

SECONDA LETTURA

Dove si celebra come solennità.

 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 4,6-10.16-17

 

Fratelli, Dio rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.
Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.
Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria.

Parola di Dio.

 

 

 

CANTO AL VANGELO

 

R. Alleluia, alleluia.

Vieni, Sposa di Cristo, ricevi la corona che il Signore ti ha preparato per la vita eterna.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Giovanni 15,4-10

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me.

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore».

Parola del Signore.

 

 

Si dice il Credo dove si celebra come solennità.

 

Sulle offerte

Accetta, Signore, l’umile servizio che ti offriamo riuniti nel ricordo di santa Chiara vergine, e per il santo sacrificio del Cristo tuo Figlio trasformaci in ardenti apostoli del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Prefazio proprio

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Tu hai ispirato a santa Chiara di seguire fedelmente, sull’esempio di san Francesco, le orme del tuo Figlio, sposandola a lui misticamente con vincolo di perenne fedeltà e amore: e avendola innalzata, per la via della più eroica povertà, alle altezze della seràfica perfezione, l’hai costituita Madre e Maestra di una moltitudine di vergini.

Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli Angeli e ai Santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione

«Chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e noi verremo a lui e presso di lui prenderemo dimora». Cfr Gv 14,21.23

 

Dopo la comunione

O Dio, che ci hai saziato con il pane della vita, fa' che, sull’esempio di santa Chiara, portiamo nel nostro corpo mortale la passione di Cristo Gesù per aderire a te, unico e sommo bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

13 agosto

BEATO MARCO D'AVIANO

presbitero, ofmcap

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

Marco nacque ad Aviano (Pordenone) il 17 novembre 1631. A diciassette anni entrò nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e a ventiquattro anni fu ordinato presbitero. Dopo diciassette anni di vita trascorsa interamente nella preghiera, nell'umiltà, nel nascondimento, venne chiamato dall'obbedienza alla predicazione. Percorse le strade dell'Europa ascoltato da grandi folle di fedeli nelle chiese e nelle piazze dove passò incrementando la fede, la pratica della vita cristiana, il pentimento dei peccati, la conversione. Per la santità di vita e per la sua autorevolezza venne nominato dal papa, il beato Innocenzo XI, missionario apostolico e legato pontificio. Ebbe accesso alle corti dei regnanti del tempo, favorendo sempre l'unione e la concordia in quel tormentato periodo. Ebbe particolare amicizia con l'imperatore Leopoldo I e la famiglia imperiale a Vienna. Consumato infine dai numerosi viaggi e dalle fatiche dell'apostolato, mori a Vienna il 13 agosto 1699, stringendo il crocifisso tra le mani e munito della benedizione apostolica. Giovanni Paolo Il lo proclamò beato il 27 aprile 2003.

 

 

ANT. D’INGRESSO

In mezzo alle genti narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie. Grande è il Signore e degno di ogni lode. Sal 95, 3-4

 

 

COLLETTA

O Dio, Padre di misericordia, che hai fatto del beato Marco d'Aviano, presbitero, uno zelante apostolo della conversione e della comunione, concedi a noi, per sua intercessione e sul suo esempio di essere efficaci costruttori della pace, che il Cristo ci ha lasciato come suo dono. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Santifica, Signore, con la tua benedizione i doni che ti offriamo nel ricordo del beato Marco e trasformali per noi in sacramento di salvezza, perché, accostandoci al tuo altare, siamo liberati da ogni colpa e possiamo partecipare al banchetto della vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Il Signore inviò i suoi discepoli ad annunciare in ogni luogo: «E vicino a voi il regno di Dio». Cf. Lc 10,

 

 

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, nostro Padre, confermaci nella fede per la potenza misteriosa di questi sacramenti, perché possiamo sempre testimoniare la verità evangelica per la quale il beato Marco d'Aviano lavorò instancabile fino alla morte. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 


 

14 agosto

SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE

sacerdote e martire I Ordine

 

memoria – (rosso)

 

Raimondo nacque a Zdunska Wola in Polonia l'8 gennaio 1894 ed entrò ancor giovane tra i Frati Minori Conventuali. Fu mandato a compiere gli studi filosofici e teologici a Roma, dove, non ancora presbitero, fondò la "Milizia dell'immacolata". Dopo l'ordinazione sacerdotale, ritornò in Polonia e iniziò con grande zelo il suo ministero. La sua vita è contraddistinta da un ardente amore all'immacolata e da un intenso apostolato mariano. Fondò, nel distretto di Varsavia, la Città dell'ImmacoIata (Niepokalanòw), centro di vita spirituale e di attività editoriale. Partito missionario per il Giappone, si prodigò a propagare la fede cristiana con la parola e la stampa. Rientrato in Polonia e nominato superiore di Niepokalanòw, continuò la sua attività apostolica e mariana. Durante il secondo conflitto mondiale fu imprigionato e portato nel campo di concentramento di Auschwitz, dove, dopo aver eroicamente sopportato disumane privazioni, con un atto supremo di amore diede la sua vita in cambio di quella di un compagno di prigionia e morì nel bunker della fame il 14 agosto 1941. Fu beatificato da Paolo VI il 17 ottobre 1971. Giovanni Paolo Il, che lo dichiarò santo e martire il 10 ottobre 1982, lo ha chiamato «patrono del nostro difficile secolo». 

 

Antifona d’ingresso

«Venite, o benedetti dal Padre mio», dice il Signore, «ero malato e mi avete visitato. In verità vi dico: ogni volta che voi avete fatto queste cose a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me». Mt 25, 34.36.40

 

 

Colletta

O Dio, che hai dato alla Chiesa e al mondo san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire, ardente di amore per la Vergine Immacolata, interamente dedito alla missione apostolica e al servizio eroico del prossimo, per sua intercessione concedi a noi, a gloria del tuo nome, di impegnarci senza riserve al bene dell'umanità per imitare, in vita e in morte, il Cristo tuo Figlio. Egli è Dio ...

 

PRIMA LETTURA

 

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 3,13-18

 

Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna.
Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 15

 

R. Preziosa agli occhi dei Signore è la morte dei suoi fedeli.

 

Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Ho detto con sgomento:
«Ogni uomo è inganno».  
R.

 

Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome dei Signore.  
R.

 

Sì, io sono il tuo servo, Signore,
io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene.
A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome dei Signore.  
R.

 

CANTO AL VANGELO Gv 12,25

 

R. Alleluia, alleluia.

«Chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna».

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Giovanni 15,12-17

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre, l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Accogli, Signore, i doni e le preghiere che ti presentiamo nel ricordo di san Massimiliano Maria, e fa' che impariamo ad offrirti come lui il sacrificio della nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Prefazio dei martiri

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

É veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

A imitazione del Cristo tuo Figlio il santo martire Massimiliano Maria ha reso gloria al tuo nome e ha testimoniato con il sangue i tuoi prodigi, o Padre, che riveli nei deboli la tua potenza e doni agli inermi la forza del martirio, per Cristo Signore nostro.

E noi con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione Gv 15,13

«Nessuno ha un amore più grande di questo:
dar la vita per i propri amici », dice il Signore.

 

Dopo la comunione

O Dio, premio e gloria dei martiri, che ci hai nutriti del corpo e sangue del tuo Figlio, suscita anche in noi da questo sacro convito il fuoco della carità, che infiammò san Massimiliano Maria e lo spinse a donare la vita per i fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

18 agosto

BEATI LUIGI ADAM e NICOLA SAVOURET presbiteri e martiri, ofmconv

 

Dal Comune dei pastori o dei martiri

 

Il 10 ottobre 1995, a Roma, nella piazza antistante alla Basilica di San Pietro, Giovanni Paolo Il ha elevato all'onore degli altari 64 martiri della rivoluzione francese (1789-1799), 45 della guerra civile spagnola (1936-1939) e un religioso delle Scuole Cristiane. Tra i 64 martiri vandeani, uccisi in odio alla fede. ci sono due presbiteri francescani dei Minori Conventuali: il padre Luigi-Armando Adam e il padre Nicola Savouret. Deportati in un carcere presso il golfo di Rochefort-sur-Mer, per molti mesi furono sottoposti ad atroci tormenti. Ammassati poi nelle stive di alcune vecchie navi, furono barbaramente soppressi con l'affondamento delle navi stesse. Luigi-Armando, nato a Rouen il 19 novembre 1 741, subi  il martirio il 13 luglio 1794; Nicola Savouret, nato a Jouvelle, un paesello dell'Alta Saona, nel febbraio 1733, fu martirizzato il 16 luglio 1794. Ricordando tutti questi martiri, il papa ha detto: «Il nostro pensiero va ai 64 presbiteri francesi uccisi con altre centinaia di vittime sui "pontoni di Rochefort". Seguendo l'esortazione di san Paolo a Timoteo, essi "hanno combattuto la buona battaglia della fede" (1 Tm 6, 12). Hanno pure conosciuto un lungo calvario di sofferenze, per essere rimasti fedeli alla loro fede e alla Chiesa. Se sono morti, è stato perché fino in fondo hanno affermato la loro stretta comunione con il papa Pio VI. In preda ai tormenti, mai hanno avuto un pensiero di odio per i loro persecutori. Ora sono sotto i nostri occhi come un segno vivente della potenza di Cristo che si manifesta nella umana fragilità».

 

 

ANT. D'INGRESSO

Molti sono i mali del giusto, ma da tutti lo libera il Signore. Custodisce tutte le sue ossa: neppure uno sarà spezzato. Sal 33, 20-21.

 

 

COLLETTA

O Dio, che hai premiato con la gloria eterna il martirio dei beati Luigi-Armando, Nicola e dei loro compagni, donaci di imitarne l'invitta costanza nella fede per essere partecipi della loro sorte beata. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Signore, il sacrificio di riconciliazione, che ti offriamo nel ricordo dei tuoi martiri, ci ottenga la vittoria sul peccato e renda preziosa ai tuoi occhi la nostra preghiera. Per Cristo nostro Signore.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù,  perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. 2Cor 4, 11

 

 

DOPO COMUNIONE

Nutriti alla mensa del Corpo e Sangue del tuo Figlio, ti preghiamo, o Signore, di infiammarci dello stesso ardore di fede con il quale i beati Luigi-Armando, Nicola e compagni offrirono in olocausto la loro vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

18 agosto

BEATI GIANLUIGI, PROTASIO e SEBASTIANO presbiteri e martiri, ofmcap

 

Dal Comune dei pastori o dei martiri

 

Durante la rivoluzione francese, 829 presbiteri e religiosi furono deportati sui pontoni di Rochefort perché avevano rifiutato di prestare giuramento alla "Costituzione del clero". Furono sottoposti a durissime condizioni di vita e alle peggiori umiliazioni e brutalità; cosi che a capo di dieci mesi si contavano fra loro già 547 morti. Fra questi eroi della fede e della fedeltà al papa e alla Chiesa di Roma, Giovanni Paolo II il 1 0 ottobre 1995 dichiarava beati i servi di Dio Jean-Baptiste Souzy e 63 suoi compagni. Di tale gruppo fanno parte due Frati Minori Conventuali e tre Frati Minori Cappuccini: Jean-Louis Loir de Besançon, Protais Bourdon de Sées, Sébastien Verneson de Nancy.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Esultano in cielo i santi martiri, che hanno seguito le orme di Cristo; per suo amore hanno versato il sangue e si allietano per sempre nel Signore.

 
 
COLLETTA

O Dio, tu che hai donato ai beati martiri Gianluigi, Protasio e Sebastiano la grazia della fedeltà e del perdono nella prova della deportazione, concedi a noi, per loro intercessione, di rimanere sempre fedeli alla tua Chiesa e pronti a riconciliarci con i nostri fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accogli, Padre santo, i doni che ti offriamo nella memoria dei beati martiri Gianluigi, Protasio e Sebastiano, che hanno versato il sangue per la fede, e concedi anche a noi di perseverare nella confessione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno», dice il Signore,

«perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno». Lc 22, 28-30

 
 
DOPO LA COMUNIONE

Infondi in noi, Signore, la sapienza della croce, che ha illuminato i tuoi martiri Gianluigi, Protasio e Sebastiano, perché, fortificati da questo sacrificio, aderiamo pienamente al Cristo e collaboriamo nella Chiesa alla redenzione del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

19 agosto

SAN LUDOVICO

vescovo I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

Nácque il 9 febbraio 1274, da Carlo II, re di Napoli, pronipote di san Luigi IX di Francia. Da ragazzo fu portato prigioniero con i fratelli presso il re di Aragona ed ebbe occasione di conoscere i francescani. Riacquistata la libertà, rinunciò a tutte le prospettive umane e al trono. Eletto vescovo di Tolosa nel 1296 da Bonifacio VIII, volle prima vestire l'abito francescano e professarne la regola. Condusse una vita particolarmente dedita alla povertà, all'umiltà e alla pietà. Mori il 19 agosto 1297, ancora in giovane età. Il 7 aprile 1317 venne proclamato santo da Giovanni XXII.

 

 

Antifona d’ingresso 
«Farò sorgere al mio sevizio un sacerdote fedele, che agirà secondo il mio cuore e secondo i miei desideri», dice il Signore.
1Sam 2,35

 

 

Colletta
O Dio, che hai ispirato a san Ludovico vescovo di anteporre il regno dei Cieli al fascino del potere terreno, per servire i poveri in semplicità e carità: infondi in noi la forza di superare ogni egoismo e di essere in terra testimoni del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Giunto in breve alla perfezione, ha conseguito la pienezza di tutta una vita.

 

Dal libro della Sapienza 4, 7-14

 

Il giusto, anche se muore prematuramente, si troverà in un luogo di riposo.

Vecchiaia veneranda non è quella longeva, né si misura con il numero degli anni; ma canizie per gli uomini è la saggezza, età senile è una vita senza macchia. Divenuto caro a Dio, fu amato da lui e, poiché viveva fra peccatori, fu portato altrove.

Fu rapito, perché la malvagità non alterasse la sua intelligenza o l'inganno non seducesse la sua anima, poiché il fascino delle cose frivole oscura tutto ciò che è bello e il turbine della passione perverte un animo senza malizia.

Giunto in breve alla perfezione, ha conseguito la pienezza di tutta una vita. La sua anima era gradita al Signore, perciò si affrettò a uscire dalla malvagità. Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 39 (40)

 

R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

 

Ho sperato, ho sperato nel Signore, ed egli su di me si è chinato,

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, una lode al nostro Dio. R.

 

Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo». R.

 

«Nel rotolo del libro su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo». R.

 

Signore, tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore, la tua verità e la tua salvezza ho proclamato. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv 15, 15

 

R. Alleluia, alleluia.

Vi ho chiamati amici, dice il Signore, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Io preparo per voi un regno, come il Padre mio l'ha preparato per me.

 

Dal Vangelo secondo Luca 22, 24-30

 

In quel tempo, nacque una discussione tra gli apostoli: chi di loro fosse da considerare più grande.

Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.

Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l'ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele».

Parola del Signore

 

Sulle offerte
Accogli, o Signore, le offerte che ti presentiamo nella festa di san Ludovico, e concedi ai tuoi fedeli i benefici da te promessi. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Antifona alla comunione 
«Bene, servo buono e fedele: sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto: prendi parte alla gioia del tuo padrone».
Mt 25,23

 

Dopo la comunione
Signore, Dio nostro, la comunione ai tuoi santi misteri susciti in noi la fame di carità, che alimentò incessantemente la vita di san Ludovico e lo spinse a consumarsi per la tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

23 agosto

BEATO BERNARDO DA OFFIDA

religioso, ofmcap

 

Dal Comune dei santi (religiosi)

 

Domenico Peroni nacque il 7 novembre 1604 a Offida, nelle Marche. Da fanciullo, addetto alla custodia del gregge, coltivò intensamente la pietà. A ventidue anni entrò nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. gareggiando con i migliori nell'acquisto delle più belle virtù francescane. Durante la sua lunga vita fece il cuoco, l'infermiere, il cercatore, l'ortolano, il portinaio. A sessantacinque anni fu mandato a Offida e ivi esercitò la questua con gioia, come mezzo di penitenza e apostolato a vantaggio delle anime. Giunto a un'età avanzata e pieno di malanni trasformò ancora di più la sua esistenza in preghiera e penitenza. Sul letto di morte ricordò ai frati l'obbligo di osservare fedelmente la regola, di amarsi fraternamente, di vivere sempre in pace e di usare grande carità verso i poveri. Mori il 22 agosto 1694. Fu beatificato da Pio VI il 25 maggio 1795.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Il giusto fiorirà come palma, crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio. Sal 91, 13—14

 

 

COLLETTA

O Dio, che nell'amore verso di te e verso i fratelli hai compendiato i tuoi comandamenti, fa' che, ad imitazione del beato Bernardo da Offida, dedichiamo la nostra vita al servizio del prossimo, per essere da te benedetti nel regno dei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accetta, Signore, l'offerta del nostro servizio sacerdotale, nel ricordo del beato Bernardo, e concedi che, liberi dagli affanni e dagli egoismi del mondo, diventiamo ricchi di te, unico bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 


ANT. ALLA COMUNIONE

Se moriamo con Cristo, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo. Cf. 2Tm 2, 11-12

 

 

DOPO LA COMUNIONE

La comunione alla mensa del Corpo e Sangue del tuo Figlio, ci distolga, o Signore, dalla seduzione delle cose che passano e, sull'esempio del beato Bernardo, ci aiuti a crescere nel tuo amore, per godere in cielo la visione del tuo volto. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

25 agosto

SAN LUDOVICO IX,

laico, patrono dell’Ordine Francescano Secolare

 

MEMORIA – (bianco)

 

Luigi (Ludovico) IX, re di Francia, nacque il 25 aprile 1215. Fin dall'infanzia ebbe un singolare amore per le virtù e un grande orrore per il peccato. Giunto alla maggiore età, venne consacrato e coronato re di Francia. ma come un impegno e un obbligo che egli assumeva davanti a Dio e agli uomini di far regnare Gesù Cristo in tutti i suoi stati. Guidato da maestri dotati di pietà e di scienza, arrivò alla giovinezza cosi serio e dedito ai suoi doveri, così pio e virtuoso, che pareva immune da ogni passione. Leggeva continuamente la sacra Scrittura e le opere dei santi Padri e ne consigliava la lettura anche ai suoi cortigiani. Nell'anno 1244 fu sorpreso da un'ardentissima febbre per cui tutto il popolo, dolente, offri a Dio fervide preghiere, ottenendone la guarigione. Guarito, volle di persona guidare una crociata per la liberazione della Terra Santa. Sbarcato in Egitto, presso la città di Damietta, attaccò i Saraceni e li vinse: ma iniziata la marcia verso l'interno, una terribile pestilenza decimò l'esercito crociato e colpì lo stesso sovrano. Assalito nuovamente dai Turchi, venne facilmente sconfitto e fatto prigioniero. Venuto a patti con il vincitore, potè liberare gran parte dei suoi soldati, soccorrere i feriti e proseguire come pellegrino per la Terra Santa. Dovette interrompere per far ritorno in Francia, essendogli nel frattempo morta la madre. Si occupò del riordinamento del regno, e governò con somma giustizia e cristiana pietà. Abolì il duello giudiziario, fondò la Sorbona, la Santa Cappella, e si preparò a una nuova crociata. A Tunisi una nuova epidemia colpi l'esercito e Io stesso re, sentendosi morire, domandò gli ultimi sacramenti. Fattosi poi adagiare sopra un letto coperto di cenere e cilicio, con le braccia incrociate sul petto, spirò il 25 agosto del 1270. Fu canonizzato l'11 agosto 1297 da Bonifacio VIII.

 

 

 

Antifona d’ingresso
Un insegnamento fedele era sulla sua bocca, 
né c’era falsità sulle sue labbra; con pace e rettitudine ha camminato davanti a me, e ha trattenuto molti dal male.
Ml 2,6

 

 

Colletta
O Dio, che hai colmato dei tuoi doni il re san Ludovico, e lo hai innalzato dalla regalità terrena alla corona eterna, fa’ che anche noi, cooperando all’edificazione della città terrena, teniamo viva la speranza della città eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

La sapienza procurò al giusto uno scettro regale.

 

Dal libro della Sapienza 10, 10-14

 

La sapienza per diritti sentieri guidò il giusto in fuga dall'ira del fratello, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; lo fece prosperare nelle fatiche e rese fecondo il suo lavoro.

Lo assistette contro l'ingordigia dei suoi oppressori e lo rese ricco; lo custodì dai nemici, lo protesse da chi lo insidiava, gli assegnò la vittoria in una lotta dura, perché sapesse che più potente di tutto è la pietà. Ella non abbandonò il giusto venduto, ma lo liberò dal peccato. Scese con lui nella prigione, non lo abbandonò mentre era in catene, finché gli procurò uno scettro regale e l'autorità su coloro che dominavano sopra di lui; mostrò che i suoi accusatori erano bugiardi e gli diede una gloria eterna.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 88 (89)

 

R. Tu sei mio Padre, mio Dio.

 

Dio è tremendo nel consiglio dei santi, grande e terribile tra quanti lo circondano. Tuoi sono i cieli, tua è la terra, tu hai fondato il mondo e quanto contiene; il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati. R.

 

Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo: «Ho portato aiuto a un prode, ho esaltato un eletto tra il mio popolo. La mia mano è il suo sostegno, il mio braccio è la sua forza». R.

 

«Egli mi invocherà: "Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza". Io farò di lui il mio primogenito, il più alto fra i re della terra». R.

 

CANTO AL VANGELO Sal 88 (89), 25

 

R. Alleluia, alleluia.

La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui e nel mio nome s'innalzerà la sua fronte.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Fedele nel poco, riceverai autorità su molto.

 

Dal Vangelo secondo Luca 19, 12-19

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno"

Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: "Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi". Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.

Si presentò il primo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate dieci". Gli disse: "Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città". Poi si presentò il secondo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate cinque". Anche a questo disse: "Tu pure sarai a capo di cinque città"».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte
Accogli, o Signore, le offerte che portiamo al tuo altare nel devoto ricordo di san Ludovico, e concedi al tuo popolo i doni dell’unità e della pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Antifona alla comunione
«Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta».
Mt 6, 33 

 

Dopo la comunione
Signore, Dio nostro, il sacramento che abbiamo ricevuto nel ricordo di san Ludovico, ci rinnovi nella mente e nel cuore, perché possiamo comunicare alla tua vita immortale. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SETTEMBRE

 

1 settembre

SANTA BEATRICE DE SYLVA MENEZES

vergine, II Ordine

 

Dal Comune delle vergini

 

Beatrice nacque a Campo Mayor (Portogallo) nel 1426 in una famiglia nobile, sorella del beato Amedeo de Sylva e imparentata con la famiglia reale portoghese. La sua bellezza e la sua virtù attirarono i nobili castigliani, ciò suscitò la gelosia della regina Isabella che la maltrattò, fino a chiuderla per tre giorni in una cassapanca. Una volta liberata, fece voto di castità e di nascosto parti diretta a Toledo; la tradizione dice che l'accompagnarono nel viaggio le apparizioni di Francesco d'Assisi e di Antonio di Padova; giunta a Toledo entrò nel monastero di San Domenico "El Real", dove visse per circa trent'anni. Ma in lei già da tempo vi era il desiderio di fondare un nuovo Ordine religioso in onore dell'immacolata Concezione, per questo scopo ottenne l'appoggio di Isabella la Cattolica. Beatrice, con dodici compagne, diede cosi inizio ad una nuova Famiglia monastica, l'Ordine della Immacolata Concezione, la cui regola venne scritta da lei stessa. L'Ordine approvato da Innocenzo VIII il 30 aprile 1489. Morì a Toledo verso il 1 0 settembre 1492, alla vigilia della professione religiosa del primo gruppo del nuovo Ordine, precursore del culto e della teologia del dogma dell'Immacolata Concezione. Il suo culto, instauratosi spontaneamente nel mondo francescano e iberico, fu confermato con il titolo di beata il 28 luglio 1926; Paolo VI l'ha canonizzata il 3 ottobre 1976.

 

 

COLLETTA

O Padre, che hai favorito santa Beatrice de Sylva con il dono di una insigne contemplazione e hai voluto che risplendesse per la devozione alla Vergine Maria, contemplata nella sua Immacolata Concezione, concedi che, sul suo esempio, possiamo qui in terra seguire la vera sapienza fino ad arrivare al cielo per contemplare la bellezza della tua maestà.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

2 settembre

BEATI GIANFRANCESCO BURTÉ, SEVERINO GIRAULT e COMPAGNI

martiri francescani

 

Fa parte dei 191 presbiteri e religiosi francesi massacrati durante la rivoluzione francese, tra il 2 e il 3 set tembre 1792 a Parigi. Nacque a Ramberviller (Francia) il 20 giugno 1740, entrò fra i Conventuali della stretta Osservanza a Nancy nel 1 757 e completati gli studi, rimase come professore e guardiano del convento nel 1768. Nel 1778 fu inviato a Parigi come procuratore generale della sua provincia francescana; ritornò nella stessa città parigina nel 1790, divenendo superiore nel giugno 1792. Venne accusato di aver autorizzato i "preti refrattari", cioe quei presbiteri che non aderivano alla Costituzione del clero e quindi fuorilegge, a confessare e celebrare nella sua chiesa, mentre avrebbe dovuto proibirlo; quindi fu arrestato e inviato nell'ex convento dei Carmelitani, dove fu trucidato insieme agli altri religiosi e presbiteri catturati. Venne beatificato, insieme agli altri, da Pio XI il 17 ottobre 1926.

 

ANT. D'INGRESSO

Esultano in cielo i santi martiri, che hanno seguito le orme di Cristo; per suo amore hanno versato il sangue e si allietano per sempre nel Signore.

 

 

COLLETTA

O Dio, che al beato Gianfrancesco hai dato la grazia e la gloria del martirio, fa' che onoriamo il suo sacrificio imitandone la totale dedizione alla tua Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

PRIMA LETTURA

Né morte né vita potrà mai separarci dall'amore di Dio.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8, 31-39

 

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello.

Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Salmo 125 (126)

 

R. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

 

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion, ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia. R.

 

Allora si diceva tra le genti:

«Il Signore ha fatto grandi cose per loro». Grandi cose ha fatto il Signore per noi: eravamo pieni di gioia. R.

 

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte, come i torrenti del Negheb. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. R.

Nell'andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni. R.

 

CANTO AL VANGELO

 

R. Alleluia, alleluia.

Noi ti lodiamo, Dio, e ti benediciamo; ti dà testimonianza la schiera dei tuoi martiri.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 18-21

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mon do, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguite ranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

 

 

SULLE OFFERTE

Accetta, o Signore, la nostra offerta nel ricordo del beato martire Gianfrancesco: tu che gli hai dato una meravigliosa luce di fede, dona a noi il perdono e la pace. Per Cristo nostro Signore.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. 2Cor 4, 11

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Signore, che ci hai accolti alla tua mensa nel giorno dedicato al beato martire Gianfrancesco, donaci la multiforme ricchezza della tua grazia, perché dal suo glorioso martirio impariamo ad esser forti nell'ora della prova e ad esultare nella speranza della vittoria

 

 

2 settembre

BEATO APOLLINARE DA POSAT

presbitero e martire, ofmcap

 

Nacque in un villaggio presso Friburgo (Svizzera) il 12 giugno 1739 e nel battesimo gli fu posto il nome di Gian Giacomo Morel. Il 26 settembre 1 762, a ventitré anni, vesti l'abito dei Frati Minori Cappuccini prendendo il nome di fra Apollinare da Posat (paese d'origine). Ordinato presbitero il 22 settembre 1764, si diede al tipico apostolato cappuccino con l'aiutare il clero nelle parrocchie e predicare missioni al popolo. Efficacissima la sua predicazione, specie tra i giovani, per cui ebbe molto da soffrire da parte degli avversari della fede. Fu pure insegnante e direttore degli studenti di teologia a Friburgo. Nel 1788 era a Parigi in procinto di recarsi missionario in Siria, ma il Signore dispose che Parigi fosse l'ultimo campo del suo apostolato e il luogo del suo martirio. Per aver rifiutato di sottoscrivere la "Costituzione civile del Clero" fu arrestato il 14 agosto 1792 e inviato nella chiesa del Carmine, dove erano rinchiusi circa centosessanta refrattari, quasi tutti ecclesiastici, e dove venne ucciso nell'orrendo massacro del 2 settembre. Nelle due lettere scritte all'amico Jann e al suo antico superiore, egli rivela l'intimo del suo spirito nella certezza d'immolarsi per Cristo; nella luce del martirio, Apollinare vede risplendere il disegno di Dio sulla sua vita di perseguitato e intona l'alleluia pasquale che, poi, canterà in eterno in cielo. Il 17 ottobre 1926, Pio XI lo annoverò tra i beati insieme ad altri centonovanta martiri della Rivoluzione francese, tra i quali Gianfrancesco Burté dei Frati Minori Conventuali e Severino Girault del Terz'Ordine Regolare.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza: si glorieranno tutti i retti di cuore. Sal 63, 11

COLLETTA

Fa', o Signore, che amiamo con pietà filiale la tua Chiesa, per la cui difesa il beato Apollinare, corroborato dal dono della fortezza, ha combattuto fino alla morte. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accetta, o Signore, la nostra offerta nel ricordo del martire Apollinare: tu che gli hai dato una meravigliosa luce di fede, dona a noi il perdono e la pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Se uno mi vuol servire, mi segua», dice il Signore, «e dove sono io, là sarà anche il mio servitore». Gv 12, 26

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Fortificati dalla partecipazione a questo banchetto celeste, concedi a noi, Signore, di imitare la costanza invincibile del martire Apollinare nella fede e nella carità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

2 settembre

BEATO SEVERINO GIRAULT

presbitero e martire, tor

 

Le vittime nel campo religioso durante la rivoluzione francese furono migliaia e appartenenti a tutti gli Ordini allora presenti in Francia. Giorgio Girault che era nato a Rouen il 14 gennaio 1728, entrò nel convento del Terz'Ordine Regolare di San Francesco di Rouen e nel 1750 fece la sua professione. Divenne presbitero a Parigi nel 1754, ebbe negli anni successivi vari incarichi di responsabilità nell'Ordine in Normandia. Allo scoppio della rivoluzione era alloggiato nel convento di Notre-Dame di Nazareth a Parigi ed era confessore delle Suore Francescane di Santa Elisabetta. Al momento dello scatenarsi dei massacri dei religiosi, Severino si trovava nel convento dei Carmelitani di Parigi. Arrestato insieme a molti altri, fu il primo a essere ucciso il 2 settembre 1792. Lo seguirono nel martirio in quello stesso luogo, altri novantatré religiosi e presbiteri. "I martiri di Settembre", complessivamente 191, furono beatificati da Pio XI il 17 ottobre 1926.

 

ANT. D'INGRESSO

Esultano in cielo i santi martiri, che hanno seguito le orme di Cristo; per suo amore hanno versato il sangue e si allietano per sempre nel Signore.

 

 

COLLETTA

Dio onnipotente e misericordioso, guarda il tuo popolo che celebra il giorno glorioso del martire Severino e donaci, per i suoi meriti e la sua intercessione, perseverante fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accetta, o Signore, la nostra offerta nel ricordo del beato martire Severino: tu che gli hai dato una meravigliosa luce di fede, dona a noi il perdono e la pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. 2Cor 4, 11

 

DOPO LA COMUNIONE

Signore, che ci hai accolti alla tua mensa nel giorno dedicato al beato martire Severino, donaci la multiforme ricchezza della tua grazia, perché dal suo glorioso martirio impariamo ad esser forti nell'ora della prova e ad esultare nella speranza della vittoria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

4 settembre

SANTA ROSA DA VITERBO

laica, patrona della Gioventù Francescana, III Ordine

 

Nacque nel 1233 a Viterbo. II 24 giugno 1247, gravemente malata, ottenne di entrare subito fra le Terziarie di San Francesco. che ne seguivano la regola vivendo in famiglia. Guarita, si mise a percorrere Viterbo portando una piccola croce o un'immagine sacra: pregava ad alta voce ed esortava tutti all'amore per Gesù e Maria, alla fedeltà verso la Chiesa. Iniziò la campagna per rafforzare la fede cattolica, contro l'opera del dissenso religioso, nella città dove comandavano i ghibellini, ligi all'imperatore e nemici del papa. Un'iniziativa spirituale, ma collegata alla situazione politica. Per questo, il podestà mandò Rosa e famiglia in domicilio coatto a Soriano del Cimino. Un breve esilio, perché nel 1250 mori Federico II e Viterbo passò nuovamente alla Chiesa. Ma non sentirà più la voce di Rosa nelle strade, La giovane morì il 6 marzo 1251 Nel 1257 papa Alessandro IV ordinò la traslazione del corpo nel monastero delle Clarisse e il 4 settembre 1258 la elevò agli onori degli altari. La morte di Rosa si commemora il 6 marzo. Nel 1922 Benedetto XV ha proclamato Rosa patrona della Gioventù femminile di Azione Cattolica, patrona di Viterbo e compatrona della diocesi. Nel 2018 la CEI l'ha riconosciuta patrona della Gi.Fra.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Davanti ai re parlerò dei tuoi insegnamenti e non dovrò vergognarmi. La mia delizia sarà nei tuoi comandi, che io amo. Sal 118, 46-47

 

COLLETTA

O Dio, che hai unito in santa Rosa da Viterbo, nel fiore della sua giovinezza, il candore dell'innocenza con una mirabile fortezza d'animo, concedici che, imitando in terra le sue virtù, siamo anche partecipi con lei dei gaudi eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Forte come la morte è l'amore.

 

Dal Cantico dei Cantici 8, 6-7

 

Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come il regno dei morti è la passione:

le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina!

Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo.

Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che disprezzo.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 44 (45)

 

R. Ecco lo sposo, andate incontro a Cristo Signore!

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; il re è invaghito della tua bellezza.

È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

 

Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d'oro è il suo vestito.

È condotta al re in broccati preziosi. R.

 

Dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate; condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re. R.

 

CANTO AL VANGELO

 

R. Alleluia, alleluia.

Vieni, sposa di Cristo, ricevi la corona che il Signore ti ha preparata per la vita eterna.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

 

Dal Vangelo secondo Matteo 25, 1-13

 

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".

Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.

Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

Parola del Signore.

 

 

SULLE OFFERTE

O Dio, mirabile nei tuoi santi, accogli questi doni che ti presentiamo nel ricordo di santa Rosa e come ti fu gradita la sua testimonianza verginale, ti sia ben accetta l'offerta del nostro sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze. Mt 25, 10

 

 

DOPO LA COMUNIONE

O Signore, nutriti dei tuoi sacramenti, ti preghiamo di poter partecipare al convito nuziale dell'Agnello, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

12 settembre

SANTA CATERINA FIESCHI

religiosa, III Ordine

 

Dal Comune delle vergini

 

Nacque nel 1447 in una delle principali famiglie genovesi. A sedici anni venne data in moglie a Giuliano Adorno appartenente a un'importante famiglia ghibellina. Visse una vita frivola e mondana, ma dopo un incontro con la sorella suora, decise di cambiare vita e condivise le sue esperienze mistiche e caritative con un piccolo gruppo di figli spirituali. Volle quindi essere figlia e seguace del Serafino di Assisi, e si iscrisse al Terz'Ordine. La gloriosa divisa del Terziario figura tra gli oggetti inventariati dopo la sua beata morte. Amò san Francesco e si studiò di imitarlo, di divenir parte viva del grandioso e provvidenziale movimento da lui suscitato, La storia ci dice che Caterina riuscì nell'intento tanto da meritare il titolo di Serafina. Dopo la conversione, la vita di Caterina ha il proprio centro nel rapporto con Cristo. Non si dedicò però solo alla contemplazione, ma anche all'azione, rivolgendo il suo impegno concreto soprattutto agli ammalati. Operò nella Compagnia delle dame della Misericordia e iniziò a visitare il lebbrosario di San Lazzaro, svolse le mansioni più umili; curò pure i bambini abbandonati e fronteggiò varie epidemie di peste. Nel 1497 fondò la prima "Compagnia del divino amore", che sarà il modello per analoghe istituzioni di altre città Italiane nel quadro di quella che è stata chiamata la Riforma cattolica. Mori il 15 settembre 1510. Il suo corpo è conservato nella chiesa genovese della Santissima Annunziata in Portoria. É stata beatificata da Clemente X il 6 aprile 1675 e canonizzata da Clemente XII il 23 aprile 1737.

 

 

ANT. D'INGRESSO

L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? Sal 41.3

 

 

COLLETTA

O Dio, che hai fatto ardere di amore divino santa Caterina Fieschi, nel contemplare le sofferenze di Cristo, per sua intercessione, accendi in noi il fuoco della tua carità e rendici partecipi della passione del tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Forte come la morte è l'amore.

 

Dal Cantico dei Cantici 8, 6-7

 

Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come il regno dei morti è la passione:

le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina!

Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo.

Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che disprezzo.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 44 (45)

 

R. Ecco lo sposo, andate incontro a Cristo Signore!

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; il re è invaghito della tua bellezza.

È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

 

Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d'oro è il suo vestito.

È condotta al re in broccati preziosi. R.

 

Dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate; condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re. R.

 

CANTO AL VANGELO

 

R. Alleluia, alleluia.

Vieni, sposa di Cristo, ricevi la corona che il Signore ti ha preparata per la vita eterna.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

 

Dal Vangelo secondo Matteo 25, 1-13

 

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".

Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.

Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

Parola del Signore.

 

 

SULLE OFFERTE

Volgi lo sguardo con bontà, o Dio onnipotente, alle offerte della tua Chiesa e, per intercessione di santa Caterina Fieschi Adorno, accendi in noi lo spirito del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente. Sal 83, 3

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, che ci hai nutriti alla tua mensa, nella festa di santa Caterina Fieschi Adorno, insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra e a partecipare costantemente ai doni celesti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

17 settembre

IMPRESSIONE DELLE STIMMATE
DEL SERAFICO PADRE NOSTRO

SAN FRANCESCO

 

FESTA – (bianco)

 

Il Serafico Padre s. Francesco nutrì, fin dalla sua conversione, una tenerissima devozione a Cristo crocifisso; devozione che diffuse sempre con le parole e la vita. Nel 1224, mentre sul monte della Verna era immerso nella meditazione, il Signore Gesù, con un prodigio singolare, gli impresse nel corpo le stimmate della sua passione, Benedetto XI concesse all'Ordine francescano di celebrare annualmente il ricordo di questo privilegio, che rese il Poverello «mirabile segno» di Cristo.

 

 

Antifona d’ingresso

 

Quanto a me non ci sia altro vanto
che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo,
per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Gal 6,14

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio, che per infiammare il nostro spirito con il fuoco del tuo amore, hai impresso nel corpo del serafico Padre san Francesco i segni della passione del Figlio tuo: concedi a noi, per sua intercessione, di conformarci alla morte del Cristo per essere partecipi della sua risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

PRIMA LETTURA

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 6, 14-18

 

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma, sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio. D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stimmate di Gesù nel mio corpo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE da Gal 2; Fil 1

 

R. Sono stato crocifisso con Cristo.

 

L’uomo è giustificato
per mezzo della fede in Gesù Cristo.
Abbiamo creduto in Gesù Cristo
per essere giustificati per la fede.  
R.

 

Cristo sarà glorificato nel mio corpo,
sia che io viva sia che io muoia.  
R.

 

Cristo mi ha amato
e ha dato se stesso per me.  
R.

 

Per me il vivere è Cristo
e il morire un guadagno;
perciò desidero di essere sciolto dal corpo
per essere con Lui.  
R.

 

 

CANTO AL VANGELO Gal 2,20

 

R. Alleluia, alleluia.

Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Luca 9, 23-26

 

In quel tempo, Gesù diceva a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Ci soccorra, Signore, l'intercessione del serafico Padre san Francesco: fa' che, per la virtù di questo sacrificio, sperimentiamo i frutti salvifici della Passione del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

Prefazio proprio

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Tu hai innalzato san Francesco, per le vie della più sublime povertà ed umiltà, alle vette della perfezione evangelica; lo hai infervorato di ardore serafico per glorificarti con ineffabile giubilo del suo spirito in tutte le opere delle tue mani; e insignito delle sacre stimmate, l’hai additato al mondo quale fedelissima immagine di Cristo crocifisso nostro Signore.

Per mezzo di lui si allietano gli Angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo, …

 

 

Antifona alla comunione 

«Chi vuoi venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua», dice il Signore. Mt 16,24

 

Dopo la comunione

O Dio, nella vita del nostro Padre san Francesco hai messo in luce in molti modi il sublime mistero della croce: fa' che possiamo seguire gli esempi della sua pietà e infervorarci nella costante meditazione dello stesso mistero. Per Cristo nostro Signore. Amen.

18 settembre

SAN GIUSEPPE da COPERTINO

sacerdote I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

Giuseppe Desa nacque a Copertino (Lecce) nel 1603 e fu ricevuto nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, Ordinato presbitero nel 1628, si diede senza riserve al sacro ministero e al lavoro per la salvezza delle anime. La sua parola era confermata dalla pratica delle virtù religiose, da grande penitenza e da intensa preghiera. La sua vita, piena di estasi e miracoli, lo rese una delle figure più interessanti della mistica cristiana. Per i suoi singolarissimi privilegi, fu costretto a cambiare spesso convento onde evitare fanatismi popolari, ma rifulsero sempre in lui l'umiltà e l'incondizionata obbedienza. Grandissima fu la sua devozione alla Vergine Maria e al serafico Padre. Morì a Osimo, nelle Marche, il 18 settembre 1663. Fu beatificato il 24 febbraio 1753 da Benedetto XIV e proclamato santo il 16 luglio 1767 da Clemente XIII. Viene invocato dagli esaminandi e dagli studenti come loro protettore.

 

 

 

Antifona d’ingresso

L'amore di Dio è gloriosa sapienza,
e quelli, a cui essa si manifesta,
amano mirarla e conoscere le sue grandezze.
Sir 1,14-15

 

 

Colletta

O Dio, che con mirabile sapienza hai voluto attrarre ogni cosa all'unigenito tuo Figlio, fa' che, elevandoci dalle terrene cupidigie, per i meriti e l'esempio di san Giuseppe da Copertino, possiamo conformarci pienamente allo stesso tuo Figlio. Che è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

 

Se non avessi la carità, non sarei nulla.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 12, 31-13, 1-10.13

 

Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.

E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.

La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della veri tà. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizzia mo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 24 (25)

 

R. Guidami, o Signore, nella tua verità.

 

A te, Signore, innalzo l'anima mia, mio Dio, in te confido: che io non resti deluso!

Chiunque in te spera non resti deluso. R.

 

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza; io spero in te tutto il giorno. R.

 

Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta; guida i poveri secondo giustizia, insegna ai poveri la sua via. R.

 

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Sir 11, 12

 

R. Alleluia, alleluia.

Gli occhi del Signore guardano l'umile con benevolenza, lo sollevano dalla sua povertà.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 11, 25-30

 

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Accetta, Signore, l'offerta del nostro servizio sacerdotale nel ricordo di san Giuseppe da Copertino e concedi che, liberi dagli affanni e dagli egoismi del mondo, diventiamo ricchi di te, unico bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

Prefazio dei pastori

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, lodarti e ringraziarti sempre, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

Tu doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare la festa di san Bernardino da Siena. Con i suoi esempi la rafforzi, con i suoi insegnamenti l'ammaestri, con la sua intercessione la proteggi.

Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime, cantiamo l'inno della tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Oppure dei Santi Religiosi

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori.

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

É veramente cosa buona e giusta, renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.

Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli hanno consacrato la vita a Cristo tuo Figlio, noi celebriamo, o Padre, l'iniziativa mirabile del tuo amore, poiché tu riporti l'uomo alla santità della sua prima origine e gli fai pregustare i doni che a lui prepari nel mondo rinnovato.

Per questo segno della tua bontà, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione

La tua salvezza, o Dio, mi ponga al sicuro. Loderò il nome di Dio con il canto. Vedano gli umili e si rallegrino; si ravvivi il cuore di chi cerca Dio. Sal 68,30-31.33

 

Dopo la comunione

Ci hai saziato, Signore, alla mensa degli Angeli: come, per la virtù di questo Pane, concedesti a san Giuseppe da Copertino di superare tutte le prove della vita, così donaci di progredire di virtù in virtù fino al raggiungimento del tuo possesso beatifico. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

19 settembre

SAN FRANCESCO MARIA DA CAMPOROSSO

religioso, ofmcap

 

Giovanni Croese nacque a Camporosso (Imperia) il 27 dicembre 1804, Entrato nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, per quarant'anni andò elemosinando per le vie di Genova, beneficando tutti, spiritualmente e materialmente. Per la reputazione di santità che si diffuse intorno alla sua persona, i suoi concittadini lo chiamavano "padre Nel 1 866 si offri vittima di carità per assistere gli ammalati di colera e si spense contagiato dal morbo il 17 settembre. Beatificato il 30 giugno 1929 da Pio XI, venne dichiarato santo da Giovanni XXIII il 9 dicembre 1962.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre. Sal 111, 9

 

 

COLLETTA

O Dio, che in san Francesco Maria, tuo umile servo, ci hai dato un esempio singolare di carità operosa, fa' che anche noi, a sua imitazione e con il suo aiuto, ci dedichiamo con generosità e umiltà al servizio del prossimo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

PRIMA LETTURA

Siate figli di Dio irreprensibili e puri.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

2, 13-18

 

Carissimi, è Dio che suscita in voi il volere e l'operare secondo il suo disegno d'amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato.

Ma, anche se io devo essere versato sul sacrificio e sull'offerta della vostra fede, sono contento e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 111 (112)

 

R. Il giusto sarà sempre ricordato.

Beato l'uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti: misericordioso, pietoso e giusto. R.

 

Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno. R.

 

Eterno sarà il ricordo del giusto.

Cattive notizie non avrà da temere, saldo è il suo cuore, confida nel Signore. Sicuro è il suo cuore, non teme. R.

 

Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s'innalza nella gloria. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv 13, 34-35

 

R. Alleluia, alleluia.

Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Io ho scelto voi perché portiate frutto.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 12-17

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore.

 

 

SULLE OFFERTE

La nostra offerta, o Signore, ti sia accetta per i meriti di san Francesco Maria, che, infiammato di amore, si offrì vittima a te tanto gradita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Il Figlio dell'uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. Mc 10, 45

 

 

DOPO LA COMUNIONE

O Signore, la partecipazione al divino sacrificio ci sia di conforto nelle prove di questa vita, e ci faccia pregustare le delizie della patria celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

22 settembre

SANT'IGNAZIO DA SANTHIÀ

presbitero, ofmcap

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

 

Lorenzo Maurizio Belvisotti nacque a Santhià (Vercelli) il 5 giugnoA686, Frequentò il seminario e a ventiquattT0 anni venne ordinato presbitero. Si diede alla predicazione aiutando i Gesuiti nelle loro missioni. Rifiutato un canonicato e una parrocchia, con umili insistenze chiese e ottenne di entrare tra i Frati Minori Cappuccini, a trent'anni. Era venuto a cercare umiltà e obbedienza e divenne modello di queste virtù per cinquantaquattro anni. Sua gioia era stare all'ultimo posto, servo di tutti, sempre pronto a qualunque richiamo dei superiori. Maestro dei novizi, apostolo del confessionale, consolatore degli infermi. che visitava nelle loro case, con l'animo sempre immerso in Dio e con inalterabile serenità con tutti. Mori il 22 settembre 1770; le sue reliquie sono nella chiesa dei Cappuccini del Monte, a Torino. Il 17 aprile 1966 Paolo VI procedeva alla solenne beatificazione e Giovanni Paolo II il 18 maggio 2002 lo annoverò tra i santi.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza. Ger 3, 15

 

 

COLLETTA

O Dio onnipotente ed eterno, per restaurare l'umana natura hai voluto che l'obbedienza riparasse ciò che aveva perduto la superbia: concedi propizio che le preghiere e gli esempi del presbitero sant'Ignazio da Santhià ci rendano disponibili a compiere con prontezza la tua volontà, principio della nostra salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

O Padre misericordioso, che in sant'Ignazio hai impresso l'immagine dell'uomo nuovo, creato nella giustizia e nella santità, concedi anche a noi di rinnovarci nello spirito, per essere degni di offrirti il sacrifico di lode. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Mt 29

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, che in questi sacramenti ci comunichi la forza del tuo Spirito fa' che, sull'esempio di sant'Ignazio, impariamo a cercare te sopra ogni cosa per portare in noi l'impronta del Cristo crocifisso e risorto. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

23 settembre

SAN PIO DA PIETRELCINA

presbitero, ofmcap

 

Francesco Forgione nacque a Pietrelcina, diocesi di Benevento, il 25 maggio 1887. Entrato come chierico nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 6 gennaio 1903, fu ordinato presbitero il 10 agosto 1910, nella cattedrale di Benevento. Il 28 luglio 1916 salì a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, dove, salvo poche e brevi interruzioni, rimase fino alla morte, avvenuta il 23 settembre 1968. La mattina del venerdì 20 settembre 1918, mentre pregava davanti al crocifisso del coro della vecchia chiesina, ricevette il dono delle stimmate, che rimasero aperte e sanguinanti per mezzo secolo. Durante la vita attese allo svolgimento del suo  ministero sacerdotale, fondò i "Gruppi di preghiera" e un moderno ospedale, al quale pose il nome di "Casa sollievo della sofferenza". Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 2 maggio 1999 e canonizzato dallo stesso pontefice il 16 giugno 2002

 

 

ANT. D'INGRESSO

Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Gal 6, 14

 

 

COLLETTA


Dio onnipotente ed eterno, con grazia singolare hai concesso al presbitero san Pio da Pietrelcina di partecipare alla croce del tuo Figlio e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia, concedi a noi, per sua intercessione, che, uniti costantemente alla passione di Cristo, possiamo giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 6, 14-18

 

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l'Israele di Dio.

D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Cf. IGV 3, 16; Gal 2, 20; Fil 1, 21.23

 

R. Sono stato crocifisso con Cristo.

 

In questo abbiamo conosciuto l'amore: egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. R.

 

Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Cristo mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. R.

 

Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno; ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gal 2, 19-20

 

R. Alleluia, alleluia.

Sono stato crocifisso con Cristo e non vivo più io, ma Cristo vive in me.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 25-37

 

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «E compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato — era infatti un giorno solenne quel sabato —, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

Parola del Signore.

 

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, i doni che ti presentiamo nel ricordo di san Pio da Pietrelcina, e fa' che, partecipando a questi santi misteri, meritiamo i frutti salvifici della redenzione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

PREFAZIO

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori.

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

E veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

 

Tu hai posto nel cuore di san Pio da Pietrelcina il fuoco di una così grande carità per Cristo. Egli associato alla sua passione, lo ha seguito con amore perseverando fino alla croce e ai fratelli, afflitti da pene nell'animo e nel corpo, ha rivelato incessantemente la divina misericordia.

 

E noi, uniti alla moltitudine degli angeli e dei santi, cantiamo senza fine l'inno della tua lode:

 

Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Osanna nell'alto dei cieli.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Gustate e vedete come è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. Sal 33, 9

 

 

DOPO LA COMUNIONE

O Signore, che ci hai nutriti al sacro convito, fa' che, seguendo sempre le orme di san Pio da Pietrelcina, ti serviamo con perseverante dedizione, e ci prodighiamo con carità instancabile verso tutti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

24 settembre

SAN PACIFICO DA SAN SEVERINO

presbitero, ofm

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

Carlo Antonio Divini nacque a San Severino nelle Marche il 1° marzo 1653 e a diciassette anni abbracciò la regola dei Frati Minori Osservanti Riformati con il nome di fra Pacifico, Religioso e presbitero esemplare, ovunque esercitò il ministero lasciò viva testimonianza di santità. specialmente nella pratica della penitenza, della pazienza, del raccoglimento, della profonda orazione e della gioia di servire il Signore. Mori nel convento del suo paese il 24 settembre 1721. Beatificato da Pio VI il 13 agosto 1786, fu canonizzato da Gregorio XVI il 26 maggio 1839.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Celebriamo con gioia la gloria di san Pacifico: egli ha testimoniato Cristo davanti al mondo, oggi Cristo lo onora davanti al Padre nei cieli.

 
COLLETTA

O Padre, datore di ogni bene, che hai concesso a san Pacifico da San Severino di vivere le beatitudini evangeliche in grande pazienza e nell'amore per la solitudine, concedi a noi, sul suo esempio, di cercarti nel raccoglimento e di donarci ai fratelli con il cuore pieno di te . Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SULLE OFFERTE

Accogli, o Signore, i doni che ti presentiamo in umiltà di cuore e ardore di spirito, sull'esempio di san Pacifico, e trasforma la nostra povertà nel possesso del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ANT. ALLA COMUNIONE

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Mt 5, 8-9

 
 
DOPO LA COMUNIONE

Ti ringraziamo, Signore Dio nostro, di averci accolti alla mensa eucaristica, nel ricordo di san Pacifico:

la comunione al Corpo e al Sangue del tuo Figlio ci doni la forza di vivere secondo il Vangelo e la grazia di godere della beatitudine promessa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

24 settembre

BEATA MARGHERITA COLONNA

religiosa

 

Dal Comune dei santi

 

Nata a Palestrina (Roma) nel 1254, proviene dalla nobile famiglia dei Colonna. Rinunciando a ogni va­nità e alle nozze, si ritirò in solitudine in un eremo presso il monte Prenestino (oggi Castel San Pietro), ove abbracciò la regola di santa Chiara. Con alcune giovani che si erano unite a lei, attratte dalle sue preclare virtù, fu sul punto di trasferirsi ad Assisi per vivere più profondamente l'ideale francescano nel monastero di Santa Chiara. Essendo però di salute malferma dovette rinunciarvi per rimanere nel primi­tivo eremo, ove si dedicò alla formazione spirituale delle consorelle e all'assistenza dei poveri e degli infermi. Si distinse nella pratica di molte virtù e, per penitenza, andò sempre vestita di sacco e cilicio. Morì a Castel San Pietro il 30 dicembre 1284, ad appena trent'anni di età. Pio IX ne confermò il culto il 17 settembre 1847.

 

ANT. D'INGRESSO

Questa è la vergine saggia, una delle vergini prudenti: e andata incontro a Cristo con la lampada accesa.

 

 

COLLETTA

Padre, che hai colmato dei tuoi doni la beata Margherita Colonna, concedi a noi tuoi fedeli

di emulare la sua testimonianza evangelica

per essere uniti a te nella gioia dei santi.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SULLE OFFERTE

Dio, mirabile nei tuoi santi, accogli questi doni che ti presentiamo nel ricordo della beata Margherita

e, come ti fu gradita la sua testimonianza verginale, ti sia ben accetta l'offerta del nostro sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Ecco lo sposo!», andate incontro a Cristo Signore. Cf. Mt 25, 6

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Padre, che ci hai nutrito con il pane di vita, fa' che, sull'esempio della beata Margherita, portiamo nel nostro corpo mortale la passione di Cristo Gesù per aderire a te, unico e sommo bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

26 settembre

SANT'ELZEARIO Dl SABRAN E BEATA DELFINA

sposi, III Ordine

 

Dal Comune dei santi

 

Elzeario nacque ad Apt in Provenza fra il 1284 e il 1285, primogenito di Ermengao de Sabran conte di Ariano e di Laudana d'Albe de Roquemartine. Per volere del re Carlo II d'Angiò dovette sposare verso i diciotto anni nel 1299, la futura beata Delfina di Digne. Essi stabilirono, di comune accordo, di conservare la loro castità. Elzeario, ereditato fra l'altro il titolo di conte d'Ariano, venne in Italia, in Irpinia, per pren­dere possesso della contea. Fu per suo merito e per le virtù professate, che riuscì a conquistare l'amore del popolo. Per questo fu apprezzato dal re di Napoli Roberto d'Angiò, che, quando nel 1312 fu necessario inviare dei soldati in aiuto del papa assediato a Roma dall'esercito dell'imperatore Enrico VII di Lussem­burgo, ne affidò il comando a Elzeario. Fu inoltre incaricato di delicate missioni presso la corte di Francia. Morì a Parigi il 27 settembre 1323; fu sepolto ad Apt nella chiesa dei francescani, di cui era fedele Terzia­rio. La sua fama di grande uomo di carità, specie nell'assistenza ai lebbrosi, si diffuse. Venne proclamato santo il 5 gennaio 1371 da Gregorio XI. Le sue reliquie furono trasferite nel 1791 dalla chiesa francescana di Apt, alla cattedrale della città, dove sono tuttora venerate, insieme a quelle della sua casta sposa, la bea­ta Delfina, che visse lungo tempo dopo il marito, moltiplicando le opere di carità. Fu beatificata da Inno­cenzo XII il 24 luglio 1694.

 

 

ANT. D'INGRESSO   

Meglio essere senza figli e possedere la virtù,

perché nel ricordo di questa c'è immortalità:

essa è riconosciuta da Dio e dagli uomini. Sap 4, 1

 

COLLETTA

O Padre, che negli sposi Elzeario e Delfina hai donato esempi insigni di virtù

nello stato del matrimonio,

concedi a noi che li veneriamo su questa terra di poter aver parte, in cielo, alla loro beata compagnia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

O Dio, mirabile nei tuoi santi,

accogli i doni che ti presentiamo

nella memoria dei santi sposi Elzeario e Delfina.

Per i loro meriti e la loro intercessione

ti chiediamo di purificare le nostre anime

e di essere illuminati dalla grazia dello Spirito Santo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

26 settembre

BEATI AURELIO DA VINALESA

presbitero, e COMPAGNI

martiri, ofmcap

 

Dal Comune dei martiri

 

Nel' numeroso gruppo dei duecentotrentatré martiri della persecuzione religiosa del 1936 in Valencia, furono beatificati cinquanta frati e suore della famiglia francescana: dodici Frati Minori Cappuccini (Aurelio de Vinalesa e compagni), cinque Clarisse Cappuccine (Maria Ferragut e compagne), diciannove Terziari Cappuccini Amigoniani (Vincenzo Cabanes e compagni), una Cooperatrice amigoniana laica (Carmen Garcia Moyonj, tre Terziarie Cappuccine (Rosario de Soano e compagne) e sei Frati 3.  Minori Conventuali (Alfonso Lopez e compagni). Aurelio nacque a Vinalesa (Valencia) nel 1896. Fin da giovane fu attratto e scelse la vita evangelica francescano-cappuccina. Durante la persecuzione religiosa  spagnola fu costretto ad abbandonare il convento e rifugiarsi in famiglia. Venne preso e fu ucciso il 28 agosto 1936. Morì gridando: «Viva Cristo Re!». Nello stesso per le stesse motivazioni furono uccisi altri undici confratelli: Ambrosio de Benaguacil; Pedro de Benisa, Joaquin de Albocacer. Modesto  de Albocacer, German de Carcagente, Buenaventura de Puzol, Santiago de Rafelbunol, Enrique de Almazora, Fidel de Puzol, Berardo de Lugarneuevo de Fenoyet e Pacifico de Valencia. Furono beatificati da  Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001.

 

ANT. D'INGRESSO

Esultano in cielo i santi martiri,

che hanno seguito le orme di Cristo;

per suo amore hanno versato il sangue

e si allietano per sempre nel Signore.

 

 

COLLETTA

O Dio che hai concesso ai beati Aurelio e compagni di dare con l'effusione del sangue, la più grande testimonianza di carità, concedi a noi di rimanere sempre fedeli a Cristo e di non separarci mai dal tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, i doni che ti offriamo

nella memoria dei beati martiri Aurelio e compagni,

che hanno versato il loro sangue per la fede

e concedi anche a noi di perseverare nella confessione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«voi siete quelli che avete perseverato con me

nelle mie prove e io preparo per voi un regno», dice il Signore, «perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno». Lc 22. 28-30

 

 

DOPO LA COMUNIONE

Infondi in noi, Signore, la sapienza della croce,

che ha illuminato i tuoi martiri Aurelio e compagni,

perché, fortificati da questo sacrificio,

aderiamo pienamente al Cristo e collaboriamo nella Chiesa alla redenzione del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

28 settembre

BEATO INNOCENZO DA BERZO

presbitero, ofmcap

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

Giovanni Scalvinoni nacque a Niardo (Brescia) il 19 marzo 1844. Giovanissimo, entrò in collegio e s'avvio

all'ordinazione sacerdotale, che ricevette il 2 giugno I 867. Ricoprì vari incarichi, fra cui quello di parroco. All'età di trent'anni entrò tra Frati Minori Cappuccini, abbracciando con entusiasmo tutto il rigore della vita serafica. Adibito a vari uffici della vita religiosa, il risultato non fu pari alle speranze dei superiori e ciò gli servi per essere ancora più umile. Ma la sua altezza spirituale crebbe sempre più nell'assidua preghiera, nella penitenza e nella dedizione alla predicazione e alle confessioni. Sua gioia il tabernacolo, sua devozione preferita la Via Crucis. Mentre, per supremo atto di obbedienza, ·predicava gli esercizi spirituali ai suoi confratelli, mori a Bergamo il 3 marzo 1890. Le sue spoglie riposano a Berzo. Fu beatificato da Giovanni XXIII il 12 novembre 1961.

 

 

ANT. D'INGRESSO

Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l'unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a curare le piaghe dei cuori affranti. Cf. Lc 4, I 8

 

COLLETTA

Dio; tu hai l'occhio attento all'umile,

e guardi da lontano il superbo.

L'esempio e l'intercessione del beato Innocenzo da Berzo ci aiutino a non coltivare pensieri di superbia

e a progredire in umiltà sulla strada che porta a te.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, i 'nostri doni nel ricordo del beato Innocenzo, e fa' che il sacrificio eucaristico che proclama la tua gloria ci ottenga la salvezza eterna.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

ANT. ALLA COMUNIONE

«Io sono con voi tutti i giorni,

fino alla fine del mondo», dice il Signore. Mt 28, 20

 

 

DOPO LA COMUNIONE

La comunione alla tua mensa, Signore,

ci disponga alla gioia dell'eterno convito,

che il beato Innocenzo ha meritato

come fedele dispensatore dei tuoi misteri.

Per Cristo nostro Signore. Amen.


 

OTTOBRE

 

 

4 ottobre

SANTO PADRE NOSTRO FRANCESCO

diacono, fondatore dei tre Ordini,
patrono d’Italia.

 

SOLENNITÀ – (bianco)

 

Convertitosi a Cristo da una giovinezza gaudente e spensierata, Francesco prende alla lettera le parole dei Vangelo e fa della sua vita una imitazione di Gesù povero e tutto proteso a compiere la volontà del Padre. In una conformazione e trasformazione tale che «da Cristo prese l’ultimo sigillo», come dice Dante (Paradiso, 11, v.107): «portare le stigmate della Passione nel suo corpo» (cf Gal 6,17). Francesco si allontana dall’antica e tradizionale concezione della vita monastica.

Egli crea una «fraternità»; i grandi ordini francescani che da lui hanno origine — Minori, Conventuali, Cappuccini — trovano in Francesco più che una regola, uno stile di vita. La forma di santità vissuta da Francesco si è diffusa nel mondo attraverso il Terz’Ordine e unisce tutti coloro che pongono lo spirito al di sopra della lettera e l’amore prima della giustizia. La sua azione missionaria, la predicazione evangelica di pace e bene sono andate al cuore dei popoli e delle classi sociali spesso in lotta fra loro.

Pochi uomini hanno avuto tanto influsso nella società del loro tempo e oltre, come Francesco. La sua visione ottimistica della creazione, espressa nel Cantico di frate sole, il suo amore per «madonna Povertà», il suo spirito evangelico intrinsecamente e dinamicamente innovatore e riformatore in piena adesione alla Chiesa, sono messaggi vivi per il mondo attuale. Con santa Caterina da Siena è patrono principale d’Italia.

 

 

Antifona d’ingresso

 

Rallegriamoci tutti nel Signore
nella solennità del Serafico Padre san Francesco;
con noi gioiscono gli Angeli
e lodano in coro il Figlio di Dio.

 

 

 

Si dice il Gloria.

 

 

 

Colletta

 

O Dio, che nel Serafico Padre san Francesco, povero e umile, hai offerto alla tua Chiesa una viva immagine dei Cristo, concedi a noi di seguire il tuo Figlio nella via del Vangelo e di unirci a te in carità e letizia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

 

PRIMA LETTURA

 

Dal Libro del Siràcide 50,1.3-7

 

Ecco chi nella sua vita riparò il tempio, e nei suoi giorni fortificò il santuario. Ai suoi tempi fu scavato il deposito per le acque, un serbatoio ampio come il mare. Premuroso di impedire la caduta del suo popolo, fortificò la città contro un assedio.
Come era stupendo quando si aggirava fra il popolo, quando usciva dal santuario dietro il velo.
Come un astro mattutino fra le nubi, come la luna nei giorni in cui è piena, come il sole sfolgorante così egli rifulse nel tempio di Dio.

 

Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 15

 

R. Sei tu, o Signore, l'unico mio bene.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.  
R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.  
R.

 

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.  
R.

 

SECONDA LETTURA

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 6, 14-18

 

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio.

 

 

CANTO AL VANGELO

 

R. Alleluia, alleluia.

Francesco, povero e umile, entra ricco nel cielo, onorato con inni celesti.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

 

+ Dal vangelo secondo Matteo 11,25-30

 

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

 

Si dice il Credo.

 

PREGHIERA DEI FEDELI

 

C. Per intercessione di Francesco d'Assisi, fratello universale ed esempio di santità, rivolgiamo al Padre la preghiera della Chiesa e del mondo.

Diciamo insieme: Benedici il tuo popolo, Signore.

 

·                     Tu sei santo, Signore, e operi cose meravigliose; rinnova ancora la tua Chiesa con la santità di molti che vivano con semplicità e letizia il vangelo. Preghiamo.

 

·                     Tu sei protettore, custode e difensore nostro: difendi il nostro paese da ogni male e custodiscilo nella pace. Preghiamo.

 

·                     Tu sei bellezza, umiltà e pazienza: rendi ogni uomo fratello tra fratelli, con tutte le creature canti la tua gloria. Preghiamo.

 

·                     Tu sei nostra speranza, nostra fede e carità: insegnaci ad amare il tuo Cristo crocifisso nel volto degli emarginati del nostro tempo. Preghiamo.

 

·                     Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene: aiuta i movimenti, le persone, le istituzioni che si ispirano a san Francesco, ad amarti sopra ogni cosa. Preghiamo.

 

·                     Tu sei trino e uno, Signore Dio degli dei: aiuta la nostra comunità a spogliarsi del superfluo, vivendo con fiducia la tua parola. Preghiamo.

 

C. Signore, che nel nome di Francesco d'Assisi anche oggi doni alla Chiesa e al mondo la speranza dell'amore e della pace, ravviva la fede nel tuo Cristo, perché tutte le creature ti benedicano e ti servano con grande umiltà. Per Gesù, immagine del tuo volto, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

Sulle offerte

Accogli i nostri doni, o Signore, e prepara il tuo popolo a celebrare il mistero della croce, che segnò l'anima e il corpo del nostro Padre san Francesco. Per Cristo nostro Signore.

 


 

Prefazio proprio

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.


Tu hai innalzato san Francesco, per le vie della più sublime povertà ed umiltà, alle vette della perfezione evangelica; lo hai infervorato di ardore serafico per glorificarti con ineffabile giubilo del suo spirito in tutte le opere delle tue mani; e insignito delle sacre stigmate, l’hai additato al mondo quale fedelissima immagine di Cristo crocifisso nostro Signore.


Per mezzo di lui si allietano gli Angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo, …

 


 

Antifona alla comunione Cfr 1Pt 4,13

Gioiosamente partecipò alle sofferenze di Cristo; e ora nella rivelazione della sua gloria esulta.

 

Dopo la comunione

O Dio, che ci hai accolti alla tua mensa, fa’ che sentiamo in noi la fiamma viva del tuo amore e, imitando la carità e il fervore apostolico del nostro Padre san Francesco, ci consacriamo al servizio dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

 

 

6 ottobre

SANTA MARIA FRANCESCA DELLE CINQUE PIAGHE

vergine, III Ordine

 

Dal Comune delle vergini

 

 

10 ottobre

SANTI DANIELE e COMPAGNI

martiri, I Ordine

 

 

PRIMA LETTURA

Ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza.

 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 6, 4-10

 

Fratelli, in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece vivia mo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 125 (126)

 

R. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

 

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion, ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia. R.

 

Allora si diceva tra le genti:

«Il Signore ha fatto grandi cose per loro». Grandi cose ha fatto il Signore per noi: eravamo pieni di gioia. R.

 


Ristabilisci, Signore, la nostra sorte, come i torrenti del Negheb. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. R.

 

Nell'andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni. R.

 

CANTO AL VANGELO Mt5, 10

 

R. Alleluia, alleluia.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 10, 17-22

 

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.

Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Parola del Signore.

 

 

12 ottobre

SAN SERAFINO DA MONTEGRANARO

religioso, ofmcap

 

PRIMA LETTURA

Dio opera tutto in tutti.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

12, 4-11

 

Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.

A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue.

Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE
Dal Salmo 97 (98)

 

R. Il Signore ha manifestato la sua salvezza.

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie. Gli ha dato vittoria la sua destra e il suo braccio santo. R.

 

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. Egli si è ricordato del suo amore, della sua fedeltà alla casa d'Israele. R.

 

Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio. Acclami il Signore tutta la terra, gridate, esultate, cantate inni! R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Col 3, 14-15

 

R. Alleluia, alleluia.

Sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Porrò il mio spirito sopra di lui.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 12, 15-21

 

In quel tempo, molti seguirono Gesù ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

«Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».

Parola del Signore.

 

 

13 ottobre

BEATO ONORATO KOŽMIÑSKI,

presbitero, ofmcap

 

Dal comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

 

 

19 ottobre

SAN PIETRO d’ALCANTARA

sacerdote I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

 

Pietro era nato ad Alcantara, piccola città dell’Estremadura, ai confini con il Portogallo, nel 1499. A sedici anni prese l’abito di San Francesco e per tutta la vita volle riportare l’Ordine al rigore della prima Regola.

Cercava di dare l’esempio della più severa penitenza e della più dura povertà. Non meraviglia se incontrò in molti confratelli un’accanita resistenza. Non tutti avevano la sua tempra di penitente.

Un giorno andò a trovarlo un religioso di un altro Ordine. Lo trovò dentro una grotta nell’orto, nudo, con addosso il solo mantelletto. "Come mai siete vestito così poco decentemente?", gli chiese l’ospite. Il Santo si scusò: "Oh, padre mio, leggete il Vangelo. C’è scritto di avere soltanto una tunica. Ho lavato la mia pochi momenti fa, e l’ho stesa su quella pietra. Appena sarà un po’ asciugata me la rimetterò addosso".

L’Imperatore Carlo V, il conquistatore del mondo, lo avrebbe voluto per confessore. Il francescano gli si gettò ai piedi, e baciandogli la mano, disse: "Vostra Maestà cercherà sicuramente di fare la Volontà di Dio. Se io non tornerò più, vorrà dire che Dio non ha voluto che io accettassi questa carica". E non si fece più rivedere.

Morì, dolcemente, il 18 ottobre 1562. Santa Teresa d’Avila scrisse di avere avuto più volte la visione del penitente nella gloria di quell’eterna patria celeste da lui desiderata e conquistata con la penitenza.

 

Antifona d’ingresso Gal 6,14

Quanto a me non ci sia altro vanto
che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo,
per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

 

Colletta

O Dio, che in san Pietro d'Alcántara hai unito l'austera penitenza alla più sublime contemplazione, fa' che per i suoi meriti possiamo raggiungere i beni eterni, usando saggiamente di quelli temporali. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

PRIMA LETTURA

Ho lasciato perdere tutte le cose per guadagnare Cristo.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 3, 8-14

 

Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.

Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch'io sono stato conquistato da Cristo Gesù.

Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 15 (16)

 

R. Sei tu, o Signore, l'unico mio bene.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene». R.

 

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

 

Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. R.

 

CANTO AL VANGELO Sal 54 (55), 23

 

R. Alleluia, alleluia.

Affida al Signore il tuo peso ed egli ti sosterrà, mai permetterà che il giusto vacilli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Cercate prima di tutto il regno di Dio e tutte le altre cose vi saranno date in aggiunta.

 

Dal Vangelo secondo Luca 12, 22-31

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi!

Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto? Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l'erba nel campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede.

E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

O Signore, ti preghiamo di accettare benigno, per i meriti di san Pietro d'Alcàntara, questa offerta, che egli, durante la sua vita, ti offrì con purezza di cuore. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione Sal 33,9

Gustate e vedete quant'è buono il Signore: beato l'uomo che in lui si rifugia.

 

Dopo la comunione

Concedi, o Dio onnipotente, che anche noi possiamo percepire largamente il frutto che san Pietro d'Alcántara riportò da questo celeste convito. Per Cristo nostro Signore.

 

 

20 ottobre

BEATO GIACOMO DEGLI STREPA

vescovo, I Ordine

 

PRIMA LETTURA

Come un pastore cercherò le mie pecore e avrò cura di esse.

 

Dal libro del profeta Ezechiele 34, 11-16

 

Dice il Signore Dio: «Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.

Le farò uscire dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d'Israele, nelle valli e in tutti i luoghi abitati della regione. Le condurrò in ottime pasture e il loro pascolo sarà sui monti alti d'Israele; là si adageranno su fertili pascoli e pasceranno in abbondanza sui monti d'Israele.

Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 22 (23)

 

R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

 

Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l'anima mia, mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. R.

 

Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. R.

 


Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. R.

 

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv 10, 14

 

R. Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore; conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 10, 11-16

 

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario — che non è pastore e al quale le pecore non appartengono — vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.

E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».

Parola del Signore.

 

 

20 ottobre

BEATO CONTARDO FERRINI

laico, III Ordine

 

 

PRIMA LETTURA

Indossate l'armatura di Dio.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 6, 10-13.18

 

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del

diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove.

In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Salmo 130 (131)

 

R. In te, Signore, pongo la mia speranza.

 

Signore, non si esalta il mio cuore né i miei occhi guardano in alto; non vado cercando cose grandi né meraviglie più alte di me. R.

 

Io invece resto quieto e sereno:

come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è in me l'anima mia. R.

 

Israele attenda il Signore, da ora e per sempre. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Fil 2, 15-16

 

R. Alleluia, alleluia.

Risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Voi siete la luce del mondo.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 13-16

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore.

 

 

21 ottobre

BEATA MARIA LORENZA LONGO

religiosa, II Ordine

 

 

PRIMA LETTURA

Una donna saggia compie opere lodevoli.

 

Dal libro dei Proverbi 31, 10-13.19-20.30-31

 

Una donna forte chi potrà trovarla?

Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto.

Gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Stende la sua mano alla conocchia e le sue dita tengono il fuso. Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero.

Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 102 (103)

 

R. Il Signore ama chi lo teme.

Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

 

Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia. R.

 

Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore.

Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R.

 

Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono, perché egli sa bene di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere. R.

 

Ma l'amore del Signore è da sempre, per sempre su quelli che lo temono, e la sua giustizia per i figli dei figli, per quelli che custodiscono la sua alleanza e ricordano i suoi precetti per osservarli. R.

 

CANTO AL VANGELO Gv 8, 3112-32

 

R. Alleluia, alleluia.

Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli, dice il Signore, e conoscerete la verità.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Ti seguirò dovunque tu vada.

 

Dal Vangelo secondo Luca 9, 57-62

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio».

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore.

 

 

22 ottobre

BEATA GIUSEPPINA LEROUX

vergine e martire, II Ordine

 

PRIMA LETTURA

Mi hai liberato secondo la tua grande misericordia.

 

Dal libro del Siracide 51, 1-26-9.11c-12

 

Ti loderò, Signore, re, e ti canterò, Dio, mio salvatore, loderò il tuo nome, perché sei stato mio riparo e mio aiuto, salvando il mio corpo dalla perdizione. La mia anima era vicina alla morte, la mia vita era giù, vicino agl'inferi.

Mi assalivano da ogni parte e nessuno mi aiutava; mi rivolsi al soccorso degli uomini, e non c'era. Allora mi ricordai della tua misericordia, Signore, e dei tuoi benefici da sempre, perché tu liberi quelli che sperano in te e li salvi dalla mano dei nemici. Innalzai dalla terra la mia supplica e pregai per la liberazione dalla morte. La mia supplica fu esaudita: tu infatti mi salvasti dalla rovina e mi strappasti da una cattiva condizione. Per questo ti loderò e ti canterò, e benedirò il nome del Signore.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 30 (31)

 

R. Signore Gesù, accogli il mio spirito.

 

Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva. Perché mia rupe e mia fortezza tu sei, per il tuo nome guidami e conducimi. R.

 

Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. Esulterò e gioirò per la tua grazia, perché hai guardato alla mia miseria. R.

 

Sul tuo servo fa' splendere il tuo volto, salvami per la tua misericordia. Tu mi nascondi al riparo del tuo volto, lontano dagli intrighi degli uomini. R.

 

CANTO AL VANGELO Gv 12, 24

 

R. Alleluia, alleluia.

Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 12, 24-26

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.

Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Parola del Signore.


 

23 ottobre

SAN GIOVANNI da CAPESTRANO

sacerdote I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

Era nato a Capestrano, vicino l’Aquila, nel 1386, da un barone tedesco, ma da madre abruzzese, ed il biondo incrocio tra il cavaliere tedesco e la fanciulla abruzzese veniva chiamato "Giantudesco".

Studente a Perugia, si laureò e divenne ottimo giurista, tanto che Ladislao di Durazzo lo fece governatore di quella città. Ma da Perugia si vedeva, sul fianco del Subasio, la rosea nuvola di Assisi, e Giantudesco, caduto prigioniero dei Malaspina, meditò in carcere sulla vanità del mondo, come aveva già fatto il giovane San Francesco.

Non volle perciò tornare alla vita mondana ed uscito di carcere si fece legare dalla corda francescana, entrando nell’Ordine, dove San Bernardino propugnava, nel nome di Gesù, la riforma della cosiddetta "osservanza".

Giantudesco entrò in intimità col Santo riformatore. Lo difese apertamente e valorosamente quando, a causa della devozione del Nome di Gesù, il Santo senese venne accusato d’eresia. Anch’egli così prese come emblema il monogramma bernardiniano di Cristo Re e lo portò nelle sue dure battaglie contro gli eretici e contro gli infedeli. Il Papa lo nominò Inquisitore dei Fraticelli; lo inviò suo legato in Austria, in Baviera, in Polonia, dove si allargava sempre di più la piaga degli Ussiti. In Terra Santa promosse l’unione degli Armeni con Roma.

Ovunque c’era da incitare, da guidare e da combattere, Giantudesco alzava la sua bandiera fregiata dal raggiante stemma di Gesù o addirittura una pesante croce di legno, che ancora si conserva all’Aquila, e si gettava nella mischia, con teutonica fermezza e con italico ardore.

Aveva settant’anni, nel 1456, quando si trovò alla battaglia di Belgrado investita dai Turchi. Entrò nelle schiere dei combattenti, dove era più incerta la sorte delle armi, incitando i cristiani ad avere fede nel nome di Gesù.

Per undici giorni ed undici notti non abbandonò mai il campo. Ma questa doveva essere la sua ultima fatica di combattente. Tre mesi dopo, il 23 ottobre, Giantudesco motiva a Villaco, nella Schiavonia, consegnando ai suoi fedeli la Croce, emblema di Cristo Re, che egli aveva servito, fino allo stremo delle sue forze.

 

 

Antifona d’ingresso Ab 3,18-19

Io gioirò nel Signore, esulterò in Dio mio salvatore. Il Signore Dio è la mia forza.

 

 

Colletta

O Dio, che hai scelto san Giovanni da Capestrano per rincuorare il popolo cristiano nell'ora della prova, custodisci la Chiesa nella tua pace, e donaci sempre il conforto della tua protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

 

 

PRIMA LETI'URA

Il Signore mostrò al giusto il regno di Dio.

 

Dal libro della Sapienza 10, 10-14

 

La sapienza per diritti sentieri guidò il giusto in fuga dall'ira del fratello, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; lo fece prosperare nelle fatiche e rese fecondo il suo lavoro.

Lo assistette contro l'ingordigia dei suoi oppressori e lo rese ricco; lo custodì dai nemici, lo protesse da chi lo insidiava, gli assegnò la vittoria in una lotta dura, perché sapesse che più potente di tutto è la pietà. Ella non abbandonò il giusto venduto, ma lo liberò dal peccato. Scese con lui nella prigione, non lo abbandonò mentre era in catene, finché gli procurò uno scettro regale e l'autorità su coloro che dominavano sopra di lui; mostrò che i suoi accusatori erano bugiardi e gli diede una gloria eterna.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 33 (34)

 

R. Gustate e vedete com'è buono il Signore.

 

L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera. Gustate e vedete com'è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. R.

 

Gli occhi del Signore sui giusti, i suoi orecchi al loro grido di aiuto. Il volto del Signore contro i malfattori, per eliminarne dalla terra il ricordo. R.

 

Gridano e il Signore li ascolta, li libera da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, egli salva gli spiriti affranti. R.

 

Molti sono i mali del giusto, ma da tutti lo libera il Signore.

Il Signore riscatta la vita dei suoi servi; non sarà condannato chi in lui si rifugia. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Sal 58 (59), 17

 

R. Alleluia, alleluia.

Io canterò la tua forza, esalterò la tua fedeltà al mattino.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Li mandò ad annunciare il regno di Dio.

 

Dal Vangelo secondo Luca 9, 1-6

 

In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».

Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Guarda placato, o Signore, il sacrificio che ti offriamo, e, per intercessione di san Giovanni, sostienici con la certezza della tua protezione nel respingere le lusinghe diaboliche. Per Cristo nostro Signore.

 

 

Antifona alla comunione Sap 10,20

I giusti celebrarono, o Signore, il tuo nome santo e lodarono concordi la tua mano protettrice.

 

Dopo la comunione

Nutriti del pane eucaristico, ti preghiamo, o Dio onnipotente, di difenderci dal nemico maligno e di conservare la tua Chiesa in una perpetua pace. Per Cristo nostro Signore.

 

25 ottobre

BEATE MARIA Dl GESÙ MASIÀ FERRAGUT e COMPAGNE

vergini e martiri, II Ordine

 

Dal Comune dei martiri o delle vergini

 

26 ottobre

BEATO BONAVENTURA DA POTENZA

presbitero, ofmconv

 

PRIMA LETTURA

Dio ha scelto quello che è debole per il mondo.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1, 26-31

 

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.

Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.

Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 15 (16)

 

R. Sei tu, o Signore, l'unico mio bene.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene».

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

 

Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv 14, 23

 

R. Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

La casa costruita sulla roccia e quella costruita sulla sabbia.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 7, 21-27

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

In quel giorno molti mi diranno: "Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?". Ma allora io dichiarerò loro: "Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l'iniquità!"

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Parola del Signore.

 

 

31 ottobre

SANT'ANGELO D'ACRI

presbitero, ofmcap

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

 

NOVEMBRE

 

5 novembre

COMMEMORAZIONE

Dl TUTTI 1 DEFUNTI

DEI TRE ORDINI FRANCESCANI

 

PRIMA LETTURA

Li ha graditi come l'offerta di un olocausto.

 

Dal libro della Sapienza 3, 1-9

 

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà.

Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace.

Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d'immortalità.

In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l'offerta di un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.

Coloro che confidano in lui comprenderanno la verità, i fedeli nell'amore rimarranno presso di lui, perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Salmo 22 (23)

 

R. Abiterò per sempre nella casa del Padre.

 

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l'anima mia, mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. R.

 

Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. R.

 

Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. R.

 

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. R.

 

 

CANTO AL VANGELO 2Tm2, 11-12

 

R. Alleluia, alleluia.

Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Chiunque crede nel Figlio ha la vita eterna.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 6, 37-40

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.

Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

Parola del Signore.

 

6 novembre

BEATI VICTOR CHUMILLAS FERNÁNDEZ,

presbitero, e COMPAGNI

martiri, ofm

 

Dal Comune dei martiri

 

6 novembre

BEATI FELICE ECHEVARRIA GORIOSTIAGA, presbitero, e COMPAGNI

 martiri, ofm

 

Dal Comune dei martiri

 

6 novembre

BEATI ALFONSO LÓPEZ, presbitero, e COMPAGNI

martiri, ofmconv

 

Dal Comune dei martiri

 

 

6 novembre

BEATI ANDREA DA PALAZUELO presbitero, e COMPAGNI

martiri, ofmcap

Dal Comune dei martiri

 

 

6 novembre

BEATI FEDERICO DA BERGA, presbitero, e COMPAGNI

martiri, Ofmcap

 

Dal Comune dei martiri

 

 

7 novembre

BEATA ELENA ENSELMIM

vergine, II Ordine

 

PRIMA LETEURA

Quelli che ha giustificati, li ha anche glorificati.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8, 26-30

 

Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 15 (16)

 

R. Nelle tue mani, Signore, è la mia vita.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene».

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

 

Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. R.

 

CANTO AL VANGELO Mt5, 3

 

R. Alleluia, alleluia.

Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 1-12

 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.


Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

 

8 novembre

BEATO GIOVANNI DUNS SCOTO

presbitero, I Ordine

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 


 

13 novembre

SAN DIEGO D’ALCALÀ

religioso I Ordine

 

MEMORIA FACOLTATIVA – (bianco)

 

Diego nacque nell'Andalusia (Spagna) verso il 1400. Ancora giovane si sentì chiamato ad una vita solitaria, dedita all'orazione ed al lavoro. Entrato poi nell'Ordine dei Minori, si dedicò ai più umili uffici.

Nel 1441 partì missionario per le isole Canarie, ove affrontò molte difficoltà e disagi per la gloria di Dio. Nel 1450 fu a Roma: per qualche tempo si dedicò alla cura degli appestati, e con le sue preghiere ridonò la salute a molti infermi. Ritornato in Spagna morì in Alcalà de Henares, presso Madrid, il 12 novembre 1463.

San Diego, essendo il primo dei religiosi fratelli francescani canonizzato solennemente da Sisto V, è venerato come dai religiosi fratelli dell'Ordine minoritico come loro speciale patrono.

 

Antifona d’ingresso

Umiliò se stesso in tutto e trovò grazia davanti al Signore, perché grande è la potenza di Dio e dagli umili egli è glorificato.

 

Colletta

O Dio onnipotente ed eterno, che scegli le creature più umili per confondere ogni tipo di orgoglio, concedi a noi di imitare in ogni circostanza della vita le virtù di san Diego, per poter condividere la sua gloria nel cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che e Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1, 26-31

 

Fratelli, considerate la vostra chiamata: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.

Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio. Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 91 (92)

 

R. Il Signore è la salvezza del giusto.

 

È bello rendere grazie al Signore e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunciare al mattino il tuo amore, la tua fedeltà lungo la notte. R.

 

Come sono grandi le tue opere, Signore, quanto profondi i tuoi pensieri! L'uomo insensato non li conosce e lo stolto non li capisce. R.

 

Il giusto fiorirà come palma, crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio. R.

 

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno verdi e rigogliosi, per annunciare quanto è retto il Signore, mia roccia: in lui non c'è malvagità. R.

 

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv 14, 23

 

R. Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Chi tra voi è più grande diventi come il più giovane.

 

Dal Vangelo secondo Luca 22, 24-29

 

In quel tempo, nacque una discussione tra gli apostoli: chi di loro fosse da considerare più grande. Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.

Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l'ha preparato per me».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

O Padre misericordioso, che in san Diego hai impresso l'immagine dell'uomo nuovo, creato nella giustizia e nella santità, concedi anche a noi di rinnovarci nello spirito, per essere degni di offrirti il sacrificio di lode. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione Mt 11,29

«Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite ed umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime».

 

Dopo la comunione

Signore, con la luce e la forza di questo sacramento guidaci nelle vie del tuo amore, conferma l'opera che hai iniziato in noi e portala a compimento fino al giorno di Cristo Gesù: Che vive e regna nei secoli dei secoli.


14 novembre

SS. NICOLA TAVELIC E COMPAGNI

martiri

MEMORIA – (bianco)

 

 

Nicola nacque intorno al 1340 a Sebenico, in Dalmazia. Fu prima missionario in Bosnia, quindi, nel 1381, partì per la Palestina.

Con i confratelli Stefano da Cuneo, Pietro da Narbona e Deodato da Ruticinio, preparò un discorso in difesa della fede cristiana, che pronunciò dinanzi al Cadì di Gerusalemme. Invitati tutti a ritrattare quanto avevano affermato, essi si rifiutarono decisamente, e per questo furono messi a morte. il loro martirio avvenne il 14 novembre 1391. Sono stati canonizzati da Paolo VI il 21 giugno 1970.

 

 

 

Antifona d’ingresso Sal 36,39

La salvezza dei giusti viene dal Signore; egli è loro difesa nel tempo della prova.

 

 

 

Colletta

O Dio, che a san Nicola e ai suoi compagni hai dato la grazia di concludere con il martirio la loro infaticabile opera apostolica, concedi anche a noi di camminare con cuore ardente sulla via dei tuoi comandamenti, per essere degni del premio riservato ai giusti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

Avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa.

 

Dalla lettera agli Ebrei 10, 32-36

 

Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni: dopo aver ricevuto la luce di Cristo, avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa, ora esposti pubblicamente a insulti e persecuzioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di essere derubati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e duraturi.


Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete solo bisogno di perseveranza,

perché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato pro messo.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 123 (124)

 

R. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.

 

Se il Signore non fosse stato per noi quando eravamo assaliti, allora ci avrebbero inghiottiti vivi, quando divampò contro di noi la loro collera. R.

 

Allora le acque ci avrebbero travolti, un torrente ci avrebbe sommersi; allora ci avrebbero sommersi acque impetuose. R.

 

Siamo stati liberati come un passero dal laccio dei cacciatori: il laccio si è spezzato e noi siamo scampati.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore: egli ha fatto cielo e terra. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Fil 1, 29

R. Alleluia, alleluia.

A voi è stata data la grazia non solo di credere in Cristo, ma anche di soffrire per lui.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 18-21

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Scenda come rugiada la tua benedizione, o Signore, sull'offerta che ti presentiamo e ci confermi nella fede, che i santi martiri Nicola e compagni testimoniarono a prezzo della vita. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione Mc 8,35

«Chi perderà la propria vita per me e per il Vangelo, la salverà», dice il Signore.

 

Dopo la comunione

O Dio, che nella memoria dei santi martiri Nicola e compagni ci hai nutrito con l'unico pane della vita eterna, confermaci nel tuo amore, perché possiamo camminare verso di te in una vita nuova. Per Cristo nostro Signore.


 

17 novembre

SANTA ELISABETTA di UNGHERIA

patrona III Ordine

 

FESTA – (bianco)

 

Figlia del re Andrea II d’Ungheria, fu data sposa assai giovane al duca Ludovico IV di Turingia.

Vivacissima di carattere, molto dedita alla preghiera, era piena di carità attiva verso i poveri, i malati, gli appestati, operando contro ogni ingiustizia fatta al popolo, assecondata in ciò dal marito. Morto lui in una crociata, dovette coi suoi tre bambini, ventenne, lasciare la corte. Allora abbandonò ogni cosa per darsi tutta al Cristo «vivo», i poveri.

Iscrittasi al terz’ordine di san Francesco (morto un anno prima), si dedicò con umiltà e amore alle cure dei malati nell’ospedale che aveva eretto in suo onore a Marburgo. Visse come una «religiosa» fino alla morte, avvenuta il 17 novembre 1231.

Fu canonizzata nel 1235. La «pista» evangelica da lei tracciata alle spose dei crociati fu percorsa come più luminosa che non quella di una conquista terrena.

 

 

 

Antifona d’ingresso

Rallegriamoci tutti nel Signore nel ricordo di santa Elisabetta: con noi gioiscono gli Angeli e lodano in coro il Figlio di Dio.

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio, che a sant'Elisabetta, hai dato la grazia di riconoscere e onorare Cristo nei poveri, concedi anche noi, per sua intercessione, di servire con instancabile carità coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

PRIMA LETTURA

 

Dal Libro del Siràcide, 26,1-4.13-21

 

Fortunato il marito di una brava moglie,
il numero dei suoi giorni sarà doppio.
Una donna valorosa è la gioia del marito,
egli passerà in pace i suoi anni.
Una brava moglie è davvero una fortuna,
viene assegnata a chi teme il Signore.
Ricco o povero, il suo cuore è contento,
in ogni circostanza il suo volto è gioioso
.
La grazia di una donna allieta il marito,
il suo senno gli rinvigorisce le ossa.
È un dono del Signore una donna silenziosa,
non c'è prezzo per una donna educata.
Grazia su grazia è una donna pudica,
non si può valutare il pregio di una donna riservata.
Il sole risplende nel più alto dei cieli,
la bellezza di una brava moglie nell'ornamento della casa
.

Parola di Dio.

 

oppure

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo 5, 3-10

 

Carissimo, onora le vedove, quelle che sono veramente vedove; ma se una vedova ha figli o nipoti, questi imparino prima a praticare la pietà verso quelli della propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, poiché è gradito a Dio.
La donna veramente vedova e che sia rimasta sola, ha riposto la speranza in Dio e si consacra all'orazione e alla preghiera giorno e notte; al contrario quella che si dà ai piaceri, anche se vive, è già morta. Proprio questo raccomanda, perché siano irreprensibili. Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele.
Una vedova sia iscritta nel catalogo delle vedove quando abbia non meno di sessant'anni, sia andata sposa una sola volta, abbia la testimonianza di opere buone: abbia cioè allevato figli, praticato l'ospitalità, lavato i piedi ai santi, sia venuta in soccorso agli afflitti, abbia esercitato ogni opera di bene.

Parola di Dio.

 

Salmo responsoriale dal Salmo 30

 

R. Il Signore protegge i suoi fedeli.

 

In te, o Signore, mi sono rifugiato,
non sarò mai deluso.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.  
R.

 

Esulterò di gioia per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le mie angosce;
hai guidato al largo i miei passi.  
R.

 

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia
davanti agli occhi di tutti.  
R.

 

Amate il Signore, voi tutti suoi santi;
il Signore protegge i suoi fedeli.
Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore.  
R.

 

 CANTO AL VANGELO Sir 26,21-22

 

R. Alleluia, alleluia.

Il sole risplende nel più alto dei cieli, la bellezza di una brava moglie nell'ornamento della casa.

Lampada che brilla sul sacro candelabro.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Ogni volta che avete fatto del bene a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

 

Dal vangelo secondo Matteo 25, 31-40

 

In quel tempo, Gesù disse: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Accetta, o Signore, l'offerta del nostro servizio sacerdotale nel ricordo di Santa Elisabetta, e concedi che, liberi dagli affanni e dagli egoismi del mondo, diventiamo ricchi di te, unico bene. Per Cristo nostro Signore.

 

PREGHIERA DEI FEDELI

 

C. Fratelli e sorelle, ogni giorno della nostra vita è una grazia del Signore, un’occasione posta nelle nostre mani per fare del bene e costruire il regno di Dio. Invochiamo il Padre che è nei cieli, perché conceda a ciascuno di noi di camminare nelle sue vie.

Preghiamo insieme dicendo: Ascoltaci, o Signore.

 

·                     Per la Chiesa, popolo santo di Dio, perché guidata dallo Spirito del Signore, sappia riconoscere nella vita di tutti i giorni i segni della presenza di Dio. Preghiamo.

·                     Per i responsabili delle nazioni perché sappiano guardare al di là degli interessi immediati per costruire una casa comune per il bene di tutti, e siano sempre in ascolto di coloro che più si trovano nel bisogno materiale e spirituale. Preghiamo.

·                     Per i giovani, spesso defraudati nella speranza e ingannati con proposte che non saziano il cuore, perché guardando a san Francesco, a santa Chiara ed a santa Elisabetta, giovani innamorati di Cristo, non banalizzino, né svendano la loro esistenza, ma la vivano con entusiasmo, testimoniando l’amore di Dio. Preghiamo.

·                     Per i frati, le suore, i laici che formano la grande famiglia francescana, perché guardando a santa Elisabetta e con il suo aiuto, crescano nella contemplazione del mistero di Cristo, coltivino rapporti di condivisione e collaborazione fraterna e si impegnino in una fattiva dedizione ai fratelli che incontrano nel proprio ambiente di vita. Preghiamo.

·                     Perché il Signore doni a ciascuno di noi un cuore colmo di compassione, sull’esempio di S. Elisabetta, che pur essendo di stirpe regale si è fatta serva dei poveri, dei pellegrini e dei malati. Preghiamo.

 

C. Signore, che nel nome di Francesco d'Assisi anche oggi doni alla Chiesa e al mondo la speranza dell'amore e della pace, ravviva la fede nel tuo Cristo, perché tutte le creature ti benedicano e ti servano con grande umiltà. Per Gesù, immagine del tuo volto, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

Prefazio

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori.

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Tu hai ispirato a santa Elisabetta di seguire fedelmente, sull’esempio di san Francesco, le orme del tuo Figlio, che ella ha amato, servito e curato nelle membra dei poveri e dei sofferenti.

Nel breve corso della sua vita Tu l’hai colmata di molteplici grazie: nella via del matrimonio l’hai resa sposa fedele e madre premurosa, nella solitudine della vedovanza le hai donato fortezza e castità perché si dedicasse a Cristo con cuore indiviso.


Avendola innalzata per la via della più eroica povertà alle altezze della serafica perfezione l’hai costituita Madre e Maestra di una moltitudine di figli e figlie, chiamati ad essere lievito di Vangelo nell’impasto del mondo.
Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli Angeli e ai Santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

 

Antifona alla comunione Gv 13,35

«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri», dice il Signore.

 

Dopo la comunione

O Padre, che ci hai fatti tuoi commensali, donaci di imitare l'esempio di santa Elisabetta che si consacrò a te con tutto il cuore, e si prodigò instancabilmente per il bene del tuo popolo. Per Cristo nostro Signore.

 

 

18 novembre

BEATA SALOMEA DA CRACOVIA

vergine, II Ordine

 

PRIMA LETTURA

La fede, se non ha le opere, è morta in se stessa.

 

Dalla lettera di san Giacomo apostolo 2, 14-17

 

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve?

Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 130 (131)

 

R. Beati i miti e umili di cuore.

 

Signore, non si esalta il mio cuore né i miei occhi guardano in alto; non vado cercando cose grandi né meraviglie più alte di me. R.

 

Io invece resto quieto e sereno:

come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è in me l'anima mia. R Israele attenda il Signore, da ora e per sempre. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Mt 19, 29

 

R. Alleluia, alleluia.

Voi che avete lasciato tutto per il vangelo, riceverete cento volte tanto, dice il Signore, e avrete in eredità la vita eterna.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 13, 44-46

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

II regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Parola del Signore.


 

19 novembre

SANTA AGNESE d’ASSISI

vergine II Ordine

 

FESTA – (bianco)

 

 

Sant’Agnese nata ad Assisi nel 1197, a quindici anni volle seguire la sorella Chiara e abbraccio l’ideale di povertà francescana.

Resistette con forza sovrumana alle lusinghe, alle minacce e alle percosse dei parenti che volevano distoglierla dal suo proposito.

Dopo essere rimasta per alcuni anni a San Damiano, fu mandata come abbadessa a Firenze nel Monastero di Monticelli. Giudò le sorelle con prudenza e amore, dando per prima l’esempio di austerità, povertà e di operosità. Ebbe anche il conforto di consolazioni e visioni celesti.

Ritornata ad Assisi, assistette alla morte della sorella e si spense poco dopo, il 16 novembre 1253. Il papa Benedetto XIV la dichiarò santa, confermandone l’antichissimo culto.

Il suo corpo riposa nella Basilica di Santa Chiara.

 

Antifona d’ingresso

Rallegriamoci ed esultiamo, perché il Signore ha amato questa vergine santa e gloriosa.

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio, che a molte anime consacrate hai dato Sant’Agnese d’Assisi quale modello di perfezione serafica, concedici di emulare il suo ideale di santità, per essere uniti a te nella gloria dei santi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

PRIMA LETTURA

 

Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi 3, 12-17

 

Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

Parola di Dio.

 

 

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 44

 

R. Ecco lo sposo, andate incontro a Cristo Signore.

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio,
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
al re piacerà la tua bellezza.
Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.  
R.

 

La figlia del re è tutta splendore,
gemme e tessuto d’oro è il suo vestito.
È presentata al re in preziosi ricami.  
R.

 

Con lei le vergini compagne a te sono condotte;
guidate in gioia ed esultanza
entrano insieme nel palazzo del re.  
R.

 

 

 

CANTO AL VANGELO

 

R. Alleluia, alleluia.

Chi fa la volontà del padre mio, questi è per me fratello, sorella e madre, dice il Signore.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre

 

Dal vangelo secondo Marco 3, 31-35

 

Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Benedici, Signore, i doni che ti offriamo nel ricordo di sant’Agnese, e rinnova profondamente il nostro spirito perché, liberi dai fermenti del male, viviamo una vita nuova, nella luce del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

 

Prefazio delle vergini

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.

Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli hanno consacrato la vita a Cristo tuo Figlio, noi celebriamo, o Padre, l’iniziativa mirabile del tuo amore, poiché tu riporti l’uomo alla santità della sua prima origine e gli fai pregustare i doni che a lui prepari nel mondo rinnovato.

Per questo segno della tua bontà, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo, …

 

 

Antifona alla comunione

La vergine prudente si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta.

 

Dopo la comunione

La comunione alla mensa del corpo e sangue del tuo Figlio ci distolga, Signore, dalla seduzione delle cose che passano, e sull’esempio di sant’Agnese ci aiuti a crescere nel tuo amore, per godere in cielo la visione del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.

 

 

25 novembre

SANT'UMILE DA BISIGNANO

religioso, ofm

 

Dal Comune dei santi (religiosi

 

 

 

26 novembre

SAN LEONARDO DA PORTO MAURIZIO

sacerdote I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

Leonardo nacque a Porto Maurizio (Imperia) nel 1676. Compiuti gli studi presso il Collegio Romano, a vent'anni entrò nell'Ordine dei Frati Minori.

Ordinato sacerdote, si dedicò con zelo apostolico alla predicazione, percorrendo gran parte d'Italia. Speciale importanza assunsero le sue "missioni" al popolo, le quaresime e gli esercizi spirituali.

Fu grande propagatore della pia pratica della Via Crucis. Scrisse varie opere di predicazione e di vita spirituale, da cui traspaiono i lineamenti caratteristici della spiritualità francescana.

Morì a Roma il 26 novembre 1751 e fu canonizzato da Pio IX.

 

 

Antifona d’ingresso Is 52,7

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annunzia la pace,
che reca la buona novella,
che proclama la salvezza.

 

Colletta

O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai dato in san Leonardo un apostolo ardente del mistero della Croce, concedi a noi, per sua intercessione, di penetrare le insondabili ricchezze di Cristo crocefisso per godere in cielo i frutti della redenzione. Egli è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

Abbiamo la redenzione mediante il sangue di Cristo.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 1, 3-14

 

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra.

In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati - secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà — a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Parola di Dio.

 

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 84 (85)

 

R. Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

 


Sei stato buono, Signore, con la tua terra, hai ristabilito la sorte di Giacobbe. Hai perdonato la colpa del tuo popolo, hai coperto ogni loro peccato.

Hai posto fine a tutta la tua collera. R.

 

Non tornerai tu a ridarci la vita, perché in te gioisca il tuo popolo? Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. R.

 

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con fiducia. R.

 

Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, perché la sua gloria abiti la nostra terra. Amore e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. 2Tm 4, 17

 

R. Alleluia, alleluia.

Il Signore mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l'annuncio del Vangelo.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Il seguace di Cristo porta ogni giorno la sua croce.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 16, 24-27

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Guarda con benevolenza, Signore, i doni che portiamo al tuo altare nel ricordo di san Leonardo; la celebrazione di questo mistero, che ha meritato a lui una corona di gloria, sia per noi sorgente di perdono e di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione 2Cor 5,20

Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro.
Vi supplichiamo in nome di Cristo: riconciliatevi con Dio.

 

Dopo la comunione

O Dio, fonte di consolazione e di pace, guarda a noi tuoi fedeli riuniti nella festa di san Leonardo a celebrare le tue lodi, e per la partecipazione a questi santi misteri donaci il pegno della redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore.


27 novembre

SAN FRANCESCO ANTONIO FASANI

sacerdote I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

Francesco Antonio nacque nel 1681 a Lucera nelle Puglie e, ancor giovane, fu accolto tra i Minori Conventuali. Si distinse subito per la sua vita integerrima e fu esempio di austerità e zelo sacerdotale.

Eletto Ministro Provinciale promosse la regolare disciplina in tutta la Provincia. Propagò la devozione alla Vergine Immacolata, e per circa 40 anni si rese famoso nelle Puglie per la sua ardente parola e per la grande carità verso i poveri, gli orfani e i carcerati. Arricchito di celesti carismi, si spense a Lucera il 29 novembre 1742.

Fu santificato da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986.

 

Antifona d’ingresso Ml 2,6

Un insegnamento fedele era sulla sua bocca, né c'era falsità sulle sue labbra;
con pace e rettitudine ha camminato davanti a me e ha trattenuto molti dal male.

 

 

Colletta

O Dio, che nel beato Francesco Antonio ci hai dato un modello di seràfica perfezione e un ardente apostolo della tua parola; concedici, ti preghiamo, per i suoi meriti e la sua intercessione, di essere sempre saldi nella fede e operosi nella carità, per meritare il premio eterno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

Il Signore mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri.

 

Dal libro del profeta Isaia 61, 1-3

 


Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l'anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per dare agli afflitti di Sion una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell'abito da lutto, veste di lode invece di uno spirito mesto.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 33 (34)

 

R. Sei tu, Signore, il mio rifugio.

 

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore:

i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

 

Magnificate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore: mi ha risposto e da ogni mia paura mi ha liberato. Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. R.

 

Gustate e vedete com'è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. Temete il Signore, suoi santi:

nulla manca a coloro che lo temono. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv8, 12

R. Alleluia, alleluia.

Io sono la luce del mondo, dice il Signore: chi segue me avrà la luce della vita.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Voi siete la luce del mondo.

 

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 13-16

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?

A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Accogli, Signore, la nostra offerta, e donaci un'esperienza viva del tuo amore, perché, sull'esempio del beato Francesco Antonio, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode e ottenere i benefìci della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

 

 

Antifona alla comunione Gv 12,26

«Chiunque mi vuoi servire, mi segua», dice il Signore, «e dove sono io, là sarà anche il mio servo».

 

 

Dopo la comunione

Signore Dio nostro, questa celebrazione eucaristica, fonte e culmine della vita della Chiesa, ci aiuti, per intercessione del beato Francesco Antonio, a progredire sempre più nel cammino della salvezza. Per Cristo nostro Signore.


 

28 novembre

SAN GIACOMO DELLA MARCA

sacerdote I Ordine

 

MEMORIA – (bianco)

 

 

Nacque a Monteprandone Piceno nel 1394.

Frequentò gli studi nella città di Perugia, dedicandosi soprattutto al diritto. Entrato tra i Frati Minori, studiò teologia e fu ordinato sacerdote.

Dedicò tutta la sua vita alla predicazione del Vangelo percorrendo quasi tutta l'Italia e molte nazioni d'Europa; fu oratore efficace e suasivo e ricondusse a Dio molte anime.

Discepolo di San Bernardino da Siena, divulgò con zelo la devozione al Nome di Gesù. Morì a Napoli nel 1476, e fu canonizzato da Benedetto XIII.

 

 

 

Antifona d’ingresso Sal 51,10

Io come olivo verdeggiante nella casa di Dio;
mi abbandono alla fedeltà di Dio ora e per sempre.

 

 

Colletta

O Dio, che hai dato alla Chiesa in san Giacomo della Marca un infaticabile missionario della tua parola, tutto dedito alla salvezza delle anime e alla conversione dei peccatori: la sua intercessione ci aiuti ad espiare i nostri peccati e a camminare speditamente sulla via della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

 

PRIMA LETTURA

Il ricordo del giusto è in benedizione.

 

Dal libro del Siracide 45, 1-5

 

Fu amato da Dio e dagli uomini, il suo ricordo è in benedizione. Gli diede gloria pari a quella dei santi e lo rese grande fra i terrori dei nemici. Per le sue parole fece cessare i prodigi e lo glorificò davanti ai re; gli diede autorità sul suo popolo e gli mostrò parte della sua gloria. Lo santificò nella fedeltà e nella mitezza, lo scelse fra tutti gli uomini. Gli fece udire la sua voce, lo fece entrare nella nube oscura e gli diede faccia a faccia i comandamenti, legge di vita e d'intelligenza. Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 15 (16)

 

R. Sei tu, o Signore, l'unico mio bene.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene».

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. R.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

 

Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. R.

 

CANTO AL VANGELO  14, 17

 

R. Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio non è cibo o bevanda, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

È vicino a voi il regno di Dio.

 

Dal Vangelo secondo Luca 10, 1-9

 

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!"  Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra.

Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».

Parola del Signore.

 

 

Sulle offerte

Accogli, Signore, la nostra offerta, e donaci un'esperienza viva del tuo amore, perché, sull'esempio di san Giacomo, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode e ottenere i benefici della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione Gv 15,4-5

«Rimanete in me e io in voi», dice il Signore.
«Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto».

 

Dopo la comunione

Ti supplichiamo, o Dio onnipotente: concedi a coloro che hai nutrito con i tuoi sacramenti di poterti degnamente servire con una vita a te gradita. Per Cristo nostro Signore.

29 novembre

TUTTI I SANTI DELL’ORDINE SERAFICO

FESTA – (bianco)

 

 

L’Ordine Serafico è stato in ogni tempo focolare di santità: questo è il motivo della sua vitalità spirituale che lo fa perennemente rifiorire.

I suoi figli Santi (del primo, secondo e terzo Ordine) appartengono ad ogni condizione sociale e ad ogni popolo. Ci sono martiri, dottori, sacerdoti, fratelli religiosi, laici, vergini, sante donne... Una moltitudine immensa radunata intorno al grande Poverello, «recante il segno del Dio vivo».

La festa di tutti i Santi dell’Ordine Francescano si celebra in questo giorno, perché il 29 novembre 1223, Onorio III confermò solennemente la Regola di S. Francesco, già approvata verbalmente nel 1209 da Innocenzo III.

L’originale della Regola è conservato tra le reliquie nella Basilica di S. Francesco in Assisi.

 

 

 

Antifona d’ingresso Cfr Ap 19,5-7

Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi Santi, voi che lo temete, piccoli e grandi!
Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l'Onnipotente.
Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria.

 

Si dice il Gloria.

 

Colletta

O Dio onnipotente, che ti sei degnato di dare maggiore luce alla tua Chiesa con mirabile e svariata fioritura di santità seràfica, concedi a noi di imitare gli esempi di tanti gloriosi confratelli, e di conseguire nei cieli la corona riservata ai giusti. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

PRIMA LETTURA

 

Dal Libro del Siràcide 44, 1.10-15

 

Facciamo l'elogio degli uomini illustri, dei nostri antenati secondo le loro generazione. Essi furono uomini virtuosi, i cui meriti non furono dimenticati. Nella loro discendenza dimora una preziosa eredità, i loro nipoti. I loro discendenti restano fedeli alle promesse e i loro figli in grazia dei padri. Per sempre ne rimarrà la discendenza e la loro gloria non sarà offuscata. I loro corpi furono sepolti in pace, ma il loro nome vive per sempre. I popoli parlano della loro sapienza, l'assemblea ne proclama le lodi.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 23

 

R. Questa generazione cerca il tuo volto, o Signore.

 

Del Signore è la terra e quanto contiene,
l'universo e i suoi abitanti.
E' lui che l'ha fondata sui mari,
e sui fiumi l'ha stabilita.  
R.

 

Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna.  
R.

 

Questi otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.  
R.

 

CANTO AL VANGELO

R. Alleluia, alleluia.

Questa è una vera fratellanza:
vincendo la malvagità del mondo, seguì Cristo e con lui esulta nei cieli.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

Vendi quello che hai e seguimi

 

Dal vangelo secondo Marco 10, 17-21

 

In quel tempo, mentre Gesù usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Ti siano graditi, Signore, i doni che ti offriamo nella festa di tutti i Santi dell'Ordine Serafico: essi che già godono della vita immortale, ci proteggano nel nostro cammino verso di te. Per Cristo nostro Signore.

 

Prefazio proprio

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Oggi ci dai la gioia di contemplare la città del cielo, la santa Gerusalemme che è nostra madre, dove l'assemblea festosa dei nostri fratelli glorifica in eterno il tuo nome. Verso la patria comune noi, pellegrini sulla terra, affrettiamo nella speranza il nostro cammino, lieti per la sorte gloriosa di questi membri eletti della

Chiesa, che ci hai dato come amici e modelli di vita.

Per questo dono del tuo amore, uniti all'immensa schiera degli Angeli e dei Santi, cantiamo con gioiosa esultanza la tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione Mt 5,8-10

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

 

Dopo la comunione

O Dio, che ci nutri dell'unico pane e ci conforti con l'unica speranza, donaci il tuo Spirito, perché insieme con i tuoi Santi formiamo in Cristo un cuore solo e un'anima sola, per risorgere con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore.


 

Il giorno stabilito o il primo giorno libero
da domenica o solennità

COMMEMORAZIONE di TUTTI I DEFUNTI
dell’ORDINE SERAFICO

(viola)

 

L’Ordine francescano, come celebra la festa di tutti i suoi figli santi, che contemplano il volto di Dio nel cielo, così dedica un giorno alla commemorazione di tutti i suoi defunti del Primo, del Secondo e del Terzo Ordine, unendovi anche il ricordo dei parenti e dei benefattori.

Tutto ciò corrisponde allo spirito di san Francesco che ha comandato ai suoi frati di pregare per i morti; ed è segno dell’amore e dell’unità che lega i vivi ai fratelli che li hanno preceduti nella pratica della stessa Regola.

 

Antifona d’ingresso 1Ts 4,14; 1Cor 15,22

Gesù è morto ed è risorto; così anche quelli che sono morti in Gesù, Dio li radunerà insieme con lui. E come tutti muoiono in Adamo, così tutti in Cristo riavranno la vita.

 

Colletta

O Dio, gloria dei credenti e vita dei giusti, che ci hai salvati con la morte e risurrezione del tuo Figlio, sii misericordioso con i nostri fratelli, sorelle, parenti e benefattori defunti: quando erano in mezzo a noi essi hanno professato la fede nella risurrezione, e tu dona loro la beatitudine senza fine. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...

 

PRIMA LETTURA

 

Dal libro della Sapienza 3,1-9

 

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. Per una breve pena riceveranno grandi benefìci, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto.
Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Sal 22

 

R. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me.

 

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.  R.

 

Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.  R.

 

Davanti a me apparecchi una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca.  R.

 

Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.  R.

 

CANTO AL VANGELO 2Tm 2,11-12

 

R. Alleluia, alleluia.

Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo.

R. Alleluia, alleluia.

 

VANGELO

 

Dal vangelo secondo Giovanni 6, 37-40

 

In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

Parola del Signore.

 

Sulle offerte

Accetta, Signore, i doni che ti offriamo in questo sacramento di amore che ci unisce a Cristo tuo Figlio, e accogli i nostri fratelli defunti nella gloria del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

 

Prefazio dei Defunti I (o altro Prefazio dei Defunti)

 

V. Il Signore sia con voi. 

R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. 

R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. 

R. É cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

In Cristo tuo Figlio, nostro salvatore rifulge a noi la speranza della beata risurrezione, e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell’immortalità futura.

Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo.

Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo senza fine l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo, …

 

Antifona alla comunione Gv 11,25-26

Dice il Signore: «Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno».

 

Dopo la comunione

O Padre, che in questo sacramento pasquale ci hai unito al tuo Figlio, vincitore del peccato e della morte, fa' che i nostri fratelli, sorelle, parenti e benefattori defunti, liberi da ogni colpa, partecipino alla gloria del Signore risorto. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

 

DICEMBRE

 

2 dicembre

BEATA MARIA ANGELA ASTORCH

vergine, II Ordine

 

Dal Comune delle vergini

 

 

2 dicembre

BEATO RAFFAELE CHYLINSKI

presbitero, ofmconv

 

Dal Comune dei pastori o dei santi (religiosi)

 

 

10 dicembre

BEATO ARSENIO MIGLIAVACCA DA TRIGOLO presbitero, ofmcap

 

PRIMA LEITURA

Voi che temete il Signore, confidate, sperate, amatelo.

 

Dal libro del Siracide 2, 7-11 (NV)

 

Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere.

Voi che temete il Signore, confidate in lui, e la vostra ricompensa non verrà meno.

Voi che temete il Signore, sperate nei suoi benefici, nella felicità eterna e nella misericordia. Voi che temete il Signore, amatelo, e i vostri cuori saranno ricolmi di luce. Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?

O chi lo ha invocato e da lui è stato trascurato? Perché il Signore è clemente e misericordioso, perdona i peccati e salva al momento della tribolazione e protegge coloro che lo ricercano sinceramente.

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 111 (112)

 

R. Beato l'uomo che teme il Signore.

 

Beato l'uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R.

 

Prosperità e ricchezza nella sua casa, la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti: misericordioso, pietoso e giusto. R.

 

Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno: eterno sarà il ricordo del giusto. R.

 

Saldo è il suo cuore, confida nel Signore. Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s'innalza nella gloria. R.

 

CANTO AL VANGELO Cf. Gv 13, 34

 

R. Alleluia, alleluia.

Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

R. Alleluia, alleluia.

 

 

VANGELO

Siate misericordiosi, come il vostro Padre è misericordioso.

 

Dal Vangelo secondo Luca 6, 27-38

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da' a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell'Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Parola del Signore.